La presentazione del libro “Il mondo sulle spalle – Una storia famigliare e politica” (*) sull’ultraottantenne Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica italiana dal 2006 al 2015, scritto dal figlio Giulio (ed. Mondadori 2025), avvenuta recentemente alla Libreria italiana Tour de Babel di Parigi (vedi il video sotto), offre l’occasione, come il figlio stesso ha ricordato, di rievocare i rapporti tra Giorgio Napolitano e la Francia:
Sia i rapporti politici con tre Presidenti francesi:
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Jacques Chirac fino al 2007, con il quale aveva assistitito alla finale a Berlino nel 2006 dei campionati mondiali di calcio conclusasi con la vittoria ai rigori dell’Italia sulla Francia;
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Nicolas Sarkozy dal 2007 al 2012, con cui il rispetto e la stima reciproci prevalevano sulla preferenza di questi per i Capi di Stato con i pieni poteri esecutivi, e sulla critica dell’esuberanza di Berlusconi Capo del Governo dal 2008 al 2011;
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François Hollande dal 2012 al 2015, con il quale le affinità di sinistra non erano più importanti di quelle di difesa dei valori di libertà ribadite alla Commemorazione nel 2014 del 70° anniversario dello sbarco in Normandia, alla quale Napolitano era stato da lui direttamente invitato;
Sia i rapporti culturali e storici:
Tanto nel discorso di Napolitano alla Sorbona quando gli era stata conferito nel 2010 il Dottorato Honoris Causa: ritrovandovi “la genesi del formarsi di quella civiltà europea, di cui come italiani e francesi siamo tra i primi a sentirci figli ed eredi” e ritrovandovi con il cosmopolitismo “una missione d’arricchimento e integrazione, di valorizzazione rinnovata e diffusa dei rispettivi patrimoni storici e culturali, e di superamento di chiusure ed egoismi nazionali”;
Quanto in quello all’Assemblée Nationale nel 2012: “con la II Guerra d’indipendenza, le battaglie di Solferino e San Martino cementarono nel sangue un’alleanza che cento anni più tardi, nel 1959, il Presidente…De Gaulle volle, venendo in Italia per quelle celebrazioni, indicare come il trovarsi insieme dei campioni di un principio grande come la terra, quello del diritto di un popolo a disporre di se stesso”.

Un’altra testimonianza delle affinità tra Giorgio Napolitano e la Francia è quella scritta da Gilles Pécout nel 2025 in occasione del centenario della nascita del Presidente: dopo che questi gli aveva mostrato una parte della propria biblioteca, l’attuale Presidente della Bibliothèque Nationale de France si era convinto che “il giovane Giorgio aveva davvero…letto i filosofi dell’Illuminismo. Soprattutto, aveva scoperto i grandi autori dell’Ottocento francese… da Balzac a Proust, passando per Maupassant e Zola”. E “l’anziano Napolitano amava anche ricordare il suo interesse di giovane intellettuale progressista per la poesia francese contemporanea, Eluard e Aragon”, di cui ben conosceva anche la prosa.
La testimonianza di Pécout come storico è rilevante anche in parallelo al divario crescente nei decenni precedenti tra il PCI e il PCF sul riconoscimento dell’Europa in alternativa al dominio sovietico nel futuro dell’indipendenza e dello sviluppo dei rispettivi popoli, i cui sintomi avevano già cominciato a manifestarsi quando Napolitano era stato dall’81 all’86 Capogruppo del PCI alla Camera dei Deputati (com’è stato anche analizzato nell’intervento di Alessandro Giacone alla commemorazione al Senato del centenario della sua nascita), e i cui coronamenti si sono poi manifestati nell’intervento di Napolitano al simposio con Delors organizzato nel 2010 da Pécout su “Cavour, la Francia e l’Europa” in occasione del bicentenario della nascita di questi.
Conclude allora Pécout che “Napolitano sarà sempre ricordato come un politico progressista che ha scelto presto l’Europa”, come gli era già stato rispettosamente riconosciuto fin da prima dei suoi tempi al Quirinale dai socialisti come Jospin o Chevènement o lo stesso Mitterrand. Poiché, come ha scritto Marc Lazar nel 2023 ne “Le grand continent”, la stima di lui era già notevolmente cresciuta a livello internazionale dopo le sue disapprovazioni dell’invasione sovietica in Afghanistan del 1979 e del colpo di Stato di Jaruzelski in Polonia del 1981, e dopo i riconoscimenti attribuitigli in tutte le alte cariche ricoperte prima della Presidenza della Repubblica (compresa quella di europarlamentare).
Del periodo da Presidente della Repubblica, Lazar ricorda anche la sua contrarietà (per quanto possibile) alla riduzione della legislatura e all’eccesso dei decreti governativi, a difesa del principio del sistema parlamentare: un monito verso la Francia di oggi?
Lodovico Luciolli
(*) IL LIBRO DI GIULIO NAPOLITANO, informazioni e riassunto:
https://www.mondadori.it/libri/il-mondo-sulle-spalle-giulio-napolitano/
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Per approfondimenti sulla figura e la carriera di Giorgio Napolitano, potete visionare il video della presentazione alla libreria Tour de Babel del libro di Giulio Napolitano, « Il mondo sulle spalle » (in lingua italiana) registrata dai nostri amici : italieendirect.italieaparis.net


































