Altritaliani

Nelle mani della banda B.B.

giovedì 27 agosto 2009 di Veleno

Diceva Woody Allen che il massimo della sfiga nella Germania nazista era nascere negro, ebreo, diventare comunista ed essere gay. Ormai questa “sfiga” potrebbe essere fatale anche in Italia.

Infatti, mentre il legislatore ci deprime ed imbarazza con leggi sempre più vergognose, con cui nella cristiana Italia, l’amore per il prossimo si confonde con l’obbligo di denuncia contro il “clandestino” che si fa curare in un pubblico ospedale. Oppure, imponendo al professore del sud di superare un test padano per poter essere assunto nelle scuole dello Stato, a questo punto non sappiamo se italiano o padano. Mentre impazzano le ronde che però mancano quando l’aggredito e accoltellato è un gay, come a Roma, con l’aggressore e pregiudicato che prima di arrestarlo e rinchiuderlo ci sono voluti inspiegabili quattro giorni. Mentre la Chiesa, che era il faro dell’umanità, quando si trattava d’impedire (nella liberale Italia di Berlusconi) di far morire la povera Eluana Englaro, ormai in stato vegetativo da quasi venti anni, costringendo suo padre ad una guerra “infinita” con le istituzioni per ottenere e far applicare le disposizioni della figlia. Quella stessa Chiesa, oramai non conta più un ca….volo, quando richiama il governo e il Paese al rispetto dei diritti umani e alla dignità degli immigrati. Mentre accade tutto questo, ed altro ancora, l’opinione pubblica dorme e l’opposizione pure.

Eppure è strana e perversa l’etica dell’attuale governo. Per il quale la corruzione di minorenni non è reato se a commetterla è il capo del governo; dove la “velina” ministra Carfagna grida che: "bisogna farla finita con le prostitute", mentre il più “amato”, dalla cattolica Italia, utilizza palazzi pubblici e ville private per festini con escort (non le auto, ma le puttane, si intende n.d.r.).

E la questione morale? Dove è finita in questa sorta di “Sodoma e Gomorra”? Possibile che dai banchi dell’opposizione non si elevi un “cristiano” per dire al nostro gaudente primo ministro: “Se ne vada!”? In questo contesto di feroce e montante aggressione al clandestino, alla colf e badante che seppure romena (e quindi della comunità europea) vive nel terrore di essere braccata e magari espulsa, in questo clima di odio verso ogni diversità per cui quasi si ammazza un giovane colpevole di aver dato un tenero bacio ad un suo pari sesso o si brucia una discoteca solo perché frequentata da omosessuali, viene da chiedersi a quale deriva barbarica ci sta conducendo culturalmente e moralmente questo governo, peraltro sottoposto al ricatto continuo del partito più vecchio, incolto, incivile ed ignorante della seconda repubblica italiana (la Lega Nord, avete indovinato….ma era facile).

Questo è il Paese in cui è di fatto nato il diritto, uno dei primi ad abolire la pena di morte, un paese dove l’accoglienza e l’ospitalità erano il biglietto da visita che ci rendeva privilegiati su gli altri paesi, che al più cercavano d’imitarci. Questo era il Paese dei santi, poeti e navigatori. Il che denota devozione, sensibilità e disponibilità a conoscere il mondo a scambiare cultura ed esperienza. Era il paese che, finanche negli anni bui dello stragismo e del terrorismo, sapeva tenere alta la sua dignità. Oggi è un paese dominato, per colpevole delega dei miei concittadini, da un uomo privo di scrupoli, e di qualsiasi cultura politica e senso dello Stato, che dirige da anni, salvo brevi intervalli, un governo dove i suoi affari si confondono con l’interesse nazionale, governando, privo di qualsivoglia valore morale e/o etico, una maggioranza viscida ed obbediente composta da xenofobi privi di scrupoli e da una quantità di ministri e sottosegretari privi di personalità e che si limitano solo a dire “sì” ad ogni comando del boss o dei boss (la banda B.B. – Berlusconi e Bossi). Questa che era la patria dell’umanesimo, dell’arte, dove finanche i fascisti trovarono difficoltà nell’applicare le leggi razziali e divenuto un luogo additato in tutto il mondo come una sorta di “paese canaglia”.

La simpatia e la cordialità con cui eravamo visti all’estero, è oggi incrinata grazie allo scempio di ogni diritto, alla devastazione di ogni sentimento di umana tolleranza che era tratto finanche eccessivo della nostra società. L’attacco è iniziato, come sempre, contro i più deboli, gli immigrati, i neri, i rom, poi i gay, ma tra poco toccherà alle donne e ai meridionali. Già alcune avvisaglie si avvertono, anche se passate quasi inosservate. In Veneto un napoletano accusato di un furto è stato “espulso” e rimandato a Napoli. Espulso come l’albanese che non era in regola. Gli insegnanti del sud dovranno imparare il padano, chissà se quelli del nord impareranno il siciliano. C’è chi ha proposto che negli autobus a Milano i posti siano assegnati ai milanesi doc (mi piacerebbe conoscerli). Berlusconi dà una “mancia” a Lombardo e ai suoi indipendentisti della Lega meridionale, e il dissenso è già finito.

Questo era il paese dove socialismo e liberalismo diedero esempi luminosi alla scienza politica mondiale. In questo paese, che la Lega sta dividendo in due, nord e sud, sono nati Giolitti, De Gasperi, Berlinguer, Gramsci, Croce e tanti altri ancora.

Papà diceva: “Povera Italia!”. Che dire…..

Veleno


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