Altritaliani

Benvenuti in paradiso

giovedì 18 novembre 2010 di Eleonora Puntillo

Tremila tonnellate di rifiuti sulle strade di Napoli, 115 camion compattatori che non possono svuotarsi, fermi su strade bloccate da rivolte popolari nei paesi vicini e divieti dei sindaci, dopo la scoperta che numerosi veleni dalle discariche sono finiti nelle acque sotterranee.

Napoli e la sua provincia occupano in Campania lo 0.8% del territorio ma in questa poca terra è concentrato il 70% della popolazione. Nella città non c’è spazio, fra poco sarà piena anche l’unica discarica cittadina nel quartiere Chiaiano, era un tempo una bellissima cava di tufo dismessa, vi erano previsti impianti sportivi, c’era un poligono di tiro della Polizia, a pochi metri c’è una immensa zona ospedaliera.Le altre province hanno territori semideserti rispetto alla spaventosa conurbazione costiera, e così anche altre regioni italiane, ma i rifiuti di Napoli non li vuole nessuno, mentre l’inceneritore che doveva divorare 1500 tonnellate al giorno riesce a smaltirne molto meno della metà.

Traduzione letterale: "Stavamo scarsi a immondizia!" (ferocemente ironica) Traduzione a senso: "Già ne avevamo poca d’immondizia!" (sempre ferocemente ironica)

È trascorso quasi un mese da quando l’ineffabile primo ministro Berlusconi assieme al capo (adesso ex) della Protezione Civile dichiarò che tutto sarebbe stato risolto entro tre giorni (proprio e soltanto 3!). Nel 2008 la riapertura (con presidio dell’Esercito!!!) di alcune discariche quasi esaurite e l’immagine del premier che allegramente impugnava la scopa in piazza del Plebiscito fecero vincere al suo partito le elezioni regionali; ora è il presidente berlusconiano della Regione a lasciare Napoli appestata per il sicuro effetto da ottenere nelle prossime elezioni comunali e forse anche nazionali.

I rifiuti sono in ottima compagnia, sulle strade e sui marciapiedi. Un recente studio sugli spazi di sosta ha rivelato che nella città sono disponibili circa 63mila posti auto fra pubblici e privati, ma coloro che si spostano in auto per raggiungere il lavoro in città sono oltre 328mila. Significa che ogni posto auto “legale” viene conteso da almeno 5 auto in media, ma con punte da capogiro: nella zona industriale c’è un solo posto ogni 241 automobili (ossia 53 posti per 12.788 lavoratori dipendenti dalle varie aziende)! Le auto in più vengono sistemate dai parcheggiatori abusivi, ricca categoria gestita dalla malavita.

A questo panorama s’è aggiunta l’invito del Governo nazionale ai giovani perché usino i mezzi pubblici. Ma bus e treni scompaiono quasi del tutto dopo le 21 a causa dei tagli alle spese statali e regionali. Sbagliato, nella grafia e nel significato, perfino lo slogan del manifesto “Attàccati al tram” che in napoletano significa “non c’è più niente da fare” se detto con gentilezza.
Se detto con ira, significa “vaffanculo”. Da rimandare quindi al mittente.

Eleonora Puntillo


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