Mattarella: Il Presidente del Parlamento.

Sergio Mattarella con 665 voti è il nuovo presidente della repubblica. Popolare, cattolico, attualmente membro della Corte Costituzionale. Di lui si è detto che è un uomo dalla schiena dritta. Poco noto all’estero, ma un sicuro garante della Costituzione. Un siciliano schivo ma infaticabile. Un presidente che sarà una garanzia per il parlamento.

Sergio Mattarella è il dodicesimo presidente della Repubblica italiana. Eletto con 665 voti al quarto scrutinio. Una delle percentuali più alte ricevute da un presidente nelle elezioni parlamentari previste dalla nostra Costituzione. Siciliano, fratello di quel Piersanti, che da presidente della regione Sicilia, fu ucciso dalla mafia. Del nuovo Capo dello Stato si ricorda la legge elettorale che rese concreta la domanda di maggioritario che gli italiani avevano imposto con il referendum nei primi anni novanta e che il politologo Sartori con ironia chiamò “Mattarellum” e l’attesa legge che aboliva la leva militare obbligatoria. Due volte ministro, già docente universitario di diritto, è dal 2011 membro della Corte Costituzionale.

Un’elezione rapidissima e che non è risultata indolore, dati i malumori che si sono avuti a destra ed in particolare nel partito di Berlusconi. Indubbiamente, il fatto che il capo del governo sia anche segretario del PD ha determinato l’insolita circostanza che l’elezione del Presidente sia stata frutto dell’iniziativa politica del premier. Un successo per il premier.

Una straordinaria opera d’ingegneria politica, che dà la cifra delle capacità di Renzi. Fatti tutti i calcoli e capito che mai Berlusconi sacrificherebbe il “patto del Nazareno”, ha lanciato il nome di Mattarella, ricompattando cosi il suo partito, lacerato dall’azione di riforme non condivise dalla minoranza. Allo stesso tempo è riuscito a sparigliare una destra che tentava di ricomporsi con gli accordi per il Quirinale tra NCD e Forza Italia.

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Con due mosse Renzi mette sotto scacco Berlusconi, costretto ancora una volta all’angolo, riunisce e rafforza il PD, e costruisce efficienti maggioranze variabili. Quella di governo con Alfano, per le riforme con il “Patto del Nazareno” e quindi Berlusconi, e per l’elezione del presidente con la sinistra PD, i montiani e finanche SEL. Il tutto in fondo senza inganni e se ci si vuole tenere ai fatti, in assoluta trasparenza. C’è un solo aggettivo che qualifica tutto ciò: Geniale.

Non è facile immaginare che presidente sarà Mattarella. Dal 2008 è fuori dalla politica, uomo di carattere e di poche parole. E’ difficile prevedere, anche perché spesso nel corso di un settennato i presidenti hanno dato prova di caratteri ed azioni non sempre scontati (Cossiga fu eletto come una sorta di tranquillo notabile ed invece nella seconda parte del suo mandato divenne il ben noto picconatore, Scalfaro, un tenace conservatore e moralista, diverrà un presidente amatissimo dalla sinistra anche quella più estrema).

Certo si può considerare che la seconda repubblica è ormai alle nostre spalle e che il populismo e i partiti “liquidi” che ne sono stati il segno distintivo, sembrano essere sul viale del tramonto. Basti pensare al partito personale di Berlusconi, che appare sempre più ridimensionato, come confermano anche i sondaggi e allo stesso partito di Grillo, che anche in questa occasione ha palesato tutta la propria irrilevanza.

La sensazione è che la politica, malgrado sia sempre forte il disincanto popolare, stia ritrovando forza e spessore. Mattarella è uomo saldamente legato alla Costituzione e probabilmente sarà un garante del parlamento e delle sue prerogative, in una fase in cui proprio questa istituzione ha mostrato le sue difficoltà di rappresentanza e di esercizio delle funzioni venendo spesso ridimensionato dall’insistente ricorso allo strumento della decretazione del governo.

Un garante quindi del Parlamento. Una cosa significativa se si considera che sono al traguardo la riforma del Senato e la legge elettorale, che consentiranno al Capo dello Stato di esercitare, con ancora maggior forza, un bilanciamento tra esecutivo e potere legislativo. Il fatto che sia stato ministro per i rapporti con il Parlamento lo rende ben consapevole di come dopo l’Italicum, i rapporti governo e camere (considerando anche la riforma del Senato) potrebbero essere delicati.

Poco loquace abbiamo detto, ma Mattarella non sarà certo il notaio che molti si aspettano, colui che dovrà solo sancire e promulgare le leggi. E’ un uomo che sa dire no, come nel 1980 quando in disaccordo con la legge Mammi, che aprirà la strada delle telecomunicazioni a Berlusconi, preferì dimettersi e lasciare il governo Andreotti.

Non sarà un uomo comodo e forse non avrà la popolarità di un Pertini, di un Ciampi o dello stesso Napolitano. Certamente sarà persona con meno impeto, ma con grande capacità di riflessione, e non mancherà di esercitare lo strumento della consultazione; sarà attivo e presente.

Penso che potrebbe favorire il riavvicinamento dei cittadini alle istituzioni, ridandone dignità, favorendo la fine dell’improvvisazione politica della seconda repubblica, rendendo ruolo e peso al parlamento con l’auspicio che la politica evolva verso l’alto il proprio linguaggio e le proprie aspirazioni e che si responsabilizzi a partire dalla selezione della propria classe.

Nel proporlo Renzi ha guardato lontano, da vero politico, non ha cercato l’ipotesi più semplice e funzionale agli interessi attuali del governo. Ha puntato su un nome che deve avere respiro per sette anni, mentre l’economia sembra (dopo il rapporto Confindustria e i recenti dati ISTAT) finalmente in ripresa e la politica sta costruendo i suoi nuovi assetti. Il fatto stesso che il parlamento sia stato capace di scegliere e rapidamente, mentre appena due anni fa si era costretti a chiedere un nuovo sacrificio all’ottantasettenne Napolitano, è il segno che l’Italia è sulla strada della normalità istituzionale e forse, come detto, sociale. L’Italia sta davvero voltando pagina e questa, dopo l’elezione di Mattarella, è la seconda buona notizia.

Nicola Guarino

5 Commentaires

  1. Mattarella: Il Presidente del Parlamento.
    Se il buongionro si vede dal mattino, sono profondamente deluso dall’incipit del nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

    (dal mio blog italianoestero.blogspot.be)

    Qui in Europa noi facciamo cosi’, se un politico viene condannato, anche per una mela rubata al supermercato o anche per un reato abbastanza leggero come la corruzione sportiva, come successo a Bernard Tapie in Francia, la sua carriera politica é FINITA!

    Lo stesso non sembra proprio che succeda in Italia.

    Al di là della condanna definitiva (coi tre gradi di giudizio, un lusso fantastico, che ci costa tantissime prescrizioni e con cui la certezza della pena va a farsi benedire) un politico condannato già in primo grado dovrebbe essere costretto all’oblio, se non dal suo partito, almeno da un’opinione pubblica resa cosciente ed attenta da media INDIPENDENTI.
    Per fare il caso del peggiore delinquente ad oggi della nostra classe poltica, Silvio Berlusconi, cercando nel suo dossier giudiziario, esce fuori un papello lungo due metri, tra precrizioni, amnistie, fatti che non costituiscono più reato (nel senso che hanno cambiato la legge dopo che l’autore aveva compiuto il delitto) e procedimenti ancora in corso,
    http://it.wikipedia.org/wiki/Procedimenti_giudiziari_a_carico_di_Silvio_Berlusconi
    Nella situazione odierna Berlusconi é un condannato, nel processo « Mediset », per reati socialmente odiosi come la frode fiscale (per 6,6 milioni di € nel 2001 ma estinti per prescrizione, per 4,9 milioni di € nel 2002 e per 2,4 milioni di € nel 2003) il falso in bilancio e l’appropriazione indebita.

    Berlusconi é stato condannato il 1° agosto 2013 dalla Corte di Cassazione a 4 anni per frode fiscale, di cui tre anni condonati a seguito dell’indulto del 2006 ed ad un versamento, per 10 milioni di euro, a fronte pero’ di un’evasione fiscale accertata di 13,9 milioni, di € di cui 6,6 milioni di € del 2001 prescritti.

    A seguito della legge « Severino » Berlusconi ha perso il seggio di senatore, risulta incandidabile fino al 2019 ed é stato condannato il 19 ottobre 2013 dalla Corte di Appello di Milano alla pena accessoria di due anni di interdizione dai pubblici uffici.

    Con la discutibilissima sentenza del 10 aprile 2014 http://www.scribd.com/doc/219239594/Ordinanza-Berlusconi-Servizi-Sociali-2014 (riguardo alla quale Andrea Moro argomenta egregiamente nel suo articolo pubblicato dal Fatto quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/24/berlusconi-ai-servizi-sociali-lordinanza-letta-da-un-comune-cittadino/960310/)
    Berlusconi viene affidato « in prova » ai servizi sociali e dovrà scontare la « pena » prestando « mansioni di animazione » per QUATTRO ORE SETTIMANALI presso una struttura per anziani a Cesano Boscone.

    La ciliegina sulla farsa di questa condanna é arrivata con la riduzione della durata dell’affidamento ai servizi sociali, che si terminerà l’8 marzo, proprio il giorno della Festa della donna, notoriamente rispettata dal nostro delinquente…

    Esaminando l’odiosità e l’entità del crimine commesso da un parte, e la ridicola pena a cui é stato condannato Berlusconi dall’altra , anche un bambino dell’asilo concluderebbe che in Italia il crimine paga!

    Se si vuole veramente cambiare l’Italia, come ha detto di voler fare Sergio Mattarella nel suo discorso di insediamento a Presidente della Repubblica davanti alle Camere, discorso nel quale si é rivolto alle speranze dei giovani, ed in cui ha fustigato la corruzione e le mafie, sarebbe stato un segnale veramente coerente e di forte moralità NON invitare i politici condannati alla propria cerimonia di investitura al Qurinale.

    Se sono i politici stessi a non avere un comportamento coerente con le proprie parole, riguardo all’emarginazione nei fatti e con segnali pubblici dei colleghi che delinquono, non vengano poi questi stessi politici a stracciarsi le vesti in pubblico quando i cittadini, disgustati dalla pervicace assenza di autoriforma di una classe politica più che mediocre, quando non corrotta, eternamente attaccata alle proprie poltrone, diserteranno in massa i seggi elettorali!

  2. Mattarella: Il Presidente del Parlamento.
    Primo gesto visita omaggio alle Fosse Ardeatine, sarà un Presidente che onorerà il Paese e lo rappresenterà in ogni sede al livello più alto

  3. Mattarella: Il Presidente del Parlamento.
    Un breve mio commento alla elezione di Sergio Mattarella da oggi presidente della repubblica italiana…

    è persona schiva con un grande passato di cultura politica, ministro della istruzione e della
    difesa, fratello di un martire della lotta alla mafia, Piersanti.
    Ma la sua vicinanza politica a vecchie volpi della D.C. lasciano qualche ombra. Era al corrente della trattativa Stato-Mafia? e si cosa ha fatto per impedirla?

    Infine per Renzi era l’unica via d’uscita per far sintesi sul suo nome.

  4. Mattarella: Il Presidente del Parlamento.
    Condivido pienamente la tua analisi,lucida e completa.quanto a quello che accadrà’ prossimamente,mi auguro che Renzi sia l’uomo della ‘virtù’ di machiavelliana memoria capace di cogliere a volo le occasioni offertigli dalla ‘fortuna’,mi sembra che incarni proprio il ‘principe’ del grande fiorentino.Onore al merito!

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