Le dimensioni culturali del partito digitale Movimento 5 Stelle

Il successo dei 5 Stelle, pone delle domande sulla democrazia digitale, che costituisce un cavallo di battaglia dei pentastellati che al pensiero filosofico e al confronto di idee, oppongono la visione di una democrazia che attraverso internet e i social punta ad un rapporto rassicurante ed individuale tra cittadino e potere. Una dimensione da “illuminismo digitale” che porta speranze su un nuovo coinvolgimento della gente nella politica ma che in se pone anche tante inquietudini.

Marco Morosini

In un articolo apparso su Avvenire e Micromega a firma di Marco Morosini dopo le elezioni, il Movimento 5 Stelle è definito come un partito digitale pur avendo al suo interno sia la dimensione orizzontale di tipo “ bassa distanza sociale con il potere” così come la dimensione di tipo verticistica come avviene in una società come quella italiana con un “ alto indice di distanza sociale” con un piccolo gruppo al commando. Il movimento si racconta come un partito nato dal basso dove il potere va legittimato e vagliato al criterio del bene o male.

Di fatto, molti membri del partito vivono nella relazione paritaria tra di loro mentre i capi hanno insegnato ad obbedire con la disciplina di partito intesa come strategia per potere resistere all’offensiva esterna e alla debolezza del personale parlamentare del partito nato dal blog di Grillo. Nell’articolo di Morosini si mette in evidenza una dicotomia presente con l’arrivo al potere del M5S in termini di speranza e di minaccia mentre questo dato della rete potrebbe essere visto soltanto come uno strumento dove tutto il futuro si gioca sul come s’intende adoperare questa rete.

La speranza implica la creazione di un orientamento temporale a lungo termine collocando i nuovi fatti del partito e del paese soprattutto verso il futuro. Questo sembra un passaggio culturalmente complicato in un contesto culturale dove prevale un orientamento temporale a breve termine dove tutti i fatti rilevanti sono collocati in questo periodo.

Nel contesto italiano occorre ricostruire quella cultura in cui si ritrova la volontà di investire sul paese e sulla sua gente. In questo articolo di Morosini si menziona l’ipotesi che il movimento 5 Stelle possa essere una minaccia alla democrazia. Sembra un’affermazione molto forte dato che la democrazia implica la presenza di una forte riduzione della distanza sociale tra i vari gruppi sociali presenti all’interno del paese. Pertanto, questa tesi sembra molto difficile da adottare nel descrivere la situazione “ democratica” dell’Italia prima dell’arrivo al potere del M5S data la presenza di una tradizionale distanza sociale tra le istituzioni italiane e la sua popolazione.

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Il movimento 5 Stelle sta rappresentando un’opportunità o un tentativo di ridurre questo divario. Il movimento 5 stelle o “partito digitale” deve essere spinto a diventare un partito sul territorio per creare questi presidi di “democrazia” portando verso il vertice del partito queste istanze di risoluzione dei problemi sentiti dalla base del partito. Il rischio maggiore o la minaccia potenziale del M5 sarebbe quella di lasciare tutto come prima, vale a dire conservare o custodire la solita distanza sociale tra la società e le istituzioni con un aumento molto elevato della dimensione culturale di tipo “ individualismo” dove le persone sarebbero ancor più ancorate a badare a se stessi e con un aumento della dimensione di tipo “ vincolati” con un tombale sentimento di abbandono e con un assenza nel ricordare le emozioni positive. Queste sarebbero le conseguenze più nefaste presenti nel non rispettare il mandato popolare rivolto da parte di molta popolazione al Movimento 5 Stelle.

Nell’articolo di Morosini, il movimento 5 stelle viene definito il partito digitale, vale a dire un partito virtuale diventato molto “ reale” in un mondo dove il virtuale ha superato per molti versi il reale per colpa dell’assenza di relazioni significative sul territorio. Volendo tentare di cogliere quali siano le dimensioni culturali presenti nella nazione digitale si potrebbe menzionare la rete come strumento che ha creato un trattamento alla pari tra gli utenti o perlomeno una chiara comprensione della tipologia di relazionale ricercata dagli interlocutori. Infatti l’assenza di replica da parte dell’altro utente nel mondo dei social network comporta l’attribuzione di distanza sociale da parte dell’altro interlocutore.

La conseguenza di questo cambiamento comunicazionale spinge le persone a vedere nell’uomo politico qualcuno né da rispettare né da temere per via dell’immediatezza interazionale presente nella rete. Il partito digitale nel contesto culturale italiano dovrebbe comportare una riduzione o mitigazione dell’effetto gerarchico presente nella società tramite una sensazione di vicinanza. Tale effetto o sensazione di vicinanza è molto rilevante per capire, sia le ragioni del successo del M5S così come il peso del digitale nella società italiana. Nel caso italiano il partito digitale dovrebbe consentire di fare risalire rapidamente i temi del territorio verso il vertice politico. Infatti, il partito digitale comprende la presenza di una dimensione culturale di tipo “debole evitazione dell’incertezza” perché i cittadini sono visti o si percepiscono maggiormente come competenti agli occhi delle autorità in senso ampio.

Credo che questo punto sia di cruciale importanza nel capire la situazione politica e sociale italiana: un partito con uno stile democratico di tipo “ digitale” probabilmente porterà un aumento della dimensione culturale di tipo “ individualista” incrementando, di fatto, il parametro di un “ io di tipo coscienzioso” e i compiti diventano più importanti delle relazioni.
Un punto rilevante in questo periodo storico è quello di vedere nel partito “ digitale” un accesso più semplice e diretto alla “ cosa pubblica” e di conseguenza una maggiore presenza della dimensione di tipo “ femminilità” perché la differenza di genere viene ridotta in termini sociali ed emozionali. Un forte “ partito digitale” potrebbe consentire a più donne di partecipare alla vita politica del proprio contesto sociale. Il mondo digitale spinge le persone ad adattarsi alle circostanze e a modificare le tradizioni se necessario.

Questi elementi innovativi, presenti con il M5S, sono riconducibili ad un orientamento temporale di lungo termine che devono accendere una propensione allo sforzo per ottenere qualche risultato nel proprio quotidiano. Inoltre, il digitale fa aumentare la presenza della dimensione culturale di tipo “ soddisfatti” con una sensazione che la libertà di parola sia un fatto importante. Questi sono i parametri in ascesa con la presenza di un partito “ digitale” forte nello spazio politico italiano. Morosini afferma che il M5S adopera Internet come una macchina da potere, in altre parole userebbero la rete per controllare le persone e quindi per aumentare un senso di distanza sociale tra il partito e i cittadini in rete.

Questa affermazione, a mio modo di vedere, detiene il limite di concepire le persone come privi totalmente di ogni forma di autonomia nel loro vivere quotidiano. Certamente esiste un effetto di emulazione forte tra i cittadini in Italia ma occorre dare maggiore spazio temporale per capire la reale portata di questo passaggio al potere da parte del partito digitale. Morosini sottolinea come la gestione dal basso della rete sia fonte di grosse opportunità di cambiamento mentre se questi strumenti cadessero nelle mani di uomini forti come Putin o Trump il rischio per la democrazia sarebbe molto elevato. Questa critica, tuttavia, si potrebbe muovere ampiamente per i media già ampiamente controllati da grossi interessi finanziari legati al potere in piedi in tante parti del mondo. Le nuove tecnologie nascono come progresso ed emancipazione e poi possono creare dei danni mi sembra, quello di Morosini, un ammonimento molto ragionevole da cogliere, purché sia senza eccessi di timore.

In sintonia con Morosini è molto importante mettere in luce, il carattere ambivalente di questo binomio tecnologia digitale-politica poiché questa ambivalenza comporta la compresenza sia della dimensione culturale di un “debole evitamento dell’incertezza” così come una dimensione di “forte evitazione dell’incertezza”. La tecnica digitale rappresenta un’adesione ad una dimensione culturale di “forte evitamento dell’incertezza” con il suo bisogno di strutturare il quotidiano mentre la politica implica la presenza di una dimensione culturale con un “debole evitamento dell’incertezza” perché i cittadini sono visti come competenti nel mondo digitale. L’idea che il M5S sia un partito solo su internet significa essere in sintonia con una dimensione culturale di “debole evitamento dell’incertezza” dato il rapporto immediato con il proprio elettorato e non solo. Invece, la definizione del M5S come partito ratto significa un partito in adesione ad un “forte evitazione dell’incertezza” perché tende a non tollerare le idee divergenti e la differenza è intesa come pericolosa.

Allo stesso tempo è in adesione con una dimensione culturale con un orientamento temporale a lungo termine perché il partito mostra di sapersi adattare alle circostanze, il bene o il male dipendono dalle situazioni. Per di più, il partito ratto consente di essere in sintonia con la dimensione di tipo “ soddisfatti” con un maggiore senso di controllo della propria vita di partito. Un’altra idea forte nell’articolo di Morosini è quella della rete come forma di emancipazione dell’uomo che avviene con la tecnologia e non dalla filosofia. L’umanità si governerà da sola via internet senza partiti, né ideologie.

Questo fenomeno viene denominato come “illuminismo digitale” da parte di Morosini. Questo concetto dell’emancipazione è in ampia consonanza con la dimensione di tipo “ individualismo” perché lo scopo delle persone è quello di imparare ad imparare e la capacità di portare avanti i propri compiti come dato più importante delle relazioni.

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Anche in questo caso abbiamo l’accostamento della tecnica come dimensione portatrice di un forte evitazione dell’incertezza mentre la filosofia come la politica consente un’adesione ad un debole evitamento dell’incertezza per la sua accettazione della vita così come viene e con una tendenza alla tolleranza per le idee divergenti come forma di arricchimento culturale.

In questa concezione dell’umanità siamo pienamente inseriti nella dimensione di tipo “ individualismo” e la rete è intesa come la dimensione per sé di tipo “ collettivismo” con un senso di “ noi coscienzioso” presente nell’uso della rete. L’assenza di ideologia presente nell’uso della rete consentirebbe una maggiore adesione ad un forte evitamento dell’incertezza tramite una forma di intolleranza verso le persone e le idee divergenti. Tuttavia risulta molto difficile non cogliere la presenza di un’ideologia dell’efficientismo e dell’individualismo insita nella realizzazione dell’ideale della rete.
Morosini descrive il M5S come un partito con una carrozzeria di destra populista e un motore di sinistra ecologica. In altre parole, la carrozzeria sarebbe la forma del messaggio che consente di aderire ad una dimensione culturale di forte evitamento dell’incertezza con un parametro di strutturazione del proprio messaggio e di possedere tutte le risposte per convincere l’elettorato. Invece il motore del movimento 5 Stelle sarebbe di tipo “social-ecologico” rappresentando una forma di adesione verso una dimensione culturale costituita da un orientamento a lungo termine perché i fatti più importanti del partito e si spera del paese devono succedere nel futuro e allo stesso tempo si ritrova una dimensione a basso indice di distanza sociale presente con la riduzione delle forme intermedie di democrazia.

La retorica per convincere la gente è quella del meno leggi, meno Stato, meno tasse, meno rifugiati, meno politici e partiti. Questa retorica intende spingere verso una riduzione della distanza sociale tra la politica il potere e la popolazione nel suo complesso e allo stesso tempo introduce un aumento della dimensione di tipo “ individualismo” con un “ io di tipo coscienzioso” tramite un cittadino capace di trovare le informazioni per il proprio percorso di vita e dove i compiti diventano più importanti per capire il proprio ruolo. Il motore del partito inteso come anima social-ecologica rappresenta sia una dimensione culturale con un orientamento temporale a lungo termine e allo stesso tempo la sua memoria storica e pertanto una dimensione con un orientamento temporale a breve termine perché i fatti più importanti sono collocati nel passato e forse ci sono delle linee universali da rispettare come ad esempio nel fatto di votare quasi sempre le proposte dei verdi o della Sinistra nel parlamento europeo.

Tuttavia, il motore del partito sarebbe in collegamento con un forte evitamento dell’incertezza per via di una intolleranza per le idee divergenti.
L’idea di fondo di Grillo, fondatore del partito, è quella di un partito che si faccia interprete di questo bisogno di “ meno energia, meno lavoro e meno materiali”. Questi elementi della politica di Grillo sono portatori sia di una dimensione di forte evitazione dell’incertezza e allo stesso di un orientamento temporale a lungo termine con la possibilità di modificare le tradizioni, cercando il risparmio per potere investire nel futuro.

Questi elementi culturali sono tutti parametri da reintrodurre nel contesto culturale italiano. Il concetto di “meno” per Grillo rappresenta il modo migliore per rientrare nella dimensione di tipo “ soddisfatti” con una maggiore sensazione di controllo della propria vita, con maggiore importanza per il tempo libero. La critica di Morosini è quella di un forte bisogno di consenso da parte del M5S per attuare questo progetto e pertanto occorre una maggiore presenza di una dimensione di tipo “ collettivismo” con un forte bisogno di allargare il proprio gruppo di “ noi coscienzioso”. Le critiche di Morosini meritano molto rispetto e speriamo che il tempo possa offrire le risposte adeguate per le tante istanze della popolazione italiana.

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