Si sa, ad inizio anno tutti hanno buoni propositi, tutti hanno un desiderio da realizzare. Io ne ho tanti, ma, in un mondo sempre più egoistico e incapace di solidarietà e di visione del futuro, voglio esprimere il mio sogno “politico”.
Fa o 2026, che la sinistra nel nostro occidente si risvegli e ritrovi la sua identità progressista, la sua personalità, che sia capace di guardare al futuro non come l’attuale negletto partitello conservatore e oscurantista.
Io sono occidentale e credo che in questi secoli il nostro Caro e vituperato Occidente abbia fatto molto per l’umanità, ma vi vorrei delle sinistre portatrici di progresso, modernità nel segno illuminante della difesa delle libertà e dell’impegno per l’eguaglianza.
Una sinistra come quella americana che confonde le legittime aspirazioni del risveglio Woke, per la difesa dei diritti delle donne e per la lotta al razzismo, con il moralista e oscurantista wokismo che con il suo “Cancel culture” vuole censurare libri, film, stabilire come dobbiamo parlare, riscrivere da asini la storia cancellando la memoria del passato e stabilendo “nuove” e infondate verità, è una cosa che non si può vedere e difronte a tanta onta appare finanche legittimo che uno come Trump possa tagliare i fondi a quelle Università americane che si fanno paladine di questa sciagurata moda wokista che con i suoi metodi persecutori non è diversa dal maccartismo con la sua immonda caccia alle streghe dell’ultimo dopoguerra.
Siamo passati in cinquanta anni da una sinistra forza rivoluzionaria che prospettava con visione una trasformazione e un’evoluzione nel mondo intero a una sinistra moralista, conservatrice, sostanzialmente reazionaria.

Una sinistra come quella francese o inglese che dichiarano guerra alla società patriarcale e che poi si fanno strenui difensori della cultura musulmana solo per interessi elettorali, al punto che vi sono in Francia sindaci come a Grenoble che hanno separato le piscine tra uomini e donne per compiacere i giovani e radicali musulmani francesi di terza o quarta generazione è una cosa che grida vendetta davanti a Dio, fosse pure Allah.
Io mi ricordo una sinistra che svolgeva un’opera formatrice delle coscienze popolari e allora? Cosa si aspetta a modernizzare tutti questi di origini varie e di fede musulmana, spiegando specie ai loro giovani che non si può, come ha dimostrato un recente sondaggio, dire che la legge della Sharia va considerata prevalente su quella francese o inglese, oppure che vanno compresi i terroristi che massacrarono centinaia di loro coetanei al Bataclan. Una sinistra che non ci faccia vergognare non può stare in silenzio, o guardare altrove, difronte a cose simili. Siamo passati dai leninisti che bruciavano le chiese in Russia a una sinistra quasi teocratica, ma non eravamo laici?
Le sinistre europee non possono tacere innanzi ad un antisemitismo che si compone di piccoli e grandi orrori quotidiani. Dall’aggressione all’anziano per strada solo perché indossa il cappello ebraico, al massacro del 7 ottobre 2024 in Israele fino al massacro degli innocenti a Bondy Beach in Australia.
Tacere è di fatto farsi fiancheggiatori del fondamentalismo islamico, come si sta vedendo in queste ore in Italia dove organizzazioni ProPal a Milano hanno raccolto fondi non per aiutare, come promesso i bambini di Gaza, ma per inviarli ai terroristi di Hamas e rispetto a queste cose non basta la faccina d’occasione della Schlein, occorre una presa di posizione dura e ferma del PD e un ripensamento di quella che è stata la strumentalizzazione di tanti giovani e studenti chiamati a manifestare contro il massacro che era in corso a Gaza.
Anche rispetto all’immigrazione, massicciamente in corso alle frontiere dell’Europa, la sinistra deve imparare a liberarsi di idoli come Papa Francesco o da posture francescane, la sinistra non dovrebbe essere l’azione cattolica, la sinistra deve fare proposte che non siano pura demagogia e che abbiano rispetto di quei tanti italiani ormai poverissimi e che vedono ancor più a rischio la propria condizione sociale con l’arrivo di una quantità infinità di diseredati raccolti da ogni angolo del mondo.
Abbiamo perso non solo l’appoggio delle classi più povere ma stiamo anche perdendo quella leadership sulla cultura che era stato il vero patrimonio delle sinistre a partire dal dopoguerra. Orfani da tempo della fallace ideologia comunista, occorre una profonda revisione politica, in questi decenni, ogni tentativo di modernizzare quell’area politica, è stato frustrato da quel residuo di ottusa cultura comunista che oggi non ha più senso.
Abituati da decenni alla tecnica dell’autofustigazione politica tutte le sinistre occidentali paradossalmente hanno, chi più chi meno, un denominatore comune che è l’essere contro l’Occidente che di fatto è la patria della democrazia e di quelle stesse sinistre.
Un paradosso per delle aree politiche che oggi persi gli aggettivi socialista o comunista, utilizza fino all’abuso quello di democratico.
Se è vero che la sinistra, pur avendo avuto eccelsi esponenti ebrei, non ha mai amato troppo il mondo ebraico accostato spesso, anche inopportunamente, al capitalismo, oggi quell’antisemitismo confonde Israele con tutto il mondo ebraico che pure contesta in patria e altrove l’attuale governo di quel paese. Il punto è che Israele costituisce un avamposto dell’occidente in oriente, ed è questo che l’autolesionista sinistra non perdona.
Il mondo e la religione musulmani sono non solo il massimo di tutto quello che la sinistra non dovrebbe sopportare, dalla codificata sottomissione delle donne, ad una visione di religione che dal suo profeta Maometto si è proposta sempre come conquistatrice degli infedeli verso i quali il Corano prevede la fine, la morte. Essere contro le religioni e contro quella musulmana in particolare, per una sinistra che abbia storia e radici, è, non dico un obbligo ma almeno una necessità. Viceversa, in Francia il partito di maggioranza della sinistra è ridicolmente nei fatti filoislamico. Arrivando a non muovere un dito a favore delle donne che in Iran, tra mille persecuzioni, si battono per i loro diritti e la propria dignità. Un obbrobrio.
La sinistra deve ripartire proprie dalla sua Storia, intendo quella dell’Occidente, dove sono nati i diritti umani, che ha in seno un lungo percorso di riconoscimenti al valore del lavoro e dei lavoratori, che con la rivoluzione francese e americana ha partorito il concetto moderno di democrazia, dove è nato il marxismo e che ha combattuto contro il fascismo per la libertà contro la dittatura, non si può sopportare che a sinistra oggi si chiuda un occhio o anche due per Putin facendo finta di essere, ancora una volta strumentalmente, pacifisti e contro il riarmo, solo perché il dittatore russo è contro l’Occidente. E per pietà si finisca di attribuire al colonialismo occidentale la causa di tutti i problemi del mondo, questa è pura ipocrisia. Il colonialismo è stato un fenomeno che ha coinvolto tutte le culture e le società del pianeta, merito a noi occidentali se alla fine è stata considerata una pratica politica ingiusta e d’abolire.

Per molti di noi la sinistra è stata una ragione di vita e non si sopporta più una sinistra che, da forza di liberazione e di attacco al moralismo, divenga oggi, razzista, moralista, contraria a quei valori occidentali a cui tanto ha contribuito dal marxismo e fino a pochi decenni fa.
Non si sopporta più una sinistra che da motore del proletariato divenga motore dei salotti bene di Boston, Parigi o Roma, che passa il suo tempo a chiamare fascisti chiunque non sia d’accordo con il suo programma, programma? Quale? Queste sinistre si facciano un esame di coscienza e forse capiranno come sia stato possibile che in America arrivasse Trump e perché ovunque si è perdenti ma non da ora da decenni.
L’auspicio è che il 2026 liberi la sinistra dalle sue presunzioni, dai suoi modi ridicolmente saccenti, ci si faccia un bagno di umiltà e si inizi a cercare una strada nuova senza seguire effimere mode ma guardando alla realtà delle cose, al proprio vissuto, alla propria storia e soprattutto al vissuto e alla storia di quei popoli che sono rimasti orfani di quella ideologia e di quella rappresentanza.
Veleno







































