Libro: Itinerari di un antifascista – Carlo Rosselli nella Parigi degli anni Trenta

Carlo Rosselli è una figura fondamentale della storia dell’antifascismo e dell’impegno politico in Italia. Ha quasi trent’anni un giorno d’estate del 1929, quando arriva a Parigi, alla Gare de Lyon. La fuga dal confino fascista è romanzesca: con due compagni, è scappato a nuoto dall’isola di Lipari, al largo della Sicilia, recuperato in mare da una barca complice, e portato in Tunisia.

Da lì si sono aperte le porte della Francia, e di Parigi. Che per Rosselli, e i tanti esuli italiani che vi si sono rifugiati, è capitale non solo della Francia, ma anche della libertà.  Ada Prospero (moglie di Piero Gobetti, altro esule antifascista, morto a Parigi nel 1926), descrive “cette ville bruyante et immense” come “un pays d’élection”. Adesso, Diego Dilettoso, storico italiano che insegna in Francia, ha ricostruito, in un bel libro pubblicato in francese dalle edizioni Rue d’Ulm, gli “itinerari parigini” di Rosselli, la sua breve vita (dal 1929 al 1937) in quel “pays d’élection”.

Quando Rosselli arriva nella “capitale della libertà”, il fascismo è al potere in Italia da sette anni, e ha ormai cancellato o svuotato le istituzioni democratiche: proprio in quell’anno, Mussolini pubblica “la dottrina del Fascismo”, in cui teorizza lo Stato come valore assoluto, e ricuce i rapporti con il Vaticano, dopo il grande freddo seguito alla presa di Roma del 1870; il Papa Pio XI dirà di lui che è “l’uomo della provvidenza”. Insomma, il regime fascista non sembra avere più nessuno ostacolo e alcun limite al proprio potere totale. Se non l’ostinazione dei suoi oppositori, come Carlo Rosselli. O come Gaetano Salvemini, storico e politico, vecchio professore di Carlo all’Università, che lo attende a Parigi, in un caffè vicino alla stazione, accogliendolo con un abbraccio e un grido di meraviglia nel vederlo lì: “figlio di un cane!”. Un modo di dirgli: ce l’hai fatta.

A Parigi Rosselli pubblica (in francese) un memorabile libro scritto negli anni del confino, “Socialismo liberale”, e fonda (con il fratello Nello, Emilio Lussu e Alberto Tarchiani) il movimento politico “Giustizia e Libertà”, che avrà poi un ruolo importante nella Resistenza. Quel movimento, negli intenti dei fondatori, deve riunire l’antifascismo di ispirazione laica ma di matrice diversa da quella marxista-comunista. Rosselli (come già Gobetti, morto a Parigi pochi anni prima), accoglie e fa sua la grande profezia del socialismo, la giustizia in terra, ma pensa che essa non è vera giustizia se sacrifica la libertà; mentre la libertà, parola d’ordine del liberalismo e dell’individualismo moderno, vale ben poco, o forse nulla, là dove non c’è giustizia. Non resterà quindi che conciliare giustizia e libertà, nel tentativo di fondare, appunto, un “socialismo liberale”. Un socialismo che, secondo Nadia Urbinati, è un “umanesimo”, cioè non dimentica mai che la società è fatta di individui.

La parabola di Carlo Rosselli si conclude, tragicamente, nel 1937. Al ritorno in Francia, dopo essere andato in Spagna a sostenere la causa dei repubblicani, Carlo e Nello Rosselli vengono uccisi a Bagnoles-de-l’Orne, in Normandia, a colpi di pistola e di pugnale. Gli assassini appartengono a una milizia di estrema destra, detta “la Cagoule”, antisemita, anticomunista, antirepubblicana, che ha agito su ordine del regime fascista italiano.

Il libro ricostruisce con minuziosa interezza questa parabola magnifica e tragica, e disegna il mondo di questo esilio che non ha mai conosciuto ritorno; una ricostruzione che attraversa i luoghi (gli indirizzi, le case), le amicizie, le frequentazioni, il rapporto con il mondo francese e la comunità italiana (che proprio in quegli anni cresce molto, per emigrazione politica ed economica) le abitudini, gli svaghi, le lettere ai familiari rimasti in Italia. È un’opera minuziosa che fa pensare a un testo di Borges: “un homme décide de dessiner le monde. A mesure que les années passent, il remplit un espace avec des images de provinces, de royaumes, de montagnes, de baies, de navires, d’îles, de poissons, de salles, d’instruments, d’étoiles, de chevaux et de personnes. Peu de temps avant sa mort, il découvre que ce patient labyrinthe de lignes dessine les traits essentiels de son propre visage”. Il paziente labirinto di segni ricostruito da Diego Dilettoso traccia il volto di Carlo Rosselli, e del vecchio sogno, mai realizzatosi compiutamente ma drammaticamente attuale, di portare nel mondo giustizia e libertà: entrambe, non una senza l’altra.

Maurizio Puppo

IL LIBRO:
Diego Dilettoso, Itinéraires d’un antifasciste (1929-1937) – Carlo Rosselli dans le Paris des années 1930, aux éditions Rue d’Ulm, Paris.
Febbraio 2026
https://presses.ens.psl.eu/itineraires-d-un-antifasciste.html

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Maurizio Puppo
Maurizio Puppo, nato a Genova nel 1965, dal 2001 vive a Parigi, dove ha due figlie. Laureato in Lettere, lavora come dirigente d’azienda e dal 2016 è stato presidente del Circolo del Partito Democratico e dell'Associazione Democratici Parigi. Ha pubblicato libri di narrativa ("Un poeta in fabbrica"), storia dello sport ("Bandiere blucerchiate", "Il grande Torino" con altri autori, etc.) e curato libri di poesia per Newton Compton, Fratelli Frilli Editori, Absolutely Free, Liberodiscrivere Edizioni. E' editorialista di questo portale dal 2013 (Le pillole di Puppo).

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