Addio ad Aznavour, splendido istrione amatissimo in Italia

La morte di Aznavour ha chiuso l’ultima stagione della grande canzone francese. Lui il principe dei chansonniers, ha saputo riportare la canzone francese ai fasti della Piaf, da cui fu lanciato, di Montand, deliziando generazioni e generazioni di francesi e non, con le sue canzoni così originali cantate con quella voce così particolare, unica.
La sua voce insieme ai testi erano la sua cifra artistica che, anno dopo anno, lo ha accompagnato attraverso la sua lunga carriera, durata fino allo scorso anno quando ormai 93enne cantò per l’ultima volta in pubblico.

Giunto abbastanza tardi al successo, per quasi un ventennio (dal 1940 fin quasi alla fine dei ‘50), le sue canzoni rimasero al bando della radio, forse perchè ancora inadeguate per quei tempi.

Il successo arrivò quando mutate le condizioni sociali, i suoi testi ebbero una maggiore fortuna ed il pubblico imparò ad amarli subito. Forse perchè erano sincere le parole con cui descriveva amori e passioni, la sua musica si diffuse anche oltralpe, arrivando qui in Italia dove il successo lo premiò subito.

Tanti gli estimatori in Italia che affollavano i suoi concerti e numerose le presenze in TV e i dischi venduti. Quel viso cosi simile a tanti, quella statura medio bassa fecero di lui un personaggio unico. Le sue canzoni trovarono facili traduzioni per il pubblico italiano che cominciò a cantarle come fossero anche le loro (per il mercato tricolore ha infatti pubblicato una quindicina di album). Chi non ricorda le belle armonie de « La Bohème« , « For me, formidable » , »Io sono un istrione« , uno dei suoi massimi successi « Ed io tra di voi » cantata qui in Italia alla Rai in una puntata di « Senza rete » (era il 21 Maggio del 1967), fece record di ascolti.

A Venezia molti ricordano ancora quell’indimenticabile concerto, tenuto a Piazza S. Marco la sera del 16 Luglio 2010, l’unico della sua tournée italiana, che regalò alla città suggellando tutto l’amore che lui aveva per lei. Gli ha dedicato una delle sue canzoni più suggestive,
« Com’è triste Venezia« , vero incanto di armonie legate ad una dolcezza e malinconia che sembrano fuori del tempo ma avvertibili magicamente dal timbro della sua voce, così affascinante ed unica. Canzone che salì allora in fretta sulle classifiche di tanti paesi in giro per il mondo. Donando a Venezia una delle sue canzoni più belle, le ha dato anche un ulteriore tocco di internazionalità che il suo repertorio canore dialettale non aveva mai avuto.

Massimo Rosin

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