Altritaliani

Il Museo Diocesano Donnaregina di Napoli riconosciuto Monumento messaggero di Pace dall’Unesco

di Annamaria Gargani
giovedì 2 dicembre 2010

Cultura, arte e spiritualità in un unico luogo: il Museo Diocesano in largo Donnaregina di Napoli. Vicina alla Curia napoletana e al Duomo, la prestigiosa struttura punta sul turismo internazionale.
Spazi suggestivi in cui le tre arti si incontrano e fondendosi generano un’atmosfera ideale in cui lo spettatore può vivere esperienze speciali. Ambienti caldi e accoglienti, la professionalità degli operatori consentono la realizzazione di eventi straordinari capaci di soddisfare ogni possibile esigenza con soluzioni personalizzate facendo in modo che gli eventi organizzati dal personale del museo napoletano siano attesi e ricercati da tutti.
Fitto calendario d’iniziative al Museo Diocesano per il mese di dicembre.

Oggi giovedì 2 dicembre, alle ore 10:30, con il patrocinio del Comune di Napoli, presentazione di“Santuari, L’avventura umana di Gaetano Errico”, il nuovo romanzo di Raffaele Bussi (edito da il mondodisuk libri) dedicato alla figura straordinaria di Gaetano Errico, canonizzato da Benedetto XVI nel 2008.

Lunedì 6 dicembre, invece alle 16:30, nella chiesa di Santa Maria di Donnaregina il Museo Diocesano si svolgerà la cerimonia di proclamazione come Monumento Messaggero di Pace. Un riconoscimento davvero importante e fortemente voluto dal Club UNESCO Napoli. Il museo napoletano è uno dei tanti luoghi italiani presenti nel progetto “Patrimonio di una cultura di pace lanciato dall’UNESCO nel decennio internazionale della Cultura di Pace e della non violenza 2000 – 2010” (Vedi ad esempio l’articolo di Altritaliani sul Real sito di Carditello, provincia di Caserta).

Nel primo appuntamento, il romanzo di Bussi fa da pretesto per far conoscere al grande pubblico la vita umana e spirituale di uno dei personaggi più importanti dell’Ottocento: Gaetano Errico. Sullo sfondo del romanzo i passaggi storici più importanti: dalla rivoluzione partenopea del 1899, all’invasione dei francesi, fino alla costituzione dell’Unità d’Italia con l’arrivo di Garibaldi a Napoli e un personaggio Gaetano Errico, il sacerdote di Secondigliano che visse per dare assistenza morale e fisica alla popolazione più bisognosa con la fondazione della Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori. Dal racconto di Bussi si evince come Gaetano Errico viene definito uno dei pionieri dei preti anticamorra: un esempio per laici e religiosi.
Al dibattito su Gaetano Errico del 2 dicembre presenti padre Salvatore Izzo, Aniello Montano, don Tonino Palmese, don Adolfo Russo e Giuliano Maschio con la lettura di alcuni passi del libro. A moderare il convengo sul sacerdote napoletano Vincenzo Colimoro.

Con le sue tante iniziative, convegni ed eventi il Museo si è sempre distinto tanto da aver questo importante riconoscimento dall’Unesco: come luogo che si fa messaggero della cultura italiana e della promulgazione della pace.

Il Museo di largo Donnaregina è un museo rivolto a un ampio pubblico. Per gli adulti con laboratori “La tecnica dell’affresco” e “La tecnica dell’icona” che prevedono uno studio approfondito di alcune opere di riferimento del Museo e la realizzazione da parte degli alunni di piccole opere con queste due tecniche artistiche e per le scolaresche con laboratori didattici ed una visita spettacolo per ripercorrere le atmosfere, le abitudini, la vita delle monache di clausura della Napoli del ‘700: Viaggio in un antico convento.

Ma la sua vera ricchezza la si ritrova nella sua storia quando all’inizio del ‘600 le Clarisse del Monastero di Santa Maria Donnaregina decisero di costruire una nuova Chiesa Barocca più consona al gusto del tempo. I lavori iniziarono nel primo quarto del secolo con la partecipazione dei più prestigiosi artisti del momento come F. Solimena e L. Giordano. Dal ‘600 ad oggi, 300 opere di grande prestigio e capolavori di famosi artisti come A. Falcone, L. Giordano, F. Solimena, M. Stanzione, M. Pino da Siena, A. Vaccaro, C. Mellin sono state installate all’interno del Museo dove talaltro si possono ammirare oggetti liturgici in oro e argento, antichi capolavori dell’artigianato campano come la Stauroteca di S. Leonzio e il Tesoro di S. Vincenzo. Dunque opere d’arte che illustrano temi più significativi della Fede Cristiana.

Un Museo sempre all’avanguardia che grazie alla riapertura nel 2007 che ha consegnato ai suo spettatori un luogo non solo religioso ma che con i suoi ampi spazi a disposizione permettevano la perfetta riuscita e l’organizzazione di eventi quali conferenze, meeting, concerti, presentazioni di pubblicazioni editoriali, seminari riservati in una location d’eccezione.
La location offre la possibilità di combinare perfettamente il momento d’incontro a quello culturale con la scoperta del percorso museale e della Chiesa seicentesca, monumento sconosciuto alla città stessa perché chiuso per molti anni per restauri. Questo dimostra come il Museo Diocesano largo Donnaregina di Napoli ha saputo svilupparsi alle esigenze e al cambiamento della sua città e del suo pubblico.

Operazione riuscita dunque; non a caso l’Unesco il 6 dicembre riconoscerà questo stesso museo un Monumento Messaggero di Pace.

Annamaria Gargani

Nelle foto, il Museo Diocesano

Pubblicato in partenariato con il portale napoletano Ilmondodisuk

P.S. Le Musée Diocésain de Naples est situé à l’intérieur de l’édifice religieux du XVIIème siècle de Donnaregina Nuova. L’église extrêmement précieuse représente un bijou sans pareil de l’Art baroque grâce à l’exceptionnelle richesse décorative de ses fresques, stucs, marbres, pièces d’or et d’argent.

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