Altritaliani
Dal Canada

I tranquilli osservatori del disordine

giovedì 3 novembre 2011 di Claudio Antonelli

Un giorno gli studiosi dei comportamenti umani dovranno prendere in esame un fenomeno che mi pare sia fin qui sfuggito alla loro lente d’ingrandimento. Mi riferisco alla strana formazione in circolo, a testuggine, a riccio, a coda di pavone, col didietro rivolto al resto dei presenti, che in Italia i "tutori dell’ordine" - vigili urbani, agenti di pubblica sicurezza, carabinieri, corpi vari di polizia - immancabilmente assumono nel pieno delle loro attività di "sorveglianza".

Anche in un mio recente viaggio ho potuto osservare numerose volte questo fenomeno. Ho contato dodici elementi in divisa nella stazione di Ventimiglia, sette in quella di Milano, e otto in quella di Napoli, stretti "a riccio" e beatamente ignari del movimento caotico di viaggiatori, venditori abusivi, bighelloni d’ogni sorta verso i quali, in teoria, questi avrebbero dovuto dirigere il loro occhio vigile.

Arrivando in Italia, lo nota subito qualsiasi viaggiatore straniero che non abbia gli occhi foderati di prosciutto. Vede, in aeroporto o in stazione, che gli agenti di polizia, quando visibili, ossia quando non si tengono stretti nel loro ufficietto dalla porta rigorosamente chiusa e dai vetri opachi, sono impegnati in un esercizio impensabile in un paese normale: si tengono agglutinati in circolo, con le schiene e i sederi rivolti al pubblico; e chiacchierano con sollazzo tra di loro, estranei a ciò che si verifica all’intorno.

Nelle piazze e nelle strade della penisola è la stessa cosa: i tutori dell’ordine - quasi sempre - non osservano con sguardo vigile ed inquisitore, pronti ad intervenire, ma volgono beatamente le terga al resto dell’umanità. Oppure, se in due, passeggiano con passo stracco immersi in piacevoli conversari. Tra questi loquaci guardiani dell’ordine pubblico primeggiano per espansività, socialità, ricchezza di gesti, i vigili urbani, dai volti mobili pronti alla smorfia divertita e alla risata. In coppia o in crocchio gesticolano e conversano intensamente, e al momento giusto, dopo un frizzo o una battuta, danno una rapida pacca al collega effettuando alcuni veloci passettini che sembrano passi di danza. È un vero teatrino.

Altro che in Canada, dove i poliziotti ti fanno addirittura la posta, pronti ad intervenire a muso duro. E vi è una certa similitudine tra questo compatto circolo chiuso di vigili urbani o di altri agenti dell’ordine, impegnati in divertite chiacchiere, e la tattica dei giocatori di football americano che difendono la preziosa palla dalle violente pressioni degli avversari. I professionisti della prevenzione e della sorveglianza all’italiana difendono un bene altrettanto prezioso: la privacy. La privacy di categoria, basata sullo spirito di corpo e sull’amicizia tra colleghi estroversi che chiacchierano ilari e giulivi, dimentichi delle cattiverie del mondo, e disposti ogni tanto anche a rivolgere uno sguardo all’ambiente circostante dove trionfano illegalità e abusivismo; uno sguardo quasi sempre assente che non registra nulla.

Queste strane scenette permettono al viaggiatore straniero, ancora incredulo, di capire di essere veramente giunto in Italia: Paese dove i sorveglianti non sorvegliano, i custodi non custodiscono, i politici non governano, i vigili non vigilano, e dove le regole pur numerosissime sulla carta sono messe in assoluta minoranza da un foresta di infinite eccezioni e dalle soverchianti chiacchiere che tutto sommergono.

Claudio Antonelli (Montréal)


Home | Contatti | Mappa del sito | | Statistiche del sito | Visitatori : 960 / 4061849

Monitorare l’attività del sito it  Monitorare l’attività del sito culture et CULTURE  Monitorare l’attività del sito Voyages en ItalieS   ?

Sito realizzato con SPIP 3.0.21 + AHUNTSIC

-->