Altritaliani
Il paesaggio risorsa per il territorio

Dialoghi sul Paesaggio

giovedì 13 ottobre 2011 di Alessandro Ciambrone

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2011, giovani studenti e professionisti hanno partecipato alla IV Edizione della Summer School sui paesaggi delle acque e culturali in Campania. Il Paesaggio, sempre più vilipeso, "svolge importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale e costituisce una risorsa favorevole all’attività economica, se salvaguardato, gestito e pianificato in modo adeguato..."

La IV summer school “Dialoghi sul Paesaggio”, coordinata da Jolanda Capriglione (Seconda Università di Napoli, SUN) e Domenico Nicoletti (Università di Salerno, UNISA), sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, è stata promossa da: Osservatorio Europeo del Paesaggio di Arco Latino; Regione Campania; Provincia di Caserta; Club UNESCO Caserta; Club UNESCO Elea; e HiSPA, Scuola di Alta Formazione per la Pubblica Amministrazione delle Aree Protette.

Seminari e indagini dirette sulle aree di studio si sono tenuti fra il 20 e il 25 settembre 2011 nella sede dell’Amministrazione provinciale di Caserta, all’Oasi naturalistica dei Variconi (foto 1) e all’Hyppo Kampos di Castel Volturno (foto 2,3), e nel sito Patrimonio Mondiale del Cilento, fra Castellabate (foto 4), Punta Licosa e la grandiosa architettura monumentale della Certosa di Padula (foto 5).

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Castel Volturno. Oasi dei Variconi. Foto 1 ©Gino Spera

Con apposito bando di evidenza pubblica, e grazie al contributo delle Camere di Commercio di Caserta e Salerno, sono state attribuite 16 borse di studio a studenti delle Facoltà di Architettura SUN, Facoltà di Conservazione Beni Culturali SUN, Ecole Nationale Supérieure d’Architecture de Strasbourg, Facoltà di Scienze Ambientali UNISA, architetti, archeologi e ambientalisti (foto 6), che parteciperanno all’elaborazione del Manifesto per il Paesaggio 2011, inviato alle massime istituzioni europee e organizzazioni internazionali che operano nel campo della tutela e valorizzazione dei beni culturali, naturali e immateriali.

Obiettivo della summer school, organizzata nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2011 dedicate a “Formazione e nuove professioni per l’Ambiente”, è riaffermare i principi della Convenzione Europea del Paesaggio quale strumento per una rilettura critica del diritto alla bellezza in una dimensione interdisciplinare, attraverso metodologie innovative dei processi di percezione, partecipazione e condivisione delle politiche per la formulazione delle strategie e degli orientamenti che consentano l’adozione di misure specifiche finalizzate a salvaguardare, gestire e pianificare il territorio.

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Castel Volturno. Hyppo Kampos. Foto 2 ©Gino Spera

La Convenzione Europea del Paesaggio, ponendo in risalto l’importanza fondamentale della percezione del territorio da parte delle popolazioni, ha sancito e consolidato una visione complessa e inclusiva del paesaggio (“il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”), che diventa così il luogo di ricomposizione olistica delle svariate letture disciplinari del contesto di vita dell’uomo: “Il paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale e costituisce una risorsa favorevole all’attività economica. Se salvaguardato, gestito e pianificato in modo adeguato, può contribuire alla creazione di posti di lavoro.” I partecipanti alla summer school si sono ispirati a questi principi per l’elaborazione di tre ipotesi progettuali:


1. Il sistema dei paesaggi delle acque dell’Oasi dei Variconi e dell’Hyppo Kampos nella Città di Castel Volturno;
2. Il recupero dei terrazzamenti di Punta Licosa e dei i giardini della Certosa di Padula;
3. l’ideazione di un ecomuseo del germoplasma delle antiche coltivazioni agricole del Parco del Cilento.

Le tavole di progetto elaborate, sono oggetto di una mostra itinerante e in progress, che prevede la presentazione del progetto per la Città di Castel Volturno, e lo sviluppo delle proposte per le aree incluse nel sito Patrimonio Mondiale del Cilento.

“Identità e Unicità: il Sistema dei Paesaggi delle Acque” questo è il titolo del progetto relativo all’area dell’Oasi dei Variconi e dell’Hyppo Kampos, sul Litorale Domitio della Provincia di Caserta. Il progetto si estende fino alla scala regionale, con dei percorsi tematici legati ai siti archeologi e architettonici della Provincia di Caserta, dei Campi Flegrei e del Patrimonio Mondiale campano.

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Castel Volturno. Hyppo Kampos. Foto 3 ©Gino Spera

A Castel Volturno, l’Oasi dei Variconi è l’unica area umida di origine naturale in Campania protetta dalla convenzione di Ramsar e caratterizzata dalla sosta e migrazione degli uccelli, in particolar modo, quelli legati all’avifauna acquatica e ai sistemi palustri. Nel progetto presentato, i Variconi sono collegati tramite percorsi d’acqua e verdi al sistema turistico dei laghetti dell’Hyppo Kampos e al fiume Volturno, dal quale la città prende il nome.

La stessa via Domitiana, che attraversa l’intero territorio, è legata idealmente all’acqua. In epoca imperiale, sotto Nerone, fu iniziata la realizzazione della fossa Neronis, un lunghissimo canale navigabile che avrebbe dovuto collegare Roma con Portus Iulius, un imponente complesso portuale costruito nel 37 a.C. da Giulio Cesare sulla costa flegrea fra i laghi Lucrino e Averno. La costruzione della fossa Neronis non fu mai portata a termine a causa della morte dell’imperatore, ma le bonifiche operate permisero la costruzione dell’asse stradale che ricalcava in parte il percorso del canale neroniano. L’arteria viaria fu fatta costruire da Domitianus, nel 95 d.C. per migliorare i collegamenti tra Puteoli, principale porto dell’impero, e Roma. Nello stesso anno l’Imperatore fece costruire anche il ponte Domitio che permetteva di attraversare e unire le due sponde del fiume Volturno.

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Castellabate. Foto 4 ©Gino Spera

Un primo “itinerario d’acqua” proposto, ci conduce da Volturnum al Castello di Carlo V a Capua, notevole episodio di architettura militare dell’età vicereale spagnola (1507-1707), che è situato proprio sulla sponda del fiume, in cui il fossato richiama ad un azione difensiva della fortezza. Ma il vero capolavoro d’acqua del territorio, prima meraviglia d’ingegneria idraulica del casertano, è l’Acquedotto Carolingio, costruito nel ‘700, che permetteva la distribuzione dell’acqua dal monte Tiburno, alle filandre di San Leucio, al Bosco di San Silvestro, al Real sito di Carditello e al parco della Reggia di Caserta.
I percorsi dei paesaggi d’acqua si estendono anche ai cinque laghi del litorale Domitio-Flegreo (Patria, Averno, Lucrino, Fusaro, Miseno) e al meraviglioso sito archeologico sommerso di Baia.

I partecipanti hanno anche proposto la risoluzione di problematiche paesaggistiche attraverso progetti puntuali, con l’utilizzazione di tecnologie eco-compatibili. Fra questi: i sistemi naturali di fitodepurazione in cui vengono utilizzate piante, ambienti acquatici e zone umide, per il trattamento delle acque reflue; e la realizzazione di pannelli acustici e termo-isolanti prodotti grazie alle canne d’acqua dolce (phragmites australis), abbondantemente presenti sul territorio.

La mostra della proposte progettuali, al momento programmata in vari siti storici e paesaggistici della Campania, sarà presto pronta a viaggiare per il mondo.

Alessandro Ciambrone*

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Certosa di Padula. Foto 5 ©Gino Spera

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BOX SUMMER SCHOOL

PARTNERS
UNESCO
Centro delle Fondazioni per l’Europa del Mediterraneo (MESEURO)
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
UNISCAPE Network of Universities – European Landscape Convention
AMCA Centro Italiano di Architettura
Federazione Italiana Club e Centri Unesco
Facoltà di Architettura della Seconda Università di Napoli (SUN)
Facoltà di Scienze del Farmaco per l’Ambiente e la Salute SUN
Centro Interdipartimentale Scienze Ambientali dell’Università di Salerno
Dipartimento Beni Culturali dell’Università di Salerno
Università di Strasburgo (Francia)
Università di Granada (Spagna)
Associazione Nazionale Comuni dei Parchi
AIAPP Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio Campania, Basilicata, Calabria
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di SA e AV

Coordinamento:
Prof. Jolanda Capriglione (SUN), Arch. Domenico Nicoletti (UNISA)

Tutors:
Arch. Alessandro Ciambrone, Arch. Massimo Carfora Lettieri, Arch. Mariano Nuzzo

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Partecipanti alla summer school. Foto 5 ©Gino Spera

Partecipanti summer school: Assunta Campi (Fac. Conservazione Beni Culturali SUN), Arch. Giusy Valentina Castaldo, Arch. Luigi Corniello, Dott. Fabio Cubbellotti (archeologo), Paola Di Filippo (Fac. di Architettura SUN), Giuseppina Dello Siesto (Fac. di Architettura SUN), Dott. Stefano Imparato (valutazione e controllo ambientale), Arch. Rossella Martino, Arch. Antonio Mezzero, Arch. Hervé Munsch (ENSA Strasbourg), Dott. Rosalba Muoio (valutazione e controllo ambientale), Arch. Diane Philippe (ENSA Strasbourg), Maria Teresa Picillo (Fac. Conservazione Beni Culturali SUN), Arch. Francesco Ruotolo, Arch. Giacomo Savio, Gino Spera (Fac. di Architettura SUN)

Sessioni tematiche a cura di: Prof. Jolanda Capriglione (SUN), Prof. Stefano de Caro (Univ. Federico II Napoli), Prof. Christiane Garnero Morena (ENSA Strasbourg), Arch. Domenico Nicoletti (UNISA), Prof. Ornella Zerlenga (SUN).

*Alessandro Ciambrone. Architetto. Dottorando in co-tutela, Facoltà di Architettura della Seconda Università di Napoli ed Ecole Nationale Supérieure d’Architecture Paris Val de Seine. Organizzatore del Forum Mondiale dei Club UNESCO World Heritage and Peace (Egitto, 2009). Uno dei cinque vincitori al mondo della UNESCO Vocations Patrimoine fellowship per un Master in World Heritage Management, University College Dublin. Unico vincitore in Italia della Fulbright Thomas Foglietta 2003-04 fellowship, UCLA, Department of Urban Planning. Ideatore e organizzatore delle competizioni nazionali e internazionali di architettura “Il Sistema delle Piazze” (2002) e “Living Waterfront” (2005) per il Comune di Castel Volturno (CE). Laurea in Architettura con lode (1999), alla Federico II di Napoli.
alessandro.ciambrone(at)gmail.com


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