Rivoluzione Galileo. L’arte (italiana) incontra la scienza (universale)

E’ appena iniziata a Palazzo del Monte di Pietà di PADOVA la mostra «Rivoluzione Galileo. L’arte incontra la scienza», una splendida ed esauriente esposizione a cura di Giovanni Carlo Federico Villa e Stefan Weppelmann. Un viaggio fantastico, intorno a un genio che, con le sue rivelazioni, ha letteralmente (ri)creato il cielo. Un percorso lungo sette secoli d’arte che va da Guercino ad Anish Kapoor, dalle visioni di Leonardo da Vinci a quelle di Jules Verne, Doré o Georges Méliès fino alle foto della NASA o di Andreas Gursky.

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Promossa da Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, è stata prodotta da Silvana Editoriale che ne ha pubblicato pure l’esauriente e ricco catalogo.

Per la prima volta la figura del grande grandissimo Galileo Galilei è stata scandagliata, sviscerata studiata e fatta mirabilmente conoscere in tutto l’eclettismo che caratterizzò l’Artista, il Poeta, il Letterato oltre che, naturalmente, lo Scienziato per antonomasia.

Dopo Galileo nulla fu come prima – recita in incipit la presentazione del mirabile iter espositivo che copre Sette Secoli d’Arte a Padova.

E non solo nella ricerca astronomica e nelle scienze, ma anche nell’arte. Con lui, il cielo passa dagli astrologi agli astronomi.

Insomma, grazie a Galileo, ‘nasce la Scienza’ che, però, non ‘dimentica’ l’Arte, Musae Geminae.

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La mostra che durerà fino al 18 marzo 2018, è stata concepita dal già citato Villa e racconta, per la prima volta, la figura complessiva e il ruolo di uno dei massimi protagonisti del mito italiano ed europeo.

Galileo – ha spiegato il curatore in presentazione, una vera lectio magistralis – è il personaggio che ha aperto la Conoscenza al Genere Umano. Quanto esposto ha una base di elementi quanto mai eterogenei. Per Galileo l’Universo si controlla con Matematica e Geometria, come, in seguito, fu per Einstein.Non a caso, Giacomo Leopardi stesso l’aveva definito il più grande Matematico della Storia, mentre per Italo Calvino fu il più grande scrittore di Letteratura Italiana. Ma Galileo – ha continuato Villa – vero eclettico, fu anche pittore, ed imprenditore, oltreché amante del buon vino e della bella vita.

A Padova, dove visse i migliori 18 anni della sua vita, docente dello Studio Patavino, possedeva tre case, una per sé, una per la compagna ed i loro tre figli ed una terza dove teneva lezioni a pagamento ai suoi studenti: in un mese, da questa attività, guadagnava quello che era lo stipendio di un anno all’Università, ma, si sa, la Serenissima sapeva ben fare i suoi conti…

La mostra di Padova, dunque, evidenzia colui che è stato una figura essenziale per l’Italia, in primis, e per l’Europa di ogni tempo: Galileo sarà ricordato – è giusto ripeterlo – come l’Uomo che ha aperto la Conoscenza al Genere Umano.

Galileo Galilei

Dalla mostra emerge l’uomo Galileo nelle molteplici sfaccettature: dallo scienziato, padre del metodo sperimentale al letterato esaltato da Foscolo, oltreché Leopardi, Pirandello e Ungaretti, De Sanctis e Calvino. Dal Galileo virtuoso musicista ed esecutore – peraltro figlio d’arte, il padre fu grande musicista – al Galileo artista, tratteggiato da Erwin Panofsky quale uno dei maggiori critici d’arte del Seicento che seppe illustrare con maestrìa le sue scoperte con magnifici acquarelli a sanguigna; dal Galileo che sapeva unire imprenditoria e cultura, facendo costruire strumenti di precisione nelle fucine della Serenissima per poi rivenderle ad ottimo pezzo – non solo il cannocchiale ma anche il microscopio o il compasso – al Galileo della quotidianità.

Poiché l’uomo, eccezionale per potenza d’intuizione e genio scientifico, lo era anche nei piccoli vizi e debolezze, quali gli studi di viticoltura e la passione per il vino dei Colli Euganei – rifiutando la ‘vil moneta’ baratta i suoi strumenti di precisione con vino ‘del migliore’ – o la produzione e vendita di pillole medicinali.

Per documentare “Rivoluzione Galileo” Giovanni C.F. Villa riunisce in Palazzo del Monte di Pietà a Padova un numero impressionante di opere d’arte, a partire dagli splendidi acquerelli, già sopracitati, e gli schizzi dello stesso Galileo che mostrano la sua altissima qualità di disegnatore. Lo scienziato era del resto un attento osservatore dell’arte, come confermano i commenti salaci su alcune tarsie lignee – “prive di morbidezza e fatte di legnetti” – ma anche quelli su Arcimboldo, autore di “capricci che hanno una confusa ed inordinata mescolanza di linee e colori”.

L’influenza delle conquiste galileiane e della scienza moderna sulla cultura artistica è evidente già nel primo Seicento: con la minuziosa resa della natura, come testimoniano le straordinarie opere dei Brueghel e di Govaerts, ma anche in una pittura che recepisce immediatamente la prorompente portata delle ‘macchine’ di Galileo.

La mostra sviluppa via via nelle varie rappresentazioni artistiche dei secoli a seguire, un’ampia sezione d’arte contemporanea che dal ferrarese Gaetano Previati a Pelizza da Volpedo al geniale futurista Balla giunge fino ad Anish Kapoor, presente in mostra con l’opera di apertura.

Ma non manca neppure Meliès, coi fratelli Lumière, ‘inventore della Cinematografia, la sua quella più fantastica, madre di tutti i fantasy di oggi ed i fumetti dell’ ingegnoso e, non a caso, surrealista belga Hergé e del suo Tintin…

Così sette secoli di arte occidentale, intrecciandosi con la scienza, la tecnologia e l’agiografia galileiana, restituiscono compiutamente la parabola umana di Galileo.

Da non perdere, assolutamente!

Maria Cristina Nascosi Sandri

Rivoluzione Galileo
L’Arte incontra la Scienza

Palazzo del Monte di Pietà, Padova.
Piazza Duomo 14
Sito ufficiale della Mostra

Orari di mostra
da lunedì a venerdì: 9.00-19.00
sabato, domenica e festivi: 9.00-20.00
Aperta 7 giorni su 7

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Maria Cristina Nascosi Sandri
Di Ferrara, giornalista pubblicista, critico letterario, cinematografico ed artistico. Collabora da parecchi anni con quotidiani nazionali, periodici specialistici e non, su carta e on line, anche esteri come Altritaliani. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso l’Università degli Studi di Ferrara, si è dedicata per un po’ alla scuola dove ha svolto attività anche come traduttrice, oltreché docente. Da anni si dedica con passione allo studio, alla ricerca ed alla conservazione della lingua, della cultura e della civiltà dialettale di Ferrara, mantenendo lo stesso interesse per quelle italiana, latina ed inglese, già approfondito dai tempi dell’università, insieme con quello per l’arte, il teatro ed il cinema. Al suo attivo centinaia di articoli e recensioni, e qualche decina di libri sulle discipline di cui sopra, tra cui un'intera collana multilingue sulla propria lingua materna.

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