Altritaliani
Quarant’anni dopo, torna nelle librerie

Istinto di Morte e Conoscenza, il volume fondamentale della teoria della nascita di Massimo Fagioli

Edizioni L’Asino d’oro
giovedì 15 aprile 2010 di Carlo Patrignani

Quarant’anni dopo, torna nelle librerie, con la nuova veste grafica delle edizioni ‘L’asino d’oro’ il volume fondamentale - ‘Istinto di Morte e Conoscenza’ - della teoria della nascita di Massimo Fagioli, lo psichiatra dell’Analisi Collettiva, sorta spontaneamente nel 1975 all’Università di Roma. Teoria della nascita che, mai rivisitata e corretta dal suo Autore, ha rivoluzionato l’approccio e lo studio della realtà psichica e quindi del ‘pensiero umano’ con la proposizione, mai ipotizzata prima, della sua ‘trasformazione’.

Esplicitata e definita con altri due volumi successivi ‘La Marionetta e il burattino’ del 1974 e ‘Teoria della nascita e castrazione umana’ del 1975, essa parla dell’origine e dello sviluppo della psiche umana, e per la prima volta di “fantasia di sparizione” e di “pulsione di annullamento”, scoperte originalissime dello psichiatra.

Saranno oggetto di tre presentazioni: il 16 aprile alla Libreria Feltrinelli di via Appia a Roma; il 30 aprile all’Aula Magna dell’Universita’ degli Studi di Firenze e il 15 maggio al Salone del Libro al Lingotto di Torino.

Tre libri, dunque, che fanno, nell’evoluzione continua di una ricerca sulla realtà umana iniziata negli anni Cinquanta, “l’identità” del loro Autore che nel 1980 in ‘Bambino, donna e trasformazione dell’uomo’, diede già un primo saggio del suo lavoro e del suo percorso che abbracciava non solo l’ambito strettamente psichiatrico, ma anche il mondo culturale e politico in cui si svolgeva e si andava definendo dominato dal marxismo e dal freudismo. Caratteristica questa mai smarrita, anzi pervicacemente inseguita e perseguita fino ai giorni nostri : lo studio, la comprensione e il confronto con la malattia mentale, con il pensiero alterato, perché la malattia mentale non è malattia dell’organo, il cervello, non potevano e non possono disinteressarsi e prescindere dall’assetto culturale e politico dominante.

1970-2010 : quarant’anni segnati da un immobilismo culturale e politico, dalla cristallizzazione imposta dal comunismo e dalla religione cattolica, da un convulso ripetere formulazioni (catto-comunismo e compromesso storico, liberazione degli istinti, esistenzialismo e ’68, razionalità e neo-liberismo, benessere e progresso) superficiali, includenti e prive dell’idea portante della teoria della nascita : la ‘trasformazione’ del pensiero. La rivoluzione della teoria della nascita affonda le sue radici allora nel ‘rifiuto’ continuo, costante delle due Chiese: il comunismo e la religione cattolica che impediscono qualsiasi cambiamento reale, liberazione o emancipazione della vita delle persone, e ancora di più qualsiasi ‘trasformazione’ del pensiero umano in quanto o formulano, il comunismo, la ‘non esistenza’ della psiche umana oppure la ritengono, la religione cattolica, ‘spirito’ o ‘anima’ o ancora come fa la Ragione, il Logos occidentale, ‘animalità’. Formulazioni che escludendo ‘a priori’ qualsiasi ipotesi di ‘ricerca’ quindi di comprensione non prendono neanche in considerazione la possibilità di una ‘cura’ e, peggio, di una ‘guarigione’ dalla malattia mentale. Il ‘rifiuto’ di un modello culturale e politico, il catto-comunismo, andava pero’ di passo con la considerazione di un modello alternativo, seppur minoritario, le cui solide gambe erano e sono l’‘a-comunismo’ e la ‘non-violenza’, l’ammirazione ieri per Riccardo Lombardi e Antonio Giolitti (“avevano visto la violenza nel comunismo”) e oggi per Marco Pannella e Emma Bonino, per tornare a congiugare assieme, in una prospettiva socialista e liberale, libertà e uguaglianza.

Il confronto, come lo stesso Autore ha raccontato nelle sue lezioni all’Università di Chieti, avvenne dunque in un contesto culturale e politico per nulla aperto, anzi bloccato sullo ‘status quo’ rafforzato da ‘non teorie’ sulla realta’ umana. “A sinistra e a destra c’erano due macigni mostruosi: da una parte c’era la psichiatria che si chiama organica […] per cui la psichiatria consisteva soltanto nel dire che il problema della mente è il consumo di glucosio […], dall’altra parte, quantitativamente meno diffusa ma forse piu’ velenosa ancora, una certa psicologia che non so dire se è derivata dalla filosofia”. Ossia Freud e il freudismo che “non seppe far altro, men che meno si occupo’ di malattia mentale, e si scopre che non si occupava delle malattie mentali perché era convinto che fossero organiche, cioè lesione del cervello, trauma cranico, ai limiti malattie neurologiche.

Ma allora la psicoanalisi che la faceva a fare? Non si sa. Ricerca sulla mente? Ma lui la parola ricerca non l’ha mai adoperata, perché aveva come principio fondamentale che la mente umana è divisa in due parti: coscienza e non coscienza. La non coscienza si chiamava Es ed era inconoscibile, unbewusst. Ricorreva al ricordo, alle libere associazioni…”.
Viceversa la teoria della nascita poggia sulla scoperta della ‘pulsione di annullamento’ che segna nettissimamente lo spartiacque tra un ‘non sapere’ spacciato dall’establishement culturale e politico come ‘sapere’ della realtà umana, e invece una sua ‘conoscenza’ profonda – “il sogno è un pensiero per immagini, un pensiero non cosciente la cui comprensione puo’ portare ad una ulteriore realizzazione dell’essere umano”, sostiene Fagioli – che ha l’ambizione forte di una ‘trasformazione’ del pensiero umano.

Carlo Patrignani


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