Altritaliani
Stampa italiana in Francia

Uscito il numero 6 di Focus In : Italia da Paura !

venerdì 16 aprile 2010

Catastrofi naturali, terremoti, tsunami, guerre, massacri, faide … grandi minacce che vengono ad aggiungersi alla più grande ed inevitabile paura dell’uomo: la morte. Paure razionali, come la morte (da cui la paura di prendere un aereo di cui ci parla Fortunato Tramuta) o legittime - come la paura di un futuro precario ed incerto come ci mostra il servizio sui giovani cervelli in fuga a cura di Matteo Pellegrinuzzi -, cui la gente trova rimedio attraverso la religione, la psicanalisi o quant’altro. Ma - ed questo è in gran parte il “focus” di questo numero - ci sono anche paure irrazionali, addirittura create di sana pianta da politica e media: la fine del mondo nel 2012, gli immigrati rissosi e sanguinari che ci descrivono i giornali e TV; la paura dell’invisibile, dei microbi che pensavamo debellati da decenni, nell’analisi di Franco Lombardi, o persino paura della nostra ombra, alias la nostra identità, quando, come scrive Ruggero De Pas, migliaia di francesi, molti di origine italiana, non riescono a rinnovare la loro carta di identità. E senza questo pezzo di carta non sono più nessuno, privati anche dell’ombra di cui magari avevano paura.

Paure e fobie si possono curare ci rassicura la psicanalista Cinzia Crosali nel suo articolo “Chi ha paura dell’uomo nero?” che, conclude: la vita “è un’avventura non esente da un pizzico di paura, ma […], senza questo piccolo e occasionale batticuore, la nostra avventura umana sarebbe altamente insipida e noiosa”.

Questo spiega in parte il successo della letteratura gialla, dei thriller, delle serie TV poliziesche, del noir e dell’interesse quasi morboso che provano milioni di telespettatori ai grandi misteri della cronaca, dall’omicidio di Garlasco alla strage di Erba, all’assassinio della giovane Meredith a Perugia. A che pro aggiungere paure a quelle più che reali della vita quotidiana anche nel tempo libero? si chiede la redazione. Per quel pizzico di batticuore che ci fa aumentare l’adrenalina, come dice la dottoressa Crosali? Perché in una società fatta di crimini impuniti e misteri irrisolti si avverte sempre di più il bisogno di scavare nella verità? O forse anche per esorcizzare o guarire le nostre paure inconsce con dosi omeopatiche di delitti in cui si sa per certo che il sangue è ketchup e che il colpevole verrà punito? E comunque con gesti e crimini che sono lontani da noi, rinchiusi in una scatola che possiamo spegnere in qualsiasi momento.

La cosa più terrificante però è quando le paure sono create ad hoc. Tanto per restare nel poliziesco viene spontaneo chiedersi: a chi giova il crimine? A chi sulla paura ci vive, economicamente (cf l’articolo di Luisa Pace “Paura, quanto ci costi?!”), politicamente o anche solo per l’immagine.

"All’alba del terzo millennio abbiamo le conoscenze e gli strumenti per prevedere le catastrofi, per curare (quasi) tutte le malattie, per gestire situazioni di “emergenza” come quelle di Napoli e di Rosarno che di “emergente” hanno solo il fatto che lo scandalo delle discariche abusive o delle condizioni di vita degli immigrati sono finite al telegiornale, e quindi finalmente esistono (anzi, hanno anche l’ombra). Forse sarebbe il caso di concentrare le forze sulla prevenzione e l’educazione civica, sulla giustizia sociale e la tolleranza, piuttosto che spendere miliardi a difendersi da tutte queste paure" conclude Patrizia Molteni nella sua introduzione al dossier.

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