È scomparso oggi 16 aprile 2020 Luis Sepulveda: un grande, tra scrittura ed impegno socio-civile: aveva solo 70 anni.
Solo sognando e rimanendo fedeli ai sogni,
riusciremo a rendere migliore il mondo.
È molto facile amare chi è uguale a noi,
più difficile amare chi non lo è.
(L. Sepulveda)
Ricoverato da fine febbraio era in coma da oltre un mese all’Ospedale dell’Università Centrale delle Asturie, a Oviedo, dopo aver contratto il Coronavirus. Il quotidiano El Paìs ha diffuso la triste notizia. La malattia gli era stata diagnosticata al ritorno dal festival letterario Correntes d’Escritas, tenutosi a Póvoa de Varzim, in Portogallo.
Giornalista, sceneggiatore, regista ed attivista, Sepulveda viveva dal 1997 a Gijón, nelle Asturie. Era nato ad Ovalle, in Cile, il 4 ottobre 1949 ed era stato costretto a lasciare il suo Paese al termine di un’intensa stagione che lo aveva visto attivamente impegnato, socialmente e politicamente.
Entrò nelle fila del partito Socialista e poi nell’ambito della guardia personale del presidente Salvador Allende, il Grupo de Amigos Personales. Ma la sua esperienza si era conclusa drammaticamente, con l’incarcerazione da parte del regime del generale Augusto Pinochet. Dopo 7 mesi trascorsi in una cella angusta, fu liberato anche grazie alle forti pressioni di Amnesty International.
La sua vita era proseguita diversamente, sempre in movimento tra impegno civile prima e letteratura poi: si divideva tra l’America Latina ed il resto del mondo. Parlava molto bene inglese, francese e italiano – lo si sente in una delle ultime interviste rilasciate nella nostra lingua – e, dopo aver risieduto ad Amburgo ed a Parigi – era anche naturalizzato cittadino francese – si era stabilito in Spagna, come detto, nelle Asturie.
La sua prima prova narrativa, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, gli diede subito notorietà in campo internazionale. Apparso per la prima volta in Spagna nel 1989 e in Italia nel 1993, il romanzo aveva meritato il Premio Tigre Juan.
Nel 1998 ottenne un altro grande successo per l’adattamento cinematografico de La gabbianella e il gatto, tenera e sensibile favola di formazione molto ben resa dall’eccellente regia di Enzo D’Alò. Amatissimo nel mondo, particolarmente apprezzato nel nostro Paese, ecologista convinto, aveva saputo parlare ad adulti e bimbi, ad un tempo.
In Italia gli fu dato anche il Premio Internazionale Ennio Flaiano, nel 1994, ed a seguire, il Premio Chiara e il Premio Alessandro Manzoni alla carriera, rispettivamente nel 2014 e nel 2015.
Maria Cristina Nascosi Sandri