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Andrea Carpita

Sette piccoli alberi sulla cima di un monte appeso alle nuvole
domenica 18 aprile 2010 di Barbara Musetti

Andrea Carpita è nato a La Spezia nel 1988. Frequenta il corso di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, sotto la direzione di Omar Galliani e Fabio Sciortino.
Andrea Carpita est né à La Spezia en 1988. Il fréquente le cours de peinture d’Omar Galliani et Fabio Sciortino à l’Académie des Beaux-Arts de Carrare (Italie).

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Esposizioni

2009- Arte aperta Mascardate, Sarzana (La Spezia)
2008- Malaspinarte: mostra collettiva, Castello Malaspina, Massa
2008- Arte fiera, Reggio Emilia (padiglione Accademia di Belle Arti di Carrara)
2006- Torano notte e giorno. Estemporanea di pittura, Carrara

Sette piccoli alberi sulla cima di un monte appeso alle nuvole

Sembra un haiku giapponese il titolo di questa serie di dipinti, opera del pittore Andrea Carpita.

La giovane età non deve ingannare.
C’è già una grande maturità pittorica nell’opera di Carpita, classe 1988, che sfida l’osservatore all’esercizio tentante ma spesso ingannatore della ricerca della fonte d’ispirazione. C’è qualche cosa al contempo di antico e contemporaneo in queste tavole. L’universo di Carpita è fatto di un microcosmo di piccoli personaggi – guerrieri, mostri, esseri fantastici – figurine bidimensionali, raffigurate attraverso un tratto essenziale ma corposo, ottenuto attraverso una pasta di colori ad olio, integrati talvolta dall’acquerello o dai pastelli, che scivola su un supporto di carta incollata su tavola praparata con gesso e colla. L’effetto materico è garantito. Confrontate ad uno sfondo quasi inesistente, queste immagini sembrano galleggiare nello spazio, assumendo rapidamente lo statuto di icona, di simbolo. La pennellata sporca (talvolta corrosa dall’acquaragia), densa, non ha paura di flirtare con l’antigrazioso, a volte disturbante, che ha fatto spesso accostare il suo lavoro al linguaggio della bad painting newyorkese, e di Basquiat in particolare. Forse. Ma l’assomiglianza è solo di superficie. Il nutrimento iconografico di Carpita viene da molto più lontano. Appassionato di cultura giapponese, le silhouette bidimensionali dell’artista, trovano un sustrato nelle xilographie ukiyo-e (« immagini del mondo fluttuante »), una tecnica grafica sviluppatasi a Edo (oggi Tokyo), Osaka, Kyoto, a partire dal XVII secolo, , raffigurante una realtà a parte, quella della cultura giovane e impetuosa del tempo. Quale miglior medium per un giovane pittore ventenne? Ma ancora una volta c’è di più. Carpita imbastisce i suoi personaggi con un filo poetico del tutto personale: una natura inattesa e insospettata che affiora là dove meno te lo aspetti: rami d’albero che diventano mani, piedi, un ramo di ciliego sulla testa di un samurai, un bonsai ai piedi di un guerriero....eppure ogni cosa sembra ritrovare un ruolo un tempo vissuto, tutto ritrova una sorpendente normalità....come quella di sette piccoli alberi sulla cima di un monte appeso alle nuvole.

Barbara Musetti

http://www.flickr.com/photos/andreacarpita/


Portfolio

Sette piccoli alberi sulla cima di un monte appeso alle nuvole
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