Gabriele Muccino, un nuovo film sull’amore.

Gabriele Muccino lo avevamo incontrato alla Mostra di Venezia nel settembre scorso: era lì per promuovere (in brevi incontri) il suo nuovo film “americano” dal titolo italiano “Quello che so sull’amore” (Playing for Keeps).

Un sussulto di nostalgia ci è preso quando ha ricordato lo storico campeggio di San Niccolò del Lido, quello frequentato negli anni ‘80 dai giovani con pochi soldi, ma tanto appassionati di cinema. Si andava lì per risparmiare, con tende e sacco a pelo per toccare da vicino il Cinema, la Mostra, registi con attori al seguito. “Erano anni bellissimi, carichi di entusiasmo” ci confida Muccino. E ci sorprende quel sussulto ultratrentennale, che l’affermato regista rievoca in un attimo, parlando di cinema e proprio al Lido, durante la Mostra, e del suo nuovo film americano, “Playing for Keeps”, che in Italia esce in questi giorni.

Gabriele Muccino, Mostra di Venezia 2012

E’ persona cordiale Muccino, un po’ appesantito (sarà il pessimo cibo americano? – non lo esclude), ma soprattutto ha la cordialità e la consapevolezza di chi sa di aver raggiunto il “sogno americano”, lo stesso che assorbe generazioni intere fin dai tempi di Sordi e dell’americano a Roma. Non si da arie, almeno con noi, mentre si discute del suo ultimo lavoro, e soprattutto del cast stellare che la produzione (Millennium Films, Nu Image Films, Evil Twins, Eclectic Pictures) ha messo a disposizione del regista romano. Non c’è Will Smith: in questo terzo lavoro americano, appena distante dal dramma e dal melodramma, e alle prese con una sceneggiatura (scritta da Robbie Fox) nella quale Muccino si assume non poche responsabilità nel riconoscersi nel linguaggio della commedia romantica, e a imporre la propria visione malinconica della realtà.

Tuttavia il film è gradevole, non ha pause, ben inquadrato in una colorita atmosfera da middle-class. E’ a suo agio nel dirigere attori di grande fama e intensità. Un cast stellare: protagonista è Gerard Butler, affiancato da Jessica Biel, da Catherine Zeta-Jones ed Uma Thurman, non ultimo Dennis Quaid.

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Solo poche battute sul film, sui contenuti. Un ex calciatore interpretato da Gerard Butler, ha alle spalle una breve carriera di enorme successo in Europa; fa ritorno nella cittadina della provincia americana, dove vuol fare l’allenatore della squadra di calcio nella quale gioca il suo ragazzo. La sua è stata una esistenza burrascosa, matrimonio finito, e la ferma volontà di ricucire il rapporto con suo figlio, espedienti ed umiliazioni comprese.

Ancora padre e figlio al centro del film, come fu per il primo film con Will Smith, “La ricerca della felicità”? Una nuova lettura di quel rapporto antico come l’uomo, con le difficoltà e gli scambi generazionali che si impongono, al cospetto di una contemporaneità nella quale convivono sempre più complesse situazioni relazionali.

Armando Lostaglio

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Armando Lostaglio
ARMANDO LOSTAGLIO iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Basilicata; fondatore del CineClub Vittorio De Sica - Cinit nel 1994 con oltre 150 iscritti; promotore di altri cinecircoli Cinit, e di mostre di cinema per scuole, carceri, centri anziani; autore di testi di cinema: Sequenze (La Nuova del Sud, 2006); Schermi Riflessi (EditricErmes, 2011); autore dei docufilm: Albe dentro l'imbrunire (2012); Il genio contro - Guy Debord e il cinema nell'avangardia (2013); La strada meno battura - a cavallo sulla Via Herculia (2014); Il cinema e il Blues (2016); Il cinema e il brigantaggio (2017). Collaboratore di riviste e giornali: La Nuova del Sud, e web Altritaliani (Parigi), Cabiria, Francavillainforma; Tg7 Basilicata.

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