Altritaliani

L’immondizia è tornata nelle capitali del sud.

mercoledì 23 giugno 2010 di Eleonora Puntillo

Napoli e Palermo di nuovo piene di rifiuti per alcuni giorni, poi ripulite, ma sempre in pericolo. Stavolta nessuno può prendersela con l’ex governatore della regione Campania Bassolino, né accusare la sinistra, e la questione non trova posto sulle prime pagine stampate né sui servizi televisivi, dove prima delle elezioni la “munnezza” tracimava dagli schermi fin dentro le case. Berlusconi armato di ramazza aveva annunciato al mondo che non c’erano più problemi – grazie a lui e al capo della Protezione Civile Bertolaso – e che neanche un solo sacchetto sarebbe mai più riapparso alla vista dei cittadini.

A Palermo torridamente flagellata dal puzzo infame dei cumuli di immondizia succede che l’unica discarica è all’esaurimento e ha pure provocato un lago sotterraneo di liquami che hanno inquinato la falda e stanno per arrivare al bel mare della famosa spiaggia di Mondello. Al progetto di realizzare nella stessa località una quinta vasca, e alla decisione di aumentare la tassa rifiuti, s’è scatenata la protesta: una parte della maggioranza ha votato contro insieme all’opposizione.

Assente il sindaco, si pensava fosse andato a Roma o dovunque potesse trovarsi la possibilità di fronteggiare ed evitare l’emergenza rifiuti. S’è poi scoperto che Diego Cammarata, sindaco del Partito della Libertà si era sentito libero di andare a seguire da vicino i Mondiali di calcio, in Sud Africa.

A Napoli il termovalorizzatore (che Berlusconi e Bertolaso avevano inaugurato con rito ripetuto un migliaio di volte sugli schermi televisivi) non riesce a smaltire che un terzo dei rifiuti del suo bacino e non se ne parla proprio di potervi di bruciare i molti milioni di tonnellate di “ecoballe” in attesa da anni nelle un tempo felici campagne del napoletano.

Adesso chi guarda dai finestrini degli aerei in atterraggio a Capodichino, può ammirare una serie di “ziggurat” altissimi larghissimi lunghissimi e potrebbe pensare d’essere al cospetto di tracce della civiltà azteca, se quelle piramidi non fossero avvolte in bianche e grigie fasciature di plastica.

La decisione governativa di togliere ai Comuni e consegnare alle Province (nel programma elettorale di Berlusconi venivano solennemente abolite a parole, e definite enti di spreco) l’intero settore comprendente la tassa e il servizio rifiuti, ha suscitato preoccupazioni e proteste (a Napoli lo sciopero e poi astensione dallo straordinario).

Non si sa in che modo la Provincia (dove il berlusconiano Cesaro ha vinto a man bassa proprio sull’onda della crisi-rifiuti) gestirà il personale dei Comuni; e i numerosi Comuni virtuosi, dove i netturbini puliscono bene le strade, si fa la differenziata, e lo smaltimento è corretto, non vogliono essere puniti con l’esproprio del servizio e dell’imposta.

Eleonora Puntillo


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