La grande « Ndocciata » di Agnone nell’Alto Molise: La luce sorge dal fuoco.

L’origine della tradizione del fuoco che “infiamma” la Vigilia di Natale ad Agnone si perde nella notte dei tempi. In quel paese, Agnone, nell’Alto Molise, il 8 e il 24 dicembre, c’è una lunghissima processione – La ’Ndocciata – nella quale uomini vestiti con antichi e pesanti mantelli che li proteggano dal fuoco sfilano sotto il carico di queste immense torce di fuoco. In dialetto si chiamano “le ’ndorce”. E più sono grandi e pesanti più loro si sentono forti nella fede per la Natività.

“Le ’ndorce” simboleggiano le torce che i pastori portavano per farsi luce nei campi e giungere alla capanna del bambinello ove poterlo adorare. E’ una vera e propria festa della luce. Infatti Natale è una festa che la religione cristiana ha rubato alla religione pagana: La festa del sole. Facendo così coincidere la nascita di Gesù con il primo giorno nel quale il sole comincia a rinascere. Il giorno dopo quello in cui il sole sembra essersi, d’incanto, fermato nel cielo e cioè il 25 Dicembre. E Natale significa proprio rinascita.

©Flavio Brunetti

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Il fuoco apparteneva agli Dei. Nelle sue inafferrabili lingue si nascondevano la vita, l’intelligenza, la coscienza. Dalle sue braci nascevano i sogni.

Fu Prometeo a sfidare gli Dei e rubar loro il fuoco per donarlo agli uomini e, con esso, la ragione e la mente e la forza di sconfiggere il buio ed il gelo. Fu così che gli uomini si avvicinarono a Dio e si separarono dagli altri animali. Ma Dio non voleva che gli uomini divenissero come Lui e capissero, come soltanto Lui doveva capire, il Bene ed il Male. Allora avversò, dall’alto dei cieli infiniti, il desiderio degli uomini di conoscere e infuse nelle loro menti il Mistero dell’Ignoto; incatenò Prometeo e lo crocifisse ad una roccia sulle montagne del Caucaso, Prometeo, che aveva osato portare sulla terra il fuoco divino, trasformando l’uomo di carne in uomo celeste, signore della saggezza e della conoscenza.

Il Dio dell’Universo, respingendo con disprezzo la sfida dell’uomo, indegno dell’anima divina, invece avrebbe voluto l’Umanità cieca e immersa nel mondo delle bestie.

Il dono di Prometeo divenne, così, per gli uomini una maledizione. Nelle fiamme del fuoco danzano, si rincorrono, scoppiettano, si urtano, cadono, salgono, volteggiano, ricadono, cantano, bruciano, si spengono e si riaccendono ancora, la Colpa e la Redenzione.

Allora nei giorni più bui e più gelidi, sulla terra, vedi uomini alzare, nelle loro mani, con braccia protese e imploranti verso le stelle, il fuoco per restituirlo all’implacabile Dio dell’Ignoto Universo affinché salvi loro dall’oscurità della mente.

Flavio Brunetti

Pagina facebook della ‘Ndocciata

PORTFOLIO IN BIANCO E NERO QUI SOTTO : Foto inedite ©Flavio Brunetti. Ne è vietata la riproduzione.

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Flavio Brunetti
Flavio Brunetti vive a Campobasso nel Molise. Vince, come cantautore, l’edizione del ‘93 del Premio Città Di Recanati con la sua canzone Bambuascé, e incide negli anni successivi gli album TU TU TTÙ TU e FALLO A VAPORE (ediz. BMG – Musicultura – CNI) delle sue canzoni. Scrive, dirige e interpreta numerose opere teatrali e musicali tra le quali Storia del Clandestino, L’angelo mancino, Frusta là, Lullettino e Lull’amore. I suoi reportage fotografici hanno meritato esposizioni in Italia, negli Stati Uniti, in Brasile e in Ungheria. Ultime sue pubblicazioni editoriali sono: “Non aprire che all’oscuro”, racconto e catalogo dell’omonima mostra. "Il tempo delle tagliole", romanzo che narra della vita in seminario negli anni ’60.

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