Elezioni politiche 2013: Abbiate buon senso.

Breve vademecum sul voto del 24 e 25 Febbraio in Italia. La difficile
strada per la necessaria governabilità in Italia. Una corsa ad ostacoli con il rischio che ancora una volta si parli solo di formule e non di programmi. Gli italiani sono chiamati ad una prova di buon senso al cospetto dell’Europa e del loro futuro.

Veramente il voto del 24 e 25 Febbraio, rischia di essere un rebus di difficile soluzione, specie se gli elettori non fanno scelte oculate e con cognizione di causa. Bisogna partire da una premessa che è ineludibile e che se non considerata, puo’ rendere la votazione inutile se non dannosa.

E’ evidente che ognuno farà nel segreto dell’urna le scelte che riterrà, ma sia chiaro che come in Grecia anche in Italia, il voto non potrà non avere effetto sull’Europa e sulla situazione economica ancora di crisi, malgrado lo spread sia sceso ai livelli del 2011.

In primis, va ricordato che l’Italia, e non un partito qualunque, ha assunto degli impegni in sede europea che vanno rispettati ed onorati. Per esempio il Fiscal Compact, che ci impone, per restare nella comunità, di arrivare a dei rigidi parametri specie in rapporto al nostro devastante debito pubblico. Dico subito che il rispetto delle regole e degli accordi concordati con l’Europa sono un bene.

Non si puo’ invocare la riduzione delle sovranità nazionali nel nome di un processo di unione europea da accellerare e poi, remare ciascuno per proprio conto secondo strategie elettoralistiche tese a confondere gli elettori, lanciando promesse a go-go, che non possono e non devono essere mantenute, proprio perché contrastanti con precedenti impegni europei assunti.

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Troppi partiti, specie a destra, non possono continuare a vagheggiare sogni populistici solo per manterere la propria sedia e i propri privilegi in parlamento. E’ l’ora del rispetto delle regole, degli elettori e del buon senso.

Andiamo quindi a verificare il tasso di credibilità dei partiti (ancora troppi) in campo. Ma prima occorre un’ulteriore premessa.

Dalle votazione possiamo permetterci qualsiasi risultato purché alla fine si garantisca la governabilità. Perché un paese in piena recessione, anche se il debito pubblico va meglio, e che ha ancora una spesa pubblica e una serie di sprechi impressionanti non risolti, in buona misura, per colpa dei partiti che oggi invocano la svolta, e di un governo che ha avuto poco coraggio, quando aveva le mani libere per scelte ben più radicali, non puo’ permettersi altri governicchi, o peggio governi ad personam, o peggio nuove elezioni che paralizzino ulteriormente un paese già in grave declino.

Dalle urne deve uscire un governo capace di riforme profonde e di riavviare l’economia del paese. Il tempo dei giochetti per privilegiare qualche casta o qualche furbo è finito.

Che sia finito ce lo dice il 37% di giovani disoccupati, una caduta dei consumi mai vista nella storia della Repubblica, il 50% di donne disoccupate con una percentuale nel sud Italia spaventosa che va oltre il 60%. Il deterioramento del sistema industriale, con fabbriche che si chiudono a ritmo quasi quotidiano. Un abbandono del territorio che ad ogni pioggia va in sfacelo con vittime e distruzioni.

Un patrimonio culturale abbandonato, una criminalità senza pari che porta a due dati: un’evasione fiscale che sfiora i 130 miliardi di euro all’anno ed una corruzione che è calcolata in 70 miliardi di euro. Una libertà d’informazione che ci colloca al 79esimo posto nel mondo. Con un impegno per la ricerca e l’istruzione che ha tassi infimi del PIL. Per la ricerca appena lo 0,1%. Infrastrutture obsolete e trascurate che ci precludono ogni possibilità d’investimento, specie nei territori meridionali. Un sistema di trasporti e di viabilità non da ottava potenza mondiale ma da paese terzomondista. L’Italia nel 2012 è tornato ad essere un paese di emigranti. I dati parlano chiaro ci sono più emigranti che immigrati. Una pubblica amministrazione dai costi altissimi e del tutto inefficacie come del resto gli italiani sperimentano ogni giorno.

Potrei continuare ma penso basti a capire che con queste elezioni non si scherza. Ogni scheda che si vota è una pistola che si punta sul futuro di noi tutti.

Andiamo allora a vedere il tasso di credibilità delle forze in campo e nel vederlo cerchiamo di avere memoria sui nostri politici e su quello che hanno prodotto in questa ultima legislatura.

Partiamo da destra verso sinistra.

merkel-e-sarkozy-ridono-di-berlusconi-2.jpg Il cavaliere ha impedito ogni possibilità che il PDL diventasse un partito “normale” con organismi eletti, con un dibattito interno, capace di coinvolgere i cittadini. La ridiscesa (ennesima) in campo di Berlusconi ha riaffermato il concetto che il partito è suo e basta. Francamente mi sembra debole e poco credibile la scelta di alcuni come Crosetto, La Russa, Meloni, che avrebbero voluto smarcarsi costituendo un nuovo partito che si chiama “Fratelli d’Italia” ma che in realtà restano in coalizione con Berlusconi che ha loro precluso la possibilità di fare le primarie. Un partito il loro, francamente incomprensibile.

Poco credibile (ma davvero si pensa che gli italiani sono cosi scemi?) è l’idea che il candidato premier del PDL sarebbe Angelino Alfano con Berlusconi che farebbe il ministro dell’economia. Ma se Alfano, da segretario del partito, aveva fissato delle primarie per il 16 dicembre, salvo poi rimangiarsi tutto, scattando sugli attenti al contrordine del cavalere…Questa vicenda ricorda il balletto Putin/Medvedev che nelle elezioni russe si alternavano nei ruoli di capo di governo e Presidente della repubblica. Francamente il modello russo piacerà a Depardieu, ma noi pensavamo di meritare di meglio.

Fra l’altro questa proposta di Berlusconi mira ad accontentare Maroni e la Lega per riformare la vecchia alleanza (ma davvero i leghisti sono cosi scemi?), è possibile che la Lega si beva una cosa del genere? E’ evidente che anche la Lega ha temuto la minaccia di Berlusconi di far cadere le giunte in Piemonte e nel Veneto, rinunciando a correre da sola pur di cercare di guadagnare la regione Lombardia sommersa dagli scandali che hanno coinvolto la stessa Lega oltre che tutta la giunta Formigoni, che oggi è premiato sempre da Berlusconi con un seggio al senato.

Una calata generale di braghe che dimostra l’insussistenza della classe politica di destra, inclusi i Crosetto, Meloni, ecc;, che sembravano avere uno scatto di orgoglio che, in una certa misura, sarebbe stata premiata. Tanta incoerenza non puo’ che far bocciare, a priori, la destra come incoerente ed incapace di uscire dal suo solito vecchio populismo, fatto solo di apparenze e promesse non rispettate.

Dire oggi che si toglie l’IMU ed in cambio si trovano i soldi tassando le sigarette e i giochi, significa o non capire nulla di economia, perché non si conosce lo stato del paese, o che si è folli, oppure, in ultima analisi, che si è nella più assoluta malafede. Dire che si ridiscutono gli impegni assunti con l’Europa significa solo doversi preparare a nuovi guai e ad ulteriori sacrifici, oltre che alle risate di scherno in perfetto stile Merckel-Sarkozy.

La destra, malgrado gli assists di Santoro, che nel fare ascolti favolosi da una mano al caimano, ha perso il treno quando non ha saputo dire no a Berlusconi. Ora c’è da sperare che gli italiani non si facciano tentare da nuovi populismi e che la smettano di essere dei creduloni e tornino ad avere buon senso. Solo una netta sconfitta della Lega e di Berlusconi potrà permettere alla destra di risorgere e di proporsi come una forza responsabile.

Passiamo al Centro.

Mi sembra che Monti abbia avuto con il suo governo dei meriti, specie nella fase iniziale, quando ha spinto con vigore su alcune riforme (troppo poche), indubbiamente in un anno non si puo’ fare molto ma la riforma delle pensioni, piaccia o no, è in linea con i parametri europei, e francamente la pensione di anzianità era un’anomalia solo italiana.

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Monti, dopo le grottesche vicende di Berlusconi, ha restituito, prestigio e dignità all’Italia che è tornato a far sentire la sua voce con maggiore forza. Tuttavia, Monti e i suoi hanno rischiato troppo poco sul piano delle liberalizzazioni, tema cruciale in un paese chiuso tra caste e privilegi. E anche se l’IMU è una sorta di patrimoniale, specie quando colpisce le grandi proprietà, ci sono state troppe timidezze specie verso la Chiesa, ed ancora troppo poco si è fatto per mettere appunto gli strumenti per equilibrare, con una seria patrimoniale, lo sbilanciamento d’imposte che sussiste attualmente.

Mi spiego. Si dovevano aggiornare gli uffici catastali per impedire alcuni paradossi, per cui puo’ accadere che, ad esempio, a Roma una casa di periferia sia valutata più di una del centro, e anche rispetto all’evasione fiscale, tranne qualche azione esemplare, si è fatto troppo poco e il redditometro deve ancora dimostrare la sua efficacia.

Poco anche nella lotta alla corruzione e veramente niente rispetto alla spesa pubblica. Sul lavoro la stessa riforma dell’art. 18 continua a non favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani e quindi appare una misura da rimeditare.

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La salita in politica di Monti, che continuo a reputare un errore, tuttavia da un volto presentabile ad un centro che sembra coagularsi su personaggi come Fini e i suoi futuristi, che potenzialmente continuano ad essere la speranza per chi è di destra di avere, in quell’area, una forza realmente moderna ed europea. Casini è il solito democristiano doroteo e conservatore, mantenendo l’immagine più classica della vecchia Democrazia Cristiana, ma mi sembra molto più compatibile nella PPE di quanto possa esserlo il PDL.

Francamente, trovo paradossali le critiche a Monti del PDL, il quale ha sostenuto il governo del professore votando tutti i suoi provvedimenti, il cavaliere continua a credere che gli italiani siano degli adolescenti a cui si possano raccontare favole, ma tutti sanno che se Monti è stato chiamato al governo è stato unicamente per la totale incapacità del governo Berlusconi/Tremonti che dopo tre anni, con una schiacciante superiorità in parlamento, non sono riusciti a dare soluzioni ai problemi del paese.

Quando Monti è arrivato eravamo ad un passo dal fallimento (ancora due mesi e, ad esempio, gli impiegati pubblici non avrebbero più avuto la garanzia di avere lo stipendio). Monti ha impedito questo ed oggi lo spread, sceso a livelli inusuali, consente guadagni di miliardi di euro all’Italia e cioè a noi. Quindi piaccia o no il centro una sua credibilità la puo’ presentare.

Tuttavia, il vero problema è che se Monti aspira ad essere un autorevole statista, non dovrebbe perdersi in giochetti pericolosi, come in Lombardia, dove sarebbe bene che il centro sostenesse la figura di Ambrosoli, uomo moderato, per marcare una netta discontinuità con quella Lega e Formigoni e quindi Berlusconi che hanno reso la più laboriosa regione d’Italia un coacervo d’illegalità con pesanti infiltrazioni mafiose.

Viceversa, la scelta montiana sembra voler favorire un successo della destra in quella regione, con ricadute anche al Senato, ricadute che potrebbero impedire la governabilità del paese. Obiettivo che per un neostatista non mi sembra il migliore.

Invece dell’equidistanza Monti e i suoi, meglio avrebbero fatto a lavorare per un accordo postelettorale, per un’intesa di governo con il PD. L’emergenza crisi è tuttaltro che conclusa e la governabilità e un piano chiaro di riforme, restano le priorità assolute. Il mantenere questo basso profilo favorisce la confusione inscenata ad arte dal PDL, che batte su presunti complotti e che alla fine con il suo basso populismo, fatto di promesse da marinai, pure raccoglierà una certa quantità di consensi.

Finiamo con la sinistra.

Iniziamo con il PD. Bene le primarie. Benissimo le parlamentarie per scegliere i candidati in aperto dissenso con il porcellum. Grosso modo bene anche il listino Bersani.

Bene anche alcune priorità come la cittadinanza ai bambini extracomunitari nati in Italia e il diritto al voto almeno alle amministrative per quegli stranieri che lavorano e pagano le tasse in Italia. Bene alleggerire le imprese dalle tassazioni, bene il segnale di riequilibrare il sud con il nord. Ancora pochi segnali per i giovani, ma siamo all’inizio della campagna elettorale.

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Male i litigi con la lista Monti, con velate minacce di chiudergli le porte del Quirinale in faccia. Sono discorsi prematuri ed inutili che favoriscono l’antipolitica. Ci si confronti sulle idee e sui programmi evitando perniciosi personalismi che non interessano agli elettori e che allontanano, ove occorresse, la possibilità di dialogo tra la sinistra e il centro ad urne chiuse. Egualmente sarebbe bene che il centro evitasse attacchi personali come quelli contro Vendola o Fassina. In politica bisognerebbe sapersi contenere.

Il vero vulnus del centrosinistra sono le alleanze. Ci si puo’ fidare di Vendola? Bersani sostiene che Vendola ha firmato precisi impegni atti ad impedire che, al primo mal di pancia, cada il governo. Faccio solo presente che anche Bertinotti firmo’, ad un certo punto della legislatura, un analogo impegno con Prodi, salvo pero’ poi, far cader il governo sulla politica estera. Del resto la politica non si fa per contratti, ma per sintesi di tesi a volte differenti, quando la sintesi manca i governi cadono.

Vengo percio’ anche al SEL di Vendola. E’ evidente che un successo di questo partito porrebbe sotto schiaffo il PD, legandogli le mani. Ricordiamo che Vendola definisce un governo con Monti una sciagura e dubito che voglia farsi complice di tale sciagura.

Questo rende ancora più grave la scelta di Monti in Lombardia dove, a questo punto, Ambrosoli potrebbe non farcela e soprattutto potrebbero non farcela i candidati al senato del centrosinistra. Gli altri alleati del PD (Partito socialista e Alleanza di centro) sono troppo poca cosa per poter incidere. Peraltro, sarà importante capire la posizione che assumerà la CGIL e la FIOM che sono sindacati che hanno duramente combattuto il governo Monti mentre il PD lo sosteneva e quindi di partenza sono più prossimi al Vendola pensiero.

Restano le testimonianze.

Quella civile di Rivoluzione Civile di Ingroia e degli orange di De Magistris sindaco di Napoli, i quali invocano il dialogo al PD e contemporaneamente a Grillo (???), ma al contempo con il suo 5% accreditato dai sondaggi non prende posizione nemmeno in Lombardia, dove l’aiuto ad Ambrosoli sembra essenziale e dove il rischio pareggio al senato è drammaticamente possibile con tutti i predetti catastrofici effetti di ingovernabilità.

ingroia-2.jpg Quindi, se Ingroia balla da solo, la sua resterà una fascinosa quanto inutile, sul piano numerico testimonianza. Peraltro siamo di fronte a liste, come quella radicale che hanno l’indubbio limite di essere a tema e quindi incapaci di una visione complessiva della società e di un progetto altrettanto complessivo per uscire dalla crisi e rilanciare l’economia del paese. Ingroia eredita la battaglia sulla giustizia che fu di Di Pietro ( a proposito che fine ha fatto l’IDV?), ma è tutto qui. La giustizia è importantissima ed una seria riforma urge, ma non è l’unico tema della nostra società e se sugli altri temi c’è vicinanza con il PD sarebbe meglio una strategia elettorale diversa che consenta di evitare dispersioni di voto. Cosi anche i radicali che si presentano sostanzialmente con un solo obbiettivo, segnalato nelle liste sul loro simbolo, ovvero l’amministia per rendere le carceri italiane più umane. Una nobile battaglia, magari non popolarissima, ma questo non importa, tuttavia il tema è troppo circoscritto per un parlamento italiano che dovrà affrontare una situazione paese evidentemente drammatica.

L’altra testimonianza è populista; ed è quella di Grillo e dei suoi, al netto degli epurati.
Il boom di Grillo sembra già essere diventato un flop. Tanto che indiscrezioni parlano di un Grillo pronto a tornare nei teatri di cabaret lasciando le piazze che aveva calcato di recente con successo politico. Tuttavia vanta ancora nei sondaggi un ragguardevole 12%.

Il vero problema è che non si capisce per farne cosa. Visto che non punta al governo, non vuole allearsi con nessuno e nemmeno con il new entry Ingroia. Quindi rischia di diventare una forza testimone dell’antipolitica, che con le sue parole d’ordine, spesso dal sapore qualunquista, finirà per attrarre il voto di protesta dei delusi. Un voto antisistema che scomoderà, ma non so quanto, solo alcuni sociologi.

Nella sua “ liquidità” ho immaginato che Grillo (magari i grillini no), fosse collocabile a destra, il suo ultimo appello all’alleanza, rivolto ai fascisti di Casa Pound, mi conferma questa supposizione, ma nel vaneggiante e volatile populismo del comico è difficile capirci qualcosa.

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Peraltro, la fine del berlusconismo, segna anche, a mio avviso, la fine dei partiti liquidi, come li chiama il sociologo Bauman, ovvero di quei partiti che privi di ideologia, si affidano ad un grande capo che è capace di modificare, di volta in volta, secondo le necessità, tesi e proposte affidandosi soltanto, senza alcuna coerenza politica o ideale, ai propri interessi e giudizi congiunturali, e alle proprie utilità di parte.

Felicemente, la balcanizzazione controllata dei partiti dovrebbe portare alla fine a tre grosse e tradizionali aree politiche che magari si possono configurare, con poco originalità, come un’area di centrosinistra, riformista, progressista ed europeista, un’altra di centro, liberale ed europeista ed una di destra conservatrice, populista e fondamentalmente euroscettica.

Metto fine a questo piccolo e assolutamente incompleto vademecum. Vinca il migliore ma, soprattutto, vinca il buon senso degli italiani.

(Nelle foto dall’alto in basso: Poster dell’elezioni 2013, Merckel e Sarkozy, Monti e Napolitano, Ambrosoli candidato centrosinistra alla regione Lombardia, Bersani, Ingroia, Casa Pound).

Nicola Guarino

18 Commentaires

  1. Elezioni politiche 2013: Abbiate buon senso.
    Caro Nicola,
    apprezzo il tuo articolo per l’equilibrio e la chiarezza, condividendone in buona parte il contenuto. Numerosi sono gli spunti che potenzialmente esso sollecita, fra questi uno dei quali più mi preme è l’accento su una antica malattia che affligge il panorama politico italiano che non pochi danni ha arrecato al nostro Paese. Mi riferisco al populismo. Sotto forma di ricorso storico, dall’Unità in poi, periodicamente riemerge, a destra come a sinistra, impedendo l’ affermarsi di una dialettica politica che affondi le proprie radici in una consapevolezza di idee con la sua dignità scientifica e razionale.
    Il consenso che  » il caimano  » sta recuperando ed il crescere delle simpatie nei confronti di Grillo ( a quanto pare gli italiani amano i comici ), rischia di ingessare la società italiana in un immobilismo fatale. Ma ciò che maggiormente preoccupa non è tanto la forza di un pensiero politicamente pernicioso, quanto la folle irresponsabilità ed incapacità che mostrano quelle forze,che si presume autenticamente democratiche, ad erigere un muro coeso contro la regressione. Per l’ennesima volta nella storia politica italiana , i soggetti politici nei quali vengono riposte le speranze di una rinascita si mostrano strumentalmente divise . E’ l’antico male che mortifica la Sinistra italiana , od almeno parte di essa , depauperandone la forza propulsiva attraverso la specchio deformante dell’irrigidimento ideologico e la perdita del senso della realtà. Dopo circa un ventennio di totale immobilismo, si configura un momento che potrebbe avere una valenza storica di rinnovamento. L’indignazione verso una ( anti) politica rapace, la consapevolezza di una minaccia crescente al cuore della democrazia da parte dei potentati finanziari, il comprendere che la crisi economica non è l’ineluttabile conseguenza di un evento naturale, ma è opera dissennata dell’ avidità per troppo tempo eretta a valore ideale, cominciano a fare breccia nelle coscienze : Questo stato nascente deve essere interpretato, razionalizzato ed indirizzato attraverso un percorso politico unitario guidato dalla ragione, quindi dialettico ed articolato e che voli alto oltre gli steccati ideologici.
    Paradossalmente è la nostra storia, con l’esempio della Resistenza, che ci ricorda come l’unità delle forze autenticamente democratiche, coagulate attorno ad un progetto politico ed istituzionale ambizioso, può aprire la strada ad un percorso di virtuoso rinnovamento.

    • Elezioni politiche 2013: Abbiate buon senso.
      Caro Luciano,
      sottoscrivo le tue osservazioni e faccio una previsione ed una considerazione. La previsione è che se il populismo (Grillo o Berlusconi, non cambia sono in effetti due facce della stessa medaglia) dovesse prevalere in queste elezioni, ci attenderanno anni ancora molto duri, speriamo almeno che non occorra un altro ventennio di sofferenze per un paese che ha già dato molto. La seconda è che non capisco perché la sinistra italiana debba sempre dividersi, quando in altre esperienze europee esistono dialettiche interne per cui i Laburisti inglesi, ad esempio, presentano al proprio interno anime più moderate affianco ad altre più oltranziste, soggetti più attenti ai temi ambientali ed altri di più sulla giustizia e l’etica. La stessa cosa avviene in Francia e nel SPD tedesco. Non so se quindi Ingroia e i suoi abbiano scelto bene, nel candidarsi da soli, è vero che anche li si insinua il veleno populista, ma forse occorrerebbe accanto ad una dialettica tra i partiti, l’accettare anche una dialettica e delle regole interne alle stesse areee dei partiti (come, ad onor del vero è avvenuto tra PD, SEL e Alleanza per l’Italia nella primarie), evitando delle frantumazioni o balcanizzazioni, che suonano sospette in tempi di alti costi della politica e forse inutili ai fini di un progresso nell’evoluzione delle idee e del pensiero politico. Per il resto c’è da sperare che gli italiani, la cui rabbia è giusta e fondata, sappiano fare scelte responsabili e che i partiti, finito il berlusconismo, sappiano farsi interpreti dei bisogni della società.

  2. Elezioni politiche 2013: Abbiate buon senso.
    ciao Nicola,

    Facendo i calcoli nessuno riuscirà ad avere una maggioranza solida, neanche una possibile allenza Monti (il chierichetto del Vaticano) con Bersani.
    I fattori sono evidenti: Grillo e Ingroia rosicchieranno troppi voti a sinistra; impensabile che il PD possa tenere in piedi un asse Monti-Vendola.

    A destra? … facevano ridere prima, fanno piangere adesso. L’EU ci ha liberato di B in modo celato, adesso tale manovra è addirittura palese. Riaverlo tra i piedi a livello internazionale sarebbe improponibile.

    Alla fine, é solo la matematica che conta.

    Dalle urne usciranno tanti partitucchi; dopo 12ore dalla chiusura delle urne si dichiareranno tutti vincitori (as usual), dopo 24ore inizieranno i giochi per tentare un disperato incastro, dopo una settimana si abbozza una maggioranza che crolla dopo un mese.

    tutto questo teatrino raffigurante un fiume di saliva ed inchiostro, sottotitolato dal Mr.Spread che si autoinvita in scena.

    Risultato?

    Evidente. Ari-governo tecnico in mano a Passera per fare la riforma elettorale e successiva PURGA nelle segreterie di partito, unica cosa che puo portare gli astenuti (tanti) al voto.

    per inciso: VIVA LA CRISI !! solo cosi si ha una speranza di mandare a CASA l’attuale CLASSE DIRIGENTE.

    saluti,
    grax

    • Elezioni politiche 2013: Abbiate buon senso.
      Caro Grax,
      una volta si diceva: Politica del « tanto peggio, tanto meglio ». Ma sinceramente io credo che il peggio è peggio e basta. La tua rapida analisi credo sia condivisa da molti e tuttavia, la partita non è finita e la politica puo’ farcela a battere il populismo, il berlusconismo, il grillismo, che poi per certi versi sono la stessa cosa. Credo che molto dipenda anche dalle liste che il PDL sta licenziando, dal buon senso appunto degli elettori e poi, sto maturando la convinzione che una mano alla governabilità del paese la stia dando Grillo che, dopo Casa Pound, l’attacco ai sindacati e le epurazioni fatte da lui che si è anche dichiarato antidemocratico, ricordata a Messina…dopo la nuotata mussoliniana, rischia di sottrarre voti proprio al PDL e ai suoi alleati di destra. Per esempio potrebbe essere letale al cavaliere in Sicilia ma anche nel nord dove i cinquestelle sono più radicati. Speriamo che dopo aver consegnato, anni fa, il Piemonte alla Lega, ci aiuti ora a consegnare il paese ad un governo credibile, allontanandoci dalla sindrome greca che altrimenti sarebbe inevitabile.

  3. Elezioni politiche 2013: Abbiate buon senso.
    Caro Nicola,

    per quanto riguarda la tua analisi, c’è poco d’aggiungere. Mi permetto,
    però, di aggiungere due osservazioni:

    1. pacta sunt servanda: l’Italia, in innumerevoli accordi e trattati si
    è obbligata a osservare una certa disciplina finanziaria. Il fatto che
    il cavaliere abbia – per fare un esempio – abolito la tassa sugli
    immobili è un fatto singolare in tutta l’Europa. Che l’attuale IMU è
    così alta, è dovuto al ricupero degli anni persi precedentamente. In
    molte occasioni ufficiali mi capita che io, come rappresentante della
    Germania, devo ascoltare battutaccie da parte dei relatori su « la
    Merkel », come se la disciplina finanziaria fosse un’invenzione tedesca.
    Mentre gli altri paesi in pericolo, la Grecia compresa, si sono espressi
    in una classe dirigente all’altezza della situazione, l’Italia torna ad
    affidarsi ai vari uomini della provvidenza. Perciò, il mio appello agli
    Italiani è: votate Bersani, che non spara le pose e che, come ministro,
    ha dimostrato di saper fare le riforme sensate.

    2. mai visto prima una campagna elettorale priva di contenuti così. Come
    dice la mia edicolante, si parla solo di chi va al letto con chi, sesso
    puro, senza sentimenti.

    Ti saluto con tutto il mio cuore (che per un prussiano significa molto!)

    • Elezioni politiche 2013: Abbiate buon senso.
      Caro Hartmut,
      nel ricambiare il tuo affetto prussiano, vorrei aggiungere che la disciplina finanziaria è essenziale anche per giungere ad una disciplina politica dei comportamenti che, da un ventennio, si è persa e che va ricostruita non solo per la credibilità internazionale del paese ma anche per evitare che il 40% degli italiani si disamorino della politica finendo per diventare dei non elettori e peggio ancora dei non partecipanti alla vita e alle scelte del Paese. Ecco perché ritengo oggi che il vero nemico da battere in queste elezioni sia il populismo, quello di Berlusconi ma anche quello di chi confonde la malapolitica con l’antipolitica. Sento che chi è contro la politica è inevitabilmente contro la democrazia.

  4. Elezioni politiche 2013: Abbiate buon senso.
    Caro Nicola,

    Mi piace, condivido e incrocio le dite con te per il buon senso degli italiani. Le mie domande sono:

    1)La salita in politica di Monti, che continuo a reputare un errore. Non ti capisco Nicola. Logicamente Monti ha presso un rischio enorme. Ha mostrato secondo me un coraggio sorprendente e per me inaspettato. Non può essere un errore mettersi in gioco, misurarsi, rispondere per le righe a Berlusconi. La borghesia colta e preparata non può continuare a lasciare la politica alla borghesia cialtrona che combina soltanto guai. Non capisco questo tuo ancora reputare un errore un atto di coraggio.

    2) il centro sostenesse la figura di Ambrosoli, uomo moderato. In linea teorica il tuo ragionamento non fa una piega, ma siamo qua nella politica italiana. Come potrebbe Monti appoggiare Ambrosoli mentre il PD lo tratta a pesci in faccia? Come un disturbo, un immorale. Dividere la destra con Albertini è la mossa purtroppo giusta aspettando che il PD scenda dal pero e si confronti con la realtà che non possono governare né da soli, né con Vendola, né con Ingroia. Possono governare soltanto con il centro, con Monti.

    3) Manca secondo me nelle tue ottime riflessione il bisogno d’una costituente (non perché Berlusconi la ha fatto una sua bandiera, ha torto), il bisogno di cambiare la legislazione positiva nella quale è legale soltanto quanto permesso esplicitamente della legge in una legislazione negativa dove è permesso tutto quello che non è espressamente vietato dalla legge e manca finalmente una tua proposta di legge elettorale con maggioritario alla Francese.

    • Elezioni politiche 2013: Abbiate buon senso.
      Caro Manuel,
      grazie per la tua lettera. Credo che il vero duello è tra politica e populismo. Occorrerebbe dall’elettorato un segnale chiaro verso il ritorno al rispetto delle regole, della serietà e di un’etica della politica. Occorrerebbe dare una spallata chiara e definitiva a questo ventennio fatto di nulla, chiacchiere e scandali. Le forze che nel bene e nel male hanno una credibilità da spendere sono la coalizione di centrosinistra raccolta da Bersani e quella del centro intorno a Monti. Faccio salva naturalmente la grande carica ideale e di speranza che per molti ha la neonata « Rivoluzione Civile » di Ingroia, ma che credibilità ha la destra o il PDL ostaggio di Berlusconi; quale la Lega che torna ad inginocchiarsi davanti al cavaliere e che continua a trascinarsi in scandali avvilenti per l’immagine morale dello stesso nord? Che credibilità puo’ avere Maroni in Lombardia, dopo che per anni la Lega ha condiviso gli scandali e le infiltrazioni mafiose della giunta Formigoni?

  5. Elezioni politiche 2013: Abbiate buon senso.
    Ho letto con interesse questo articolo molto dettagliato, secondo me, sul panorama politico attuale in vista delle elezioni. Concordo su quasi tutti, rimangono fuori alcune perplessità e dei disaccordi.
    Per quanto riguarda le posizioni europeiste, mi chiedo fino a che punto queste dovrebbero inchiodarci politicamente ed economicamente, se queste sono, in modo così eclatante, non sostenibili per i cittadini di alcuni singoli stati? Non tutti gli Stati, ed è storia, se lo possono permettere.
    Monti e il suo governo, hanno remato in modo cieco verso la corrispondenza del paese a quei parametriti europei (ma dettati da chi alla fine? Che vuol dire “l’Europa ce lo chiede”? Chi rappresenta questa Europa?), che hanno, di fatto, schiacciato e soffocato le risorse dei cittadini senza nessuna riforma per aiutarci a sostenere la mannaia economica. Sinceramente all’indomani dei tagli, delle riforme del lavoro e delle pensioni, la mia reazione e quella ti tanti altri non è stata “ ahh meno male, sto con le pezze al sedere ma è l’Europa e le banche Europee che ce lo chiedono e sono più serena!”…potevo stare peggio se non agivano così? Mah! Si poteva fare molto altro per non farci affondare, come hai sottolineato anche tu.
    Poi, in campagna elettorale, sono tutti bravi a dire “Le tasse vanno abbassate, l’imu va rivista” ma non l’aveva introdotta solo qualche manciata di settimane fa?
    Monti e il suo governo, ed è la cosa peggiore, si sono presentati da tecnici con una grande arroganza e presunzione, quella del cinico che ti massacra senza fare una piega, senza nemmeno dirci che ci fa tanto bene la purga, è così e basta! Ciechi e sordi.
    Veniamo, a quelle che tu chiami “testimonianze”, e, parlo della Rivoluzione Civile di Ingroia. Il suo programma non è solo riforma della giustizia e legalità (che sono, a mio giudizio, comunque, fondamentali in questo paese devastato da decenni di ingerenze della mafia nella politica), è molto più articolato e racchiude molte battaglie civili e democratiche vitali.
    Questa lista si attesta, per ora, al 5% secondo i sondaggi, non mi pare poco visto che è nato poche settimane fa, sarà un bacino di voti perduti che favoriranno la destra? Non è detto. Sicuramente, rappresenta una possibilità nuova di pensare la gestione della cosa pubblica, con rispetto, per la società civile, fuori dai polpettoni e indecenze perenni di destra e sinistra, che si sono avvicendati per anni senza modificare, nella sostanza, nulla nel bel paese.
    Un voto inutile non credo, siederà al parlamento, almeno, un volto pulito e non un vecchio marpione professionista del politichese come i soliti noti.
    Da qualche parte, passetto per passetto, bisogna pur incominciare. E poi e chiudo, De Magistris a Napoli sulla carta aveva le stesse possibilità di vittoria che ho io di diventare Miss mondo, addirittura qualcuno ha messo in palio la sua vita scommettendo che non sarebbe arrivato nemmeno al ballottaggio. Oggi, mi risulta, è un ottimo sindaco di una città complicata. Un po’ di fiducia gl’ Italiani la meritano come hanno dimostrato i Napoletani e i Milanesi.Appunto buon senso.
    Un abbraccio

    • Elezioni politiche 2013: Abbiate buon senso.
      Ringrazio Marina, per la sua gentile riflessione. Ci sarebbero molte cose da dire. Mi soffermo su una nell’augurio che sul tutto arrivino anche altre riflessioni. Mi soffermo sulla questione voto di testimonianza. Non ho dubbi che Ingroia e i suoi potenziali elettori siano onesti e « puliti ». Penso che le previsioni e i sondaggi parlano di tre schieramenti favoriti: Quelli di centrosinistra di Bersani, quello di Monti e infine Berlusconi. A mio avviso, senza volermi nemmeno schierare, mi appare evidente che i primi due con le dovute differenze siano nella possibilità, legge elettorale permettendo, di garantire la governabilità, il terzo no. Del resto il terzo ha dimostrato la sua incapacità con una maggioranza ben superiore a quando sia possibile immaginare dopo il voto di Febbraio. Quelli per Ingroia saranno voti pulitissimi, ma potranno aiutare la governabilità. La governabilità non è un capriccio è l’essenziale per non rivedere in Italio lo spettro greco. Il paese ha sofferto abbastanza, credo sia ora l’ora delle scelte responsabili e non solo di denuncie.

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