Apre oggi, 5 maggio, al Complesso del Vittoriano a Roma, Ala Brasini, la più grande retrospettiva in Italia dedicata all’artista colombiano Fernando Botero, in occasione dei suoi 85 anni, e rimarrà visitabile fino al 27 agosto.
In esposizione, 50 capolavori dell’artista forse più amato per la sua trasgressione pittorica. Figure che affondano in una carnalità epica, che nuotano nel grasso ed evocano paradisi di cibo, senza inibizioni, senza complessi, con profonda soddisfazione.
Confesso che è anche il mio pittore preferito.
L’epopea del corpo, la sua primalità ha un che di nuovo, di eccitante.
Costituisce un’autentica scoperta.
Nel mondo rinascimentale le figurre esplodono nella scena pittorica in una profonda ed inaspettata opulenza. Ma in Botero c’è un’esagerazione.
Come se esse proponessero l’oblio della fame, della carestia, della penitenza.
Sono figure antiquaresimali che mettono al bando le leggende penitenziali di eremiti scheletriti dai digiuni.
Figure laiche spesso costruite a gruppi che esorcizzano le diete, che parlano di banchetti fastosi, di feste.
Mettono all’indice i due periodi del trionfo del digiuno, il Medioevo
appunto con i contrasti tra anima e corpo ed il rifiuto ipocrita della corporeità, ed il periodo attuale in cui il feticcio della magrezza di moda
si è esteso all’immagine corporea in massa imponendo uno stile di vita assurdo.
Le grasse estese figure di Botero parlano anche di ozio, di immobilità di contro alla frenesia del mondo moderno. Stanno sedute e spesso anche sdraiatae. Sono gli Oblomov contemporanei.
Abitano in un paese dell’abbondanza, di Begodi, fatto di montagne di formaggio e panna montata.
Il sogno dell’abbondanza che è in fondo l’oggetto del desiderio più forte, giacché annulla la necessità, il bisogno.
Ci troviamo in definitiva dinanzi alla figurazione dell’Eden, regno dell’abbondanza, dell’immutabilità dove è assente il cambiamento e la mutazione, di là del tempo e dello spazio.
Tra le figurazioni dell’Eden quella di D’Annunzio, tutta sussurri ed onomatopee, musiche e libertà, è fisica come questa.
Ma questa è in un certo senso più propria, più congrua, perchè è legata al frutto nel giardino
E il divieto è il divieto di mangiare quel frutto.
E dunque la mostra si risolve come un invito ad andare oltre il divieto per la conquista o riconquista dell’Eden.
Carmelina Sicari
Orari e date
La mostra di Botero a Roma sarà aperta dal 5 maggio al 27 agosto rispettando i seguenti orari di apertura: da lunedì a giovedì dalle ore 9.30 alle 19.30, il venerdì e sabato dalle ore 9.30 alle 22.00e la domenica dalle ore 9.30 alle 20.30. Sono previste delle aperture straordinarie il 2 giugno dalle 13.30 alle 22.00 e il 29 giugno dalle 9.30 alle 20.30.
L’Ala Brasini è accessibile dal lato dei Fori Imperiali.
La mostra, organizzata e co-prodotta da Gruppo Arthemisia e MondoMostreSkira, è curata da Rudy Chiappini in stretta collaborazione con l’artista.
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