Altritaliani
Per meglio chiarire l’allarme del CSM sui rischi per la democrazia in Italia.

In Italia la democrazia è in decomposizione, di Vincenzo M. Siniscalchi

lunedì 22 marzo 2010

Da noi interpellato interviene Vincenzo Maria Siniscalchi tra i più noti avvocati d’Italia e membro del Consiglio Superiore della Magistratura, che precisa il suo punto di vista sull’attuale conflitto istituzionale tra governo e magistratura che spesso non tiene immune nemmeno il capo dello Stato. "Sostenere che la volontà popolare legittima Berlusconi è una solenne sciocchezza.” Ecco il suo commento.

In Italia negli ultimi anni si è progressivamente prodotto uno scadimento di alcune regole fondamentali della democrazia. Questo scadimento si collega all’attacco reiterato e pesante che il “premier” e la sua maggioranza hanno prodotto sempre contro i magistrati e contro la giurisdizione, cardine di uno stato di diritto. La grande anomalia sta nel fatto che non si tratta di un dibattito democratico sul sistema giustizia nel nostro paese, ma di una vera e propria lotta contro l’applicazione delle leggi perché proprio il “premier” (in capo al quale vi sono numerosi processi penali che risalgono alle sue vicende imprenditoriali) mettendo in campo la forza della sua maggioranza, svolge una continua e pesante azione di sabotaggio contro l’attività giurisdizionale.

Ovvio che tutto questo non ha nulla a che vedere con le riforme della giustizia che non vengono mai varate così contribuendo alla impossibilità di una gestione ragionevole dei processi penali, civili e amministrativi. Intimamente connessa a questa grave anomalia che contrasta il principio fondamentale dell’ autonomia dell’ordinamento giudiziario e del controllo di legalità che è funzione insopprimibile del giudice vi è un’ altra rilevante situazione di criticità che riguarda il funzionamento delle Assemblee parlamentari. Anche in questo campo il “premier”, capo della maggioranza, mette in campo un metodo che contiene un pericolo per le istituzioni democratiche.

Il metodo è quello della tendenza ad usare in forma autoritaria la maggioranza. Il Parlamento è praticamente subordinato ai “voti di fiducia” sulle leggi (a partire da quelle incostituzionali, ad personam) sicché ogni dibattito è bloccato e la semplice “democrazia numerica” prevale sulla razionalità, sull’approfondimento legislativo. La Corte Costituzionale interviene quando può ma, se dissente, viene dileggiata (da ultimo sul lodo Alfano).

Il “premier” sostiene che è la “volontà popolare” che legittima lui e la sua maggioranza sicché anche il garante della Costituzione, il Capo dello Stato, deve uniformarsi a quella volontà. E’ una sciocchezza connotata di autoritarismo. Il “premier” non è stato eletto dal popolo. Il nostro non è un sistema plebiscitario né presidenziale.

Il potere esecutivo deve contemperarsi con il potere legislativo e con quello giudiziario altrimenti entra in crisi l’intero assetto democratico. Siamo in una fase avanzata di “decomposizione strutturale” del sistema che certamente altera l’equilibrio di poteri.

Vincenzo M Siniscalchi

del Consiglio Superiore di Magistratura

(nelle foto Vincenzo M. Siniscalchi e Silvio Berlusconi)


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