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Cinema

Nel nuovo film “Musica nascosta”, la storia delle “putte musiciste veneziane”

martedì 21 giugno 2011 di Massimo Rosin

E’ stato presentato giovedì 16 giugno 2011 presso l’Auditorium della Fondazione Querini Stampalia a Venezia, il nuovo film documentario “Musica nascosta” di Paolo Padula per la regia di Mauro Pizzato, che racconta delle fortunate “putte musiciste veneziane”, la cui fama, a partire dal 1300, raggiunse tutto il mondo allora conosciuto.

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La cantata delle putte degli Ospitali (circa 1720) di Gabriele Bella. Palazzo Querini, Venezia

Una delle tradizioni più antiche e originali, e forse poco conosciuta, della Repubblica Serenissima, consiste nella creazione dei primi Conservatori musicali al mondo: in tutti gli istituti di carità della città, tra i quali il più famoso è senz’altro quello della Pietà, dove insegnò lo stesso Antonio Vivaldi, Scarlatti, Cimarosa, venivano educate al canto e alla musica le ragazze orfane, oppure "le trovatelle". È per queste ragazze che il più grande violinista veneziano scrisse la maggior parte dei suoi 450 concerti, apprezzati in tutta l’Europa, dai musicisti suoi contemporanei. Le esecuzioni delle allieve erano acclamate e celebrate anche dai visitatori stranieri, che ne diffondevano la fama. Spesso accompagnavano le funzioni religiose celate dalle grate di matronei e cantorie.

" MUSICA NASCOSTA"

Molto si dovrà a Paolo Padula e al regista Mauro Pizzato per aver realizzato "Musica nascosta" film-documentario che colma una parte, poco o per niente conosciuta, della storia della musica a Venezia nei secoli del suo massimo splendore. 70 minuti di bellissime immagini, sostenute da ricerche storiche fatte negli archivi delle istituzioni musicali da cui questa storia è iniziata e che racconta le vite di alcune delle centinaia di ragazze, per lo più abbandonate e accolte negli "Ospedali" luoghi di carità e assistenza, dove venivano dapprima educate e, poi, avviate allo studio e alla pratica della musica.
Quattro i luoghi destinati all’assistenza: quelli dei Mendicanti, degli Incurabili, dell’Ospedaletto e della Pietà, che, nel corso dei secoli, divennero veri e propri Conservatori, contribuendo, in ciò, a dare alla città il primato di capitale della musica in Europa, fatto questo che richiamò i migliori compositori allora in circolazione (ben 165) e migliaia di visitatori da ogni parte.
La musica venne inserita nei programmi e considerata la più importante, verso la quale ogni ragazza ("Putta") doveva votarsi per tutta la vita. Sorsero così le scuole interne di musica dove la musica, secondo sistemi di apprendimento allora innovativi, circolava in ogni direzione, soprattutto nelle sue forme canore e cameristiche.

Il film, unico nel suo genere, ha riportato alla luce episodi di vite sconosciute ridando, a secoli di distanza il giusto valore a chi la musica aveva contribuito a diffondere. Ricco di notizie sorprendenti, il lavoro di Padula e Pizzato merita un elogio particolare per la ricerca meticolosa fatta andando a sfogliare i numerosi registri ancora depositati presso gli archivi degli "Ospedali" stessi con la pazienza e meticolosità dei ricercatori veri e propri.

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Putte di coro

Se Venezia continua ancora a parlarci della sua straordinaria grandezza, questo si deve alle infinite pagine della sua storia, ancora al di là dall’essere del tutto svelata.

Massimo Rosin
pres. CineCLub VISCONTI - Cinit
Venezia)

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Francesco Guardi, Piazza San Marco a Venezia (circa 1776)


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