Altritaliani

Inviare un messaggio

In risposta a:

La festa del papà. In Italia viene celebrata il 19 marzo.

Essere figli.

domenica 19 marzo 2017 di Armando Lostaglio

E’ la nostra identità dacché nasciamo, l’essere figli sempre; è lo status con il quale veniamo al mondo e che ci rimane addosso per identità, per nome e per cognome, per destino e pertanto immutabile, per sempre. L’essere figli nonostante il percorso di una vita ci conduca in altri stati fisici ed interiori, in geografie estetiche ulteriori, in situazioni e sentimenti tinti d’altrove.

JPEG - 16.5 Kb
Gassman figlio e padre

L’essere figli non confligge mai, rimane addosso perché nasciamo figli, e poi saremo anche altro: padri, madri, fratelli e compagni di viaggio. Avremo responsabilità e talvolta non sapremo prenderle: ma ci sarà quella voce adulta sempre al cospetto, come custode dei momenti di gioia relegati ai ricordi in bianco e nero, quelli dell’infanzia. Saremo figli sempre e per sempre, perché quella battuta con voce calda ce la porteremo sempre con noi, nel profondo dell’anima. Già, l’anima, quella che (“niccianamente”) avrà “il respiro dei canti futuri”. Noi figli e padri ad un tempo, ma pur sempre figli di un progetto del Creato, di un respiro proiettato in avanti.

“Chi ha tempo non aspetti tempo” era il suo slogan più eletto, preferito, ansioso com’era di confermare l’impegno, di proiettarsi in un futuro, docilmente e voracemente al tempo stesso. Questo concetto conteneva mio padre, lo portava sempre con sé. E nel finire degli anni quel verso: “Quando si muore si muore soli” (di De André, che da ragazzo gli facevo ascoltare, e che lui chiamava affettuosamente u genoves).

JPEG - 19.2 Kb
Un’immagine del film E’ stato il figlio

Ora saranno vent’anni che è mancato, volato via sulle ali di quell’avvoltoio, il Vulture, la montagna che conosceva come le sue tasche, avendola attraversato in lungo ed in largo, sui cavalli, alla guida delle mandrie. E raccontava di quelle lunghe transumanze - fino all’Irpinia - che sembravano esodi biblici; e poi le guerre, i terremoti, le miserie e la fame del dopoguerra, che cercava con generosità di lenire, per se e per gli altri. Non c’erano le Feste del Papà allora, sacrali e liturgiche, c’era solo il quotidiano di parole date, la stima di ogni cosa, da tenersi stretta come una seconda pelle.

Essere figli sarà anche riconoscersi trasgressori di quei Comandamenti che lui invece aveva trasgredito in uno o forse due nei Dieci. Ma sarà sempre la sua professione di vita a farci da riflesso continuo. Si rimarrà figli per sempre, come una legge non scritta, in nome di un onore che val la pena rinverdire. Sempre.

Armando Lostaglio


In risposta a:

Essere figli

21 marzo 201411:25, di Loredana

Le parole che ho appena finito di leggere ed ’assaporare’ mi hanno profondamente commosso. Anche perché affiorano spesso nei miei pensieri di questi tempi, senza che io riesca a tirarle fuori completamente. E’ vero, la dimensione della ’figliolanza’ ci resta attaccata addosso per sempre, anche quando la inevitabile separazione fisica ci fa pensare il contrario. Essere figli è strettamente correlato alla nostra stessa esistenza in vita, non solo quella biologica. Si può scegliere, nel corso della vita, se diventare padri, madri, può accadere o meno di diventare zii, zie, nonni o quant’altro. Si (...)


moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Chi sei?
I tuoi messaggi
  • Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.

Home | Contatti | Mappa del sito | | Statistiche del sito | Visitatori : 4065370

Monitorare l’attività del sito it    ?

Sito realizzato con SPIP 3.0.21 + AHUNTSIC

-->