Forum di Altritaliani sulla lingua italiana

Questo forum è a disposizione di tutti gli amanti della lingua italiana e di coloro che vogliono intervenire sui temi relativi a questa nostra bella lingua. Ci rivolgiamo, ma non esclusivamente, ai tanti insegnanti che nel mondo fanno conoscere l’italiano. Tutti troveranno uno strumento e uno spazio per scambiarsi idee, esperienze e finanche materiali didattici ed informazioni.

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298 Commentaires

  1. Convegno internazionale. L’Italia e l’America Latina: migrazioni, interscambi, influenze. 26-28 novembre 2009
    Convegno Internazionale organizzato all’Università di Nantes in
    collaborazione con l’Università di Groninga (Paesi Bassi):
    26-27-28 novembre 2009. A Nantes, UFR de Langues, aula 410.

    Le forti relazioni che legano l’Italia ai paesi latinoamericani, non
    esclusivamente in campo linguistico e culturale, saranno al centro di
    questo convegno. Gli organizzatori intendono associare a questa
    manifestazione scientifica università e istituzioni italiane e, in
    particolar modo, specialisti di queste problematiche provenienti dai
    paesi latinoamericani (Argentina, Brasile, Uruguay, ecc.).

    Oggi più di 40 milioni di abitanti di origine italiana vivono in diversi
    paesi latinoamericani, di cui più della metà in Brasile, e i nostri
    interessi vertono sui vari e molteplici aspetti di questo metissaggio
    culturale.

    Gli atti del convegno saranno pubblicati entro il 2010, presso le
    edizioni Peter Lang.

    Programma del convegno : 26-28 novembre 2009

    26/11/09

    14,00 apertura e discorsi di benvenuto

    Hervé QUINTIN – Preside della facoltà di Lingue
    Pierre CARBONI – direttore del centro di ricerca CRINI

    14,15 Valentina Porcellana (Università degli Studi di Torino)
    « Sono partiti per fare la Merica. Autobiografie sociolinguistiche di
    italo-brasiliani e italo-argentini »

    14,45 Giovanni Bonato (Université de Paris X Nanterre)
    « La concessione della cittadinanza italiana per discendenza e il suo
    utilizzo in Europa »

    15,15 : Luca Marsi (Université de Paris X Nanterre)
    « Gli scambi commerciali Italia – America Latina: dati statistici e temi di riflessione »

    15,45 : Discussione
    16,15 : Pausa

    16,30 Proiezione del film documentario/ La Merica/ di e in presenza del
    regista Federico Ferrone*

    17,30 Tavola rotonda (Gloria Paganini, Giovanni Bonato, Luca Marsi,
    Valentina Porcellana, Federico Ferrone)

    18,30 fine

    27/11/09

    10,00 Antonio Folquito Verona (Faculdade de Ciências e Letras de Assis – Campus da Universidade Estadual Paulista (UNESP), Brasil)
    « Chiesa e immigrati italiani: nascita e espansione della ‘Congregação
    Cristã no Brasil (CCB)’, nello Stato di São Paulo, tra il 1910 e il 1940 »

    10,30 Nicolas de Ribas (Université d’Artois)
    « Iter Toscanium : influences politiques et interférences culturelles «
    italiennes » dans la construction du projet de libération du Pérou du
    jésuite Viscardo y Guzmàn (1748-1798) »

    11,00 Nuncia Maria S de Constantino (Pontifícia Universidade Católica do Rio Grande do Sul, Brasil)
    « Voci delle donne immigranti nel Brasile meridionale: Memoria e
    Soggettività »

    11,30 Pausa

    11,45 Maria Carmela D’Angelo (Université de Groningen, NL)
    « L’Italia e gli italiani nella narrativa di Griselda Gambaro»

    12,15 Laura Toppan (Université de Nancy 2)
    « Un lettore dell’altro mondo » : Mario Luzi (1914-2005) e la
    letteratura sudamericana

    12,45 Discussione

    14,30 Karine Cardini (Université de Nantes)
    « Dal vissuto al narrato : De Amicis e l’America latina »

    15,00 Paul Colombani (Université de Nantes)
    « La Patria lontana : un viaggio transoceanico con lo sguardo rivolto
    all’Italia (Corradini-De Amicis)»

    15,30 Yasmina Khamal (Université Catholique de Louvain)
    «Il Messico di Pino Cacucci : tra racconto e resistenza»

    16,00 Pausa

    16,15 Costantino Maeder (Université Catholique de Louvain)
    « Il Cristoforo Colombo di Illica: narrazione di un sogno perduto »

    16,45 Walter Zidaric (Université de Nantes)
    « Il Guarany di Carlos Antonio Gomes e Antonio Scalvini: il mito
    fondatore dell’opera in Brasile »

    17,15 discussione e fine

    28/11/2009

    10,00 Gabriela Rodriguez (Université de Toulouse)
    « Lunfardo, luogo di un processo d’integrazione ? »

    10,30 Bob de Jonge (Université de Groningen)
    « Influenze della lingua italiana sullo spagnolo del Río de la Plata »

    11,00 Vera Lúcia de Oliveira (Università degli studi di Lecce)
    « La mia patria è la memoria? »

    11,30 Pausa

    11,45 Amandine Mélan (Université Catholique de Louvain)
    « Guerra di popolo in Cile di Dario Fo: dal Cile all’Italia, dalla
    denuncia alla messa in guardia tramite un teatro impegnato »

    12,15 Stefania Cubeddu (Université de Nantes)
    « Partir para volver, Oscuramente fuerte es la vida e La tierra
    incomparable di Antonio dal Masetto »

    12,45 Discussione finale

    Per saperne di più, vedete il sito del Convegno :

    http://odur.let.rug.nl/~dejonge/invest/nantes/

  2. 9a settimana della lingua italiana nel mondo
    Carissimi amici

    la lingua che ci accomuna e magari ha fatto conoscerci (intendo almeno i colleghi perugini 🙂 celebra la sua festa nel mondo. Così anche in Slovacchia. L´Istituto italiano di cultura in collaborazione con alcune scuole, docenti e altre strutture ha organizzato una serie di eventi di cui natura varia dalla pittorica a quella letteraria e che adesso propongo alla vostra attenzione in programma allegato…
    [
    http://www.iicbratislava.esteri.it->http://www.iicbratislava.esteri.it/NR/rdonlyres/BDA540A5-F967-46C9-9153-D0C1C3583C97/58946/brozura.pdf]

  3. Forum sulla lingua italiana : La Lingua italiana? Un autentico successo!
    Mi scuso con i lettori, ma per una volta (è già capitato) sarò meno “velenoso” del solito. Ho una scusante, infatti l’editoriale che segue è, come suole dirsi, “veramente” un editoriale, ovvero l’espressione della linea del nostro sito Altritaliani.net, ed ha una finalità: aprire un dibattito sul valore della cultura e della lingua italiana oggi nel mondo. Apriremo un forum su questo tema e speriamo di avere tanti contributi che ci aiutino a capire il perché di tanto successo dell’italiano nel mondo. Sì, perché di questo si parla. Può forse, per vari motivi sorprendere o no (non lo so), ma l’italiano e la sua cultura hanno ovunque successo. Non vi è continente dove non siano operativi Istituti governativi di Cultura italiana, dove non sia presente la gloriosa fondazione Dante Alighieri (dovuta al Carducci), ma anche la presenza in diverse scuole ed università “straniere”, di corsi di lingua e civilizzazione italiana testimoniano questo interesse.

    Fino all’anno scorso, la lingua italiana era al terzo posto nel mondo come lingue più studiata. Questo anno è stata superata dal colosso cinese. Tuttavia si tratta di un quarto posto molto lusinghiero, ma che pone come vedremo delle domande. Intanto ricordiamo che l’inglese è al primo posto seguito dallo spagnolo e dal new entry Cina. Segue l’italiano, più studiato del francese (dodicesimo posto), lingua che, per tutto il XIX secolo e parte del XX, per non parlare di epoche più antiche, fu la lingua del mondo. Meglio dell’arabo, malgrado la considerevole importanza geografica e politica di quell’area che si estende dal Maghreb fino alle porte dell’estremo oriente. Più del tedesco, che fu lingua di un paese colonizzatore, che con l’Austria aveva dominato buona parte dell’Europa e del mondo. Più dell’emergente russo e per citare un ultimo esempio, più del giapponese. Il Giappone è pur sempre la seconda potenza economica mondiale.

    E….allora? Qual è il segreto di tanto successo dell’Italia? Il nostro Bel Paese ha certamente conosciuto giorni migliori degli attuali. Non si può dire che siamo al top della popolarità, in politica, ma anche in economia o in tante attività culturali (cinema, editoria, per citare solo due esempi), la nostra coraggiosa ricerca scientifica è sempre meno finanziata, tanto da indurre alcuni dei nostri migliori cervelli a cercare spazio, risorse e lavoro altrove. La nostra influenza politica nel mondo è sempre più scarsa, anzi su alcuni temi come l’informazione, l’immigrazione, siamo visti all’estero in modo più che critico. Né, invero il nostro governante si mostra come esempio da esportare di rettitudine, serietà e sobrietà.

    E….allora? Qual è il segreto di tanto successo della lingua italiana? Io non propongo risposte, domanderemo, nel nostro forum, ai tanti formatori e professori che in Armenia come in Australia, in Brasile come in Russia, in Marocco come in Argentina o negli Stati Uniti o nel lontano Iran, s’impegnano, in diversi istituti ed università per far conoscere la nostra lingua e la nostra cultura. Spero che leggeremo attraverso il loro racconto vissuto, le ragioni di tanto successo.

    Credo, tuttavia, ma potrei sbagliarmi, che non si possa credere che il segreto sia solo nel “peso” storico, artistico e culturale di una terra che fu di Giulio Cesare, ma anche di Leonardo da Vinci, Dante, Caravaggio e Beccaria. Ho il sospetto che dietro questo successo vi possano essere anche altri motivi di maggiore attualità. Saremo a vedere.

    Veleno

  4. Forum sulla lingua italiana
    A proposition dell’editoriale di Veleno sul successo della lingua italiana nel mondo, ci scrive Françoise Lamblin. Studia l’italiano con passione.

    Non insegno l’italiano, anzi lo imparo da 5 anni, da quando sono andata in pensione. Da allora è diventato una vera passione; non riesco nemmeno io a spiegarmelo. Il vostro articolo offre un pretesto per una riflessione sull’argomento.

    In primo luogo credo che il successo dell’italiano in tutto il mondo abbia molto a che vedere con l’emigrazione italiana durante il secolo scorso.

    Per tutta la vita ho avuto contatti stretti con figlie di emigranti, sia durante l’infanzia che al liceo, che all’università, erano numerose quelle che portavano cognomi italiani. Erano allieve povere come noi e i loro genitori si erano adattati alla Francia con molte difficoltà. Ho sentito profondamente la loro nostalgia della “terra madre”, di un paese lontano, col sole, che avevano dovuto lasciare loro malgrado. Da quel tempo anche per me l’Italia ha un pò il sapore di un “paradiso perduto”

    Quando 5 anni fa ho letto per caso sul giornale locale l’invito “Benvenuti in Italia!”, si trattava di lezioni per principianti nel circolo culturale della Sardegna, dove si incontravano gli emigranti di una volta, cioè “Altritaliani”, o i loro figli o nipoti. Ho colto l’occasione senza indugiare.

    Ho potuto notare che la motivazione della gente per imparare l’italiano era di nuovo una conseguenza dell’immigrazione. La metà degli iscritti volevano imparare la lingua perché avevano uno zio, una nonna o un cugino da trovare in Italia o perché volevano conoscere le radici della loro famiglia. Gli altri volevano andarci per turismo.

    In secondo luogo mi pare che sottovaluti il “peso” artistico e culturale dell’Italia. Infatti molta gente sogna di visitare le grandi città turistiche e spesso , col primo viaggio, alcuni scoprono di più: cioè che la lingua è bellissima, che gli Italiani sono aperti, accoglienti e cordiali. Dunque c’è una terribile frustrazione quando non si può parlare e conversare. Allora si torna a casa con una nuova motivazione.

    I due primi anni ho imparato le basi, poi sono andata in Sicilia. Durante la preparazione del viaggio ho scoperto l’immensità della mia ignoranza su questo paese. Dopo il viaggio sono rimasta incantata dalla sua bellezza ma anche sbalordita di fronte alla sua povertà. Volevo capire come mai un’isola tanto grande, ricca, affascinante aveva potuto lasciare partire i suoi figli. Allora per un anno ho letto tuttto quello che poteva portarmi informazioni. Per caso ho trovato la migliore chiave per accedere alla Sicilia: Leonardo Sciascia. 

    Nel frattempo sapevo già leggere un pò in italiano e Sciascia è diventato presto il mio scrittore preferito. I suoi tre primi libri sono stati per me una rivelazione sulla storia, sull’emigrazione, sull’umanesimo, sulla letteratura. Sono tornata in Sicilia e ho fatto un pellegrinaggio a Racalmuto, alla sua fondazione e al cimitero, è stato davvero commovente.

    Terzo e ultimo punto. Forse Lei, come “native speaker” non è abbastanza consapevole della bellezza della sua lingua. Non per niente è la lingua della musica. Quando si comincia ad imparare, ascoltare, conversare, leggere, non si può più smettere, si deve andare avanti.

    Allora i fatti politici attuali – miserabili e pietosi – non possono alterare il mio entusiasmo. Ed ogni autore che scopro adesso da autodidatta diventa – come sulla bella fotografia del suo editoriale – una finestra, un’ apertura sul mondo.

    • Forum sulla lingua italiana
      Gentilissima signora,
      condivido un po’ tutta la sua analisi. Aggiungo solo che probabilmente il successo della lingua italiana è dovuto anche al made in Italy, un certo stile italiano che penetra in molte nazioni, sia come moda, sia nell’economia, che nella cultura e finanche in certi modelli di vita sociale che, all’estero, piacciono e seducono. Da qui il desiderio di conoscere questa bella e viva lingua. Debbo anche dire che questo decantato “stile italiano” è messo sempre più a dura prova da esempi pubblici e privati della nostra società che non definirei certo edificanti.
      Grazie del suo intervento.
      Nicola Guarino

    • Forum sulla lingua italiana
      Cara Signora,
      sono sconcertata (in senso positivissimo) dalla padronanza che lei ha della lingua italiana. se é vero che la studia da soli 5 anni, le faccio i miei più sentiti complimenti, e la invito a continuare, e, perché no, a fare degli adepti intorno a lei!!!
      Brava, mille volte brava.

  5. Italiano, lingua di plastica di Natalino Fioretto
    Sono un ospite – sia in Italia, sia nella lingua italiana – e vorrei aggiungere una considerazione al famoso “attimino” che divenne da concetto temporale anche un concetto spaziale: “Gentilmente, si sposti un attimino più in la!”

    • Italiano, lingua di plastica di Natalino Fioretto
      Segnalo a Natalino Fioretto l’uso ormai ahimé generale e consolidato non solo nella comunicazione interpersonale ma anche nella Tv, nei dialoghi e nel doppiaggio dei film, nelle formule postali, etc. del vero e proprio “sproposito” linguistico, ossia l’uso del termine “spiacente”. Dovrebbe essere pacifico che spiacente è semplicemente il contrario di piacente, e che quindi dichiararsi spiacente equivale a dire più o meno che chi parla è sgradevole, disgustoso, schifoso o giù di lì. Mi sorprende la definizione che ne da il Devoto Oli: “spiacente : dispiaciuto rammaricato” peraltro in aperta contraddizione con il lemma successivo: “spiacére: causare rammarico, rincrescimento, amareggiare, provocare delusione”, quindi…?

      • Italiano, lingua di plastica di Natalino Fioretto
        In questo caso il Devoto Oli registra uno slittamento semantico ampiamente testimoniato sia a livello scritto che orale. L’osservazione che Lei fa sull’origine è corretta, ma “scivoloni” di questo genere – a volte autentiche frane – sono frequenti in un sistema linguistico. Si pensi, ad esempio, all’aggettivo “interessante” che sta lentamente acquisendo un significato valutativo,sì, ma molto più pallido dell’originale in cui l'”interesse” marca semplicemente un disappunto lieve, ma a volte imbarazzato del parlante.
        Se, ad esempio, mi presentassi in classe con una camicia, diciamo, verde a pois rosa, un o una collega per non esprimere in modo diretto un moto di chiara oppoizione, potrebbero dirmi “interessante” facendomi capire, abbastanza chiaramente, che non approvano il mio gusto.

    • Italiano, lingua di plastica di Natalino Fioretto
      Ottima osservazione. Diciamo che nello spostamento di “attimino”da valore temporale a spaziale ha avuto un’influenza decisiva l’uso settentrionale – socioculturalmente prestigioso – dell’espressione. Lo stesso sta accadendo, a livello lessicale, con “tirare tardi” che corrisponderebbe a”fare le ore piccole”. “Tirare tardi” è espressione milanese, ma ampiamente testimoniata su quasi tutto il territorio nazionale.
      Grazie!

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