I miracoli di Covid.

È chiaro, non si può essere felici di questa pandemia. Troppi morti, troppi malati, troppi ospedali pieni, troppa paura, troppa gente reclusa in casa e poi l’economia…non ne parliamo proprio. Attività chiuse, gente licenziata, imprese sull’orlo dell’abisso, scuole chiuse, ragazzi che avrebbero bisogno di apprendere e che sono ora confinati ad un telestudio che non sempre funziona.

Tutto, troppo triste…eppure, eppure questo Covid 19 ci ha insegnato qualcosa e a modo suo (non il massimo come visto) qualche miracolo l’ha fatto.

Mi limito all’Italia, ma in ogni paese dove, bene o male, il Coronavirus è passato col suo manto nero, qualche miracolo come il nostro si è verificato.
Vado a spiegarmi. Liberato dallo smog quotidiano che le nostre macchine, navi, aerei e industrie producono, l’aria è tornata respirabile. In molte città gli uccelli sono tornati a cantare e si sentono.

Le acque della laguna veneta come nel mare del golfo di Napoli, sono ritornate trasparenti come se fossimo ai Caraibi. E poi il silenzio, niente più stress, rumori di strade, clacson di auto, l’inquinamento acustico è solo un ricordo, recente, ma un ricordo.
Fin qui l’ambiente e la natura, ma di miracoli, piccoli e grandi, ce ne sono anche nella vita degli uomini, nella società, nelle relazioni. Ci si ricerca con mail, sms, in video tramite i vari skype, Facebook ecc., si riallacciano amicizie, ci si preoccupa di più dei parenti e degli altri, si riducono con il lavoro a distanza le ansie degli uffici, si organizza, nella costrizione, nuove forme più libere di gestione del tempo. Certo ci sono la noia e le noie, essere a casa ne causa, ma c’è anche più tempo per pensare, riflettere, ricordare.

E’ vero, si è più soli nel chiuso delle case, ma non siamo abbandonati, ogni sera e in ogni strada la gente si affaccia al balcone, si saluta e poi si applaude agli eroici medici ed infermieri, o si canta si suona spesso con orgoglio regionale se non finanche comunale.

Poi c’è il miracolo dei social. Covid 19 ha ucciso anche tutte le idiozie che per mesi hanno popolato la nostra comunità virtuale. Rigurgiti razzisti, il populismo più becero, i sermoni dei no-vax e una spaventosa disinformazione, finalmente sono silenziati dando spazio a contenuti costruttivi: c’è chi invita a vedere, per passare il tempo, film d’autore o segnala libri interessanti da leggere, di riascoltare o conoscere le canzoni più amate, c’è chi trova concerti musicali di ogni genere e chi invia link per visitare e scoprire musei virtuali. Il becero scontro politico che ci ha ossessionato per anni è finalmente ecclissato, da mille proposte per ogni gusto. Dalle ricette gastronomiche, alcune veramente semplici e allettanti, alle palestre virtuali che propongono esercizi ginnici per ogni capacità, fino a proposte per sfruttare il tempo per conoscere o arricchire la conoscenza di nuove lingue. Di tutto e di più.

Di tutto e di più, vecchio slogan della RAI di qualche decennio fa. E proprio alla RAI si è verificato il più appariscente dei miracoli Covid. Da che sono in vigore le norme sulla distanza e l’uso delle mascherine, la TV ha dovuto fermare (Dio esiste) la maggior parte dei programmi con ospiti e pubblico. Erano quei programmi da audience, autentici idioziometri che misuravano il progressivo rimbecillimento della popolazione.
Via i grandi fratelli, gli Amici della De Filippo, robe simili e soprattutto fermi o quasi quella autentica fucina della propaganda modello Minculpop che sono gli infiniti (per numero) talk show politici, che a seconda del padrone di turno, esaltano i vincitori (nei sondaggi, vero dio della politica del nuovo millennio) e dileggio, offese ed emarginazione verso i perdenti (sempre nei sondaggi) e/o coloro che osano dire cose intelligenti ma scomode (specie al populismo di destra e manca).

Miracolo a metà, ad esempio, alcuni dei faziosissimi servi dell’egemonia “culturale” di una sinistra morta (anche se non se ne accorta) come la Berlinguer, persistono pur con ospiti collegati solo via Skype nella loro opera di lavaggio del cervello degli italiani, per par condicio si può dire che anche a destra, specie sulla Mediaset, qualcosa si muove (eppur si muove) nell’opera di manipolazione delle coscienze dei cittadini. Ma il miracolo c’è.

Da qualche tempo, programmi insulsi e decisamente cretini sono stati sostituiti per necessità (voglio credere anche per virtù), da magnifiche serate di prosa, come le commedie di Eduardo De Filippo, da film d’autore in prima serata una cosa che mancava in TV da 50 anni, concerti e programmi culturali, tutto quello che un servizio pubblico dovrebbe fare ogni giorno per coltivare i suoi utenti, invece di farli rincretinire con le sue becere propagande e i suoi stupidi format.
Addirittura, qualche sera fa, in prima serata, vi era “L’Albero degli zoccoli”, capolavoro di Ermanno Olmi, un film che nel recente passato, solo Enrico Ghezzi di RAI 3 avrebbe potuto proporre, ma mai prima delle tre di notte.

Covid 19 passerà, la Berlinguer no e quindi mi sa che alla fine finiranno questi miracoli e noi ci troveremo fuori casa, magari più liberi, ma, dopo un po’, anche più stupidi.

Veleno

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