Altritaliani
Il Paese reale. L’esempio dei pensionati all’estero stretti tra burocrazia e malapolitica.

INPS e Pensionati all’estero: « Un amore a prima vista »

giovedì 23 giugno 2011 di Italo Stellon

In attesa che l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale compia le sue verifiche dell’esistenza in vita dei pensionati italiani all’estero, le pensioni sono state bloccate, con evidenti e drammatici danni per tanti italiani. L’ennesima disfunzione politico-burocratica ed un dramma che si consuma nel silenzio, lontano dai rumori di una politica sorda alla società.

Alla riunione del Cgil svoltasi a Torino il direttore generale dell’INPS Mauro Nori ha illustrato le strategie dell’Istituto previdenziale Italiano per i prossimi anni difendendo la campagna di verifica dell’esistenza in vita dei pensionati all’estero.

Una difesa incredibile per una campagna nata male e gestita nel più totale dispregio dei pensionati italiani che si sono trovati, senza alcuna comunicazione preventiva, il blocco della mensilità di giugno . La lettera della banca Icbp incaricata dall’INPS per comunicare ai pensionati le modalità di certificazione in vita, costituisce un esempio esplicito della leggerezza con la quale si è inteso affrontare un problema di per se legittimo ma trasformato in una corsa ad ostacoli per migliaia e migliaia di persone.

Le persone più colpite sono quelle più anziane, i non autosufficenti, le donne sole, le persone che continuano a chiedersi chi sia e cosa sia la Western Union, struttura incaricata ad effettuare i pagamenti brevi mano e a certificare, conseguentemente, che sei ancora vivo.

Lettere mai arrivate, difficoltà ad ottenere l’attestazione di esistenza in vita, numeri telefonici muti, sono i protagonisti di una iniziativa che stupisce solo per il silenzio colpevole in sede governativa, parlamentare, consolare nonostante le denuncie dei patronati e dei pochi parlamentari eletti nelle circostrizioni estero che hanno dato segno di vita.

Molti pensionati rischiano di non percepire neppure la mensilità di luglio considerando la farraginosità della procedura e le oggettive difficoltà. Il direttore generale dell’INPS avrebbe fatto bene a scusarsi per i gravi disagi creati, frutto non tanto e non solo di evidenti « problemi di comunicazione », ma di una colpevole gestione di procedure adottate senza valutarne l’effettiva ricaduta per i cittadini.

Si annunciano tempi duri per i pensionati che non abbiano risposto alla campagna red del 2006-2007-2008 che potrebbero trovarsi con la pensione bloccata. Operazione apparentemente legittima se non fosse che già oggi pratiche relative a quegli anni regolarmente inviate dai Patronati risultano incomprensibilmente inesistenti.

A fronte di tutto ciò, confermando senza equivoci che nessuno intende coprire gli abusi truffaldini ma che chiedere, ad esempio, il rimborso di una quattordicesima generosamente elargita per evidenti interessi elettorali scoprendo dopo che non esisteva il diritto a percepirla è, quello si, atto politicamente e amministrativamente scorretto, a fronte di tutto ciò le ragioni per una formale protesta « sindacale » a tanta arroganza non possa che essere la « normale reazione » per ripristinare regole condivise, esigibili, socialmente sostenibili.

p.s. – che i trattati bilaterali non si sottoscrivono o non si rinnovano lo sapevamo bene. Ciò che non avevamo capito era che non lo si faceva per evidenti ragioni di risparmio économico ancora una volta scaricato sulle spalle dei più deboli. In effetti pensavamo che tutto fosse bloccato perche in tanta confusione si erano persi i dadi del Monopoli.

Italo Stellon

Presidente INCA CGIL Francia


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