Altritaliani
Cultura e tradizione. In scena la Passione di Cristo.

Scatti di Passione a Gesualdo, in Alta Irpina : un concorso fotografico per commemorare la Passione

di Katiuscia Laila Vene
mercoledì 31 marzo 2010

La Città di Gesualdo apre le porte alla memoria storica e alla tradizione con una serie di eventi e manifestazioni legate alla ricorrenza del Venerdì Santo. Cultura e tradizione si fondono in un percorso artistico - religioso che coniuga la rappresentazione visuale a quella scenica.

Di particolare significato è da segnalare il concorso fotografico “Scatti di Passione” legato alla rappresentazione della Passione di Cristo che avrà luogo nel Comune irpino il giorno 2 aprile 2010.

La giornata si aprirà alle ore 10 con il concorso fotografico “Scatti di Passione” che mira alla valorizzazione del territorio mediante la riscoperta e re-interpretazione originale e personale delle tradizioni locali. Tale processo di recupero storico è stimolato attraverso la cultura visiva associata alla fotografia e a nuove forme di rappresentazione.

L’idea nasce dal “Forum dei Giovani di Gesualdo” ed è diventata realtà grazie al patrocinio dell’associazione Antrocom Onlus Campania, di AgoraVox e delle istituzioni locali.
Per partecipare al concorso è possibile scaricare il bando e il modulo di partecipazione dal sito www.campania.antrocom.org o recandosi allo stand allestito dall’associazione Antrocom Onlus Campania in occasione dell’evento. Il 1° classificato riceverà un premio in denaro di 100,00 euro e la pubblicazione della fotografia selezionata su locandine, manifesti e dèpliant della prossima manifestazione; al 2° classificato andrà un libro fotografico mentre al 3° classificato prodotti tipici. Le migliori fotografie presentate al concorso saranno comunque pubblicate sul sito di AgoraVox. Le foto potranno essere inviate fino al 30 aprile.

A sera (a partire dalle 21.30) lo straordinario percorso culturale e musicale che accompagna la rappresentazione della Passione di Cristo evocherà uno scenario di luci, effetti e recitazione vivente ben inserito nel contesto architettonico e urbanistico della città di Gesualdo con la Cappella del SS. Corpo di Cristo e il Castello. Le struggenti musiche di Morricone e i madrigali del principe musicista Carlo Gesualdo, che pure in quella terra dimorò e compose a cavallo tra il 1500 e il 1600, fanno da colonna sonora al mistero del Cristianesimo nel suo momento più doloroso e allo stesso tempo più alto, la salita al Calvario e il sacrificio della Croce. Il parallelismo tra il drammatico mistero del Cristianesimo e l’esperienza di Carlo Gesualdo, la cui anima visse il tormento, l’inquietudine e l’espiazione dell’uxoricidio di Maria D’Avalos, si snoda nell’incanto suggestivo e emozionante dei luoghi percorsi, fino alla vittoria di Cristo e al prevalere della misericordia di Dio.

L’evento della Passione di Cristo di Gesualdo è immaginato e realizzato inscenando la condanna e morte di Cristo, esattamente in quei luoghi ristrutturati ed edificati dai Caracciolo, Gesualdo e Ludovisi alternativamente succedutisi nella signoria del territorio. La rappresentazione parte dalla chiesa di S. Nicola che simboleggia i luoghi del Sinedrio e del palazzo di Erode, con Gesù condotto in catene alla Cappella Del SS. Corpo di Cristo che, per l’occasione, ospita il Pretorio e Pilato, al quale cospetto Gesù, trascinatovi dai "sacerdoti" e da Caifa, viene accusato, processato, flagellato e condannato a morte. Da qui si diparte la "Via Crucis" secondo gli schemi tradizionali del teatrino medioevale, che si arrampica per le vie che conducono al castello abbarbicandosi sui primi bastioni. Nei vicoli del centro storico verranno rappresentate le tre cadute accompagnate dalla “Veronica” che asciuga il viso a Gesù ed il Cireneo che porterà la croce fino al Golgota. Il Castello diventa il Calvario della Crocifissione, dove ha luogo l’incontro con la Madonna, la deposizione, “la Pietà” e la resurrezione, nell’incanto emozionante e suggestivo dei luoghi percorsi da spiriti turbati e agitati, in quei luoghi dove anche l’anima di don Carlo Gesualdo visse la sua espiazione, il suo più personale tormento. Il principe dei musici ha composto “Le musiche delle tenebre” propri del periodo di Passione e della Settimana Santa, musiche che faranno da colonna sonora alla rappresentazione.

Si prospetta uno scenario suggestivo che ci permette di con-dividere la storia e le passioni di queste terre che, ci potranno essere restituite dagli scatti degli amatori.

Katiuscia Laila Vene


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