Altritaliani
Punto, due punti... e punto e virgola!

SÌ !

mercoledì 15 giugno 2011 di Giuseppe A. Samonà

Questa non è una riflessione politica, non è una riflessione tout court… E’ una lettera, un messaggio individuale e collettivo ad alcuni dei miei amici più cari, grazie all’ospitalità del sito.

Un messaggio per Antonella, Vincenzo, Isabelle, Barbara, Alessandra, Alfonso, Ipek, Guillermo, Giampietro, Erica, Lamberto, Foffi, Marina, Grillo, Potris, Franco, Patrizia, Costanza, Serena, Giuseppe, Eduardo, Roberto, Micione, Luca, Carmela, Michele, Claudia, Giacomo, Flora, Turi, Golla, Stefano, Altiero, Giovanna, Livia, Marco, Alberto, Angela, Giorgio, Picci, Nicoletta, Erminia, Daniela, Giulia, Giovanni, Coralie, Valentina, Salvio, Caterina, Rossella, Cristina, Koko, Daniele, Francesco, Valerio, Elisabetta, Rebecca, Maria Luisa, Patrick, Enzo, Toto, Vittorio, Gustavo, Emma… (sputo i primi nomi che mi vengono in mente) e i tanti altri che in tutti questi anni di sfacelo mi dicevano: si’, l’Italia fa schifo, ma noi stiamo qui e lottiamo. Te ne accorgi ?

Ed io me ne accorgevo, certo, mi accorgevo delle lotte e soprattutto della qualità diversa di questi « italiani » (intendo : quelli che vivono in Italia), come della loro lotta ; ma la profondità, la capillarità del berlusconismo e forse un mio naturale pessimismo sulle cose umane mi portavano, sino a ieri, a non più entusiasmarmi per petizioni e girotondi : ché mi sembravano arrivare sempre dopo, come un po’ mesti, sconfitti ; con il pancione del paese, l’eterno fascismo italiano, a veleggiare sicuro, arrogante. Inscalfibile.

Questa non è una riflessione politica, l’ho detto. (Che altrimenti dovrei dire che quel pancione ahimé esiste sempre, non scompare da un giorno all’altro, suggerire che l’euforia puo’ essere pericolosa, ad esempio ricordando dov’è finita quella che ha seguito Mani Pulite, etc.). Ma appunto, non è una riflessione politica : è, come dire, una constatazione, crachée sur le papier en deux minutes.

Constato, oggi, uno stato d’animo diverso, per la prima volta da anni. Per la prima volta da anni, mi sembra che si sia arrivati prima, con allegria, che l’Altra Italia non sia più a rimorchio, ma gioiosamente possa guidarci fuori da ‘a nuttata.

Ad Antonella, Vincenzo, e a tutti gli altri amici, volevo dire che, dopo Milano, Napoli, ma anche la Sardegna, Trieste ho per la prima volta avuto la sensazione che una leggera brezza, ma diversa, cominciasse a soffiare nel Paese. Oggi ce n’è una splendida conferma, e ne sono felice.

Parlo di una felicità immediata, mista a sollievo, all’annuncio qui a Parigi del quorum raggiunto, in piedi per scaricare stress e entusiasmo. E lo so, dopo la «discesa in campo» del “Premier” tali accostamenti dovrebbero essere vietati – ma a me il calcio continua a piacere, e lo dico: ho sentito, dentro, una scarica simile a quella provata poco tempo prima, nella finale di Coppa dei Campioni, al golazo di Messi.

Ora vedremo, ma – oggi anche gli scettici se lo dicono – forse le cose stanno cominciando a cambiare. Forse tra breve Berlusconi cadrà, e non a causa dei processi, ma della cosa più semplice e normale in una democrazia : il voto. Perché certo poi, finalmente, quei processi possano farsi. (… e di nuovo, questa non è una riflessione politica, ché altrimenti dovrei darmi un pizzicotto e dire : attenzione però! quello sta ancora lì…)

p.s. Penso anche, con nostalgia, rimpianto e dolcezza a Ida, Delia, Franca, che dicevano : sono nata sotto Mussolini non posso morire sotto Berlusconi. Oggi, se ci fossero ancora, salterebbero più in alto di noi.

Giuseppe A. Samonà


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