‘Bogre: la grande eresia europea’ de Fredo Valla et concert Troubadours Art Ensemble

Mardi 28 septembre à 19h30 projection inédite en France du film “Bogre » au cinéma l’Entrepôt, Paris 14e, précédée la veille, 27 septembre à 19h d’un concert à l’Institut culturel italien sur l’art des troubadours.

Bogre est l’histoire d’un long voyage historico-géographique sur les traces des Cathares et des Bogomiles, hérétiques du Moyen Âge, des Balkans à l’Europe occidentale. Ce film documentaire, sorti en 2020, a été tourné par Fredo Valla en Bulgarie, France méridionale (Occitanie), Italie cathare, Bosnie et à Istambul). Le film dure 3h20, un temps assez consistant pour un film, mais pas pour un voyage comme celui auquel nous convie le réalisateur sur un thème complexe, riche et trop méconnu. Chiara Mezzalama nous en parle plus en détail ci-dessous.

Projection en présence de Fredo Valla, réalisateur du film et de Paolo Modugno (Sciences Po).
En collaboration avec L’Entrepôt et L’Association Anteprima.

Film en italien, sous-titré en français.
Prix : 8,50 euros (plein tarif), 7 euros (tarif réduit)
Lieu : cinéma L’Entrepôt, 7 Rue Francis de Pressensé, 75014 Paris

Réservation disponible sur le site de l’Entrepôt:
http://www.lentrepot.fr/fr/agenda/view/3534/bogre-la-grande-heresie-europeenne

La projection sera précédée la veille, lundi 27 septembre à 19h, à l’Institut culturel italien de Paris, rue de Varenne, d’un concert par le TROUBADOURS ART ENSEMBLE, intitulé CANSOS, introduit par Fredo Valla et Paolo Modugno. En mêlant instruments anciens et contemporains, Troubadours Art Ensemble fait revivre et réactualise l’art des troubadours dans une interprétation expressionniste et colorée.

Entrée libre mais inscription obligatoire ici: https://iicparigi.esteri.it/iic_parigi/fr/gli_eventi/calendario/2021/09/concerto-cansos-troubadours-art.html

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AU SUJET DU FILM « BOGRE »

par l’écrivaine italienne Chiara Mezzalama, autrice notamment du livre «Dopo la pioggia» (recension Altritaliani ICI). Un texte publié avec son aimable accord. Source revue Cinecritica – mars 2021.

La prima volta che ho sentito parlare di Bogre – La grande eresia europea, il nuovo film documentario di Fredo Valla, era a casa sua, sotto la Grande Montagna, in una frazione di Ostana dove vive con Leda e nessun altro. Era estate e i miei figli non si capacitavano del fatto che in un luogo del genere, che si immagina sempre innevato, ci fosse una piccola piscina. Hanno iniziato a tuffarcisi dentro mentre noi chiacchieravamo. Il progetto era già in fase avanzata e mentre Valla raccontava, prendevo le misure della mia ignoranza. I Catari erano per me poco più di una setta eretica perduta nelle ombre di un oscuro medioevo. Negli anni ho tuttavia imparato che l’oscuro Medioevo era spesso assai più luminoso dell’ Epoca dei Lumi, e che la Storia la raccontano gli uomini potenti e bisogna perciò diffidarne. Quegli stessi uomini che perseguitavano i Catari e i Bogomili nel Medioevo, bruciavano le streghe durante l’Illuminismo e perseguitavano gli ebrei in epoche ben più recenti. È quindi con lo stesso entusiasmo con il quale i miei figli si buttavano in piscina che mi sono tuffata nel documentario di Valla e ne sono uscita, tre ore dopo, con la sensazione di aver fatto un grande e incredibile viaggio.

Sì, tre ore, avete capito bene. Il tempo che serve a Valla per raccontarci questa storia stratificata e complessa, avvincente e sorprendente, le cui conseguenze giungono fino ai giorni nostri. Il passo di Valla è lento e misurato, un uomo con il bastone che cammina nella neve e si concede il tempo e lo spazio per la riflessione, profonda quasi fino a diventare una meditazione. Il film si apre sul volto segnato e severo di Giovanni Lindo Ferretti, la cui voce sarà quella degli inquisitori, incaricati dell’identificazione e punizione degli eretici, uomini e donne che non riconoscono l’autorità della Chiesa di Roma. Valla spiega che bogre, (bougre in francese) era un insulto che suo padre rivolgeva ai poco di buono e significa bulgaro nella lingua d’Oc, quei bulgari che praticavano un cristianesimo eretico che ha attraversato l’Europa come una corrente misteriosa e segreta e che il film tenta di far riemergere dall’oblio. La connotazione fortemente negativa di bogre deriva dal fatto che gli eretici, i non sottomessi, i diversi di ogni epoca e latitudine, creano scompiglio, rimettono in discussione il dogma, portano il cambiamento e sono per questo temuti e perseguitati.

I catari e i bogomili rivendicano una fede più prossima ai Vangeli, separano Spirito e Materia, sostengono che solo lo Spirito è creato da Dio, perciò non fanno distinzioni tra donne e uomini, rispettano gli animali e la natura, non mangiano carne, si riuniscono per pregare, si organizzano, sono convincenti, e dunque pericolosi. Vengono chiamati les bons hommes e Valla li racconta con le immagini delle montagne a lui care, nelle biblioteche dei monasteri che ne conservano gli scritti, attraverso la voce di coloro che li studiano, partendo dalla Bulgaria dove il film ha fatto il suo debutto al Sofia International Film Festival. Valla li racconta come un vento che soffia, come le canzoni dei trovatori, rockstar del medioevo come li ha omaggiati Francis Cabrel nel suo ultimo album, o ancora come la letteratura occitana che fiorisce dando vita a opere come il Breviari d’amor che ha influenzato la nascita della letteratura popolare europea.

Questo racconto poetico e appassionante sulle nostre radici culturali comuni, si scontra brutalmente con l’altro lato della Storia: le persecuzioni, i roghi, i massacri di cui gli eretici furono oggetto, le crociate contro chi si opponeva al potere di Roma, l’intolleranza della Chiesa, la violenza. Valla affronta questo scandalo alternando le parole accusatorie dell’Inquisizione per mezzo della voce di Giovanni Lindo Ferretti da una parte, e il vissuto delle sue vittime, nell’interpretazione struggente di Olivier de Robert, un conteur, cantastorie, che ci fa entrare nella paura, nell’umiliazione, nella delazione, nelle prigioni, fin dentro il fuoco dei roghi e quello, qualche secolo dopo, dei forni crematori o della biblioteca di Sarajevo. Il fuoco perché non resti nulla di te e il tuo corpo non possa ricongiungersi con l’anima. È una dannazione perpetua. Attenzione, ammonisce Simone Weil, la civilizzazione non sempre esce vittoriosa. Se il catarismo non fosse stato violentemente estirpato, l’Europa avrebbe tutt’altro volto.

L’ultimo atto del film si svolge in Italia, dove le chiese catare ebbero dei periodi di maggiore pace, diffondendosi in tutto il Settentrione, fino alla Toscana e alle Valli Spoletine. Molto suggestiva l’ipotesi della scrittrice Maria Soresina che analizzando la Divina Commedia sostiene che anche Dante fosse influenzato dall’eresia catara. Il lungo e straordinario viaggio di Fredo Valla finisce lì dove è cominciato; davanti al viso scolpito del padre in un legno di frassino sotto la Grande Montagna. Con questo monito del filosofo Pierre Bayle: «I perseguitati non hanno sempre ragione ma i persecutori hanno sempre torto».
Chiara Mezzalama
Paris, marzo 2021

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