Altritaliani
ENSA Bourges. Galerie la Box. Jusqu’au samedi 20 février 2010.

Les artistes italiens au service de la propagande fasciste. Les dons d’œuvres italiennes aux musées français (1932-1936)

Di Lucia Piccioni
mercoledì 17 febbraio 2010

La Galleria Box dell’Ecole des Beaux-Arts di Bourges presenta fino al 20 febbraio la mostra intitolata « Gli artisti italiani al servizio della propaganda fascista. Le donazioni delle opere italiane ai musei francesi (1932-1936) ». Catherine Fraixe, professore di storia dell’arte dell’ENS di Bourges é la curatrice dell’esposizione le cui basi teoriche sono il risultato delle sue ricerche di dottorato sulla storia e sull’arte dell’Europa degli anni ‘30. La mostra é organizzata principalmente intorno al nucleo delle opere degli artisti italiani che vivevano a Parigi come Filippo de Pisis, Severini e Mario Tozzi, conosciuti come Les Italiens de Paris ; sono poi presenti anche alcuni quadri del gruppo milanese Novecento italiano e due opere del Secondo Futurismo.

L’esposizione ha un duplice interesse in quanto mette in luce il ruolo riservato all’arte nell’azione di propaganda che il regime fascista esercitó verso la Francia tra la fine degli anni ‘20 e la prima metà degli anni ‘30 e riassume il complesso panorama artistico italiano del periodo. Le opere esposte in mostra si trovano in alcuni musei di Parigi e di Grenoble già dagli anni trenta del Novecento, in seguito alle donazioni dei mecenati e collezionisti italiani Frua de Angeli, il Conte Emanuele Sarmiento e il senatore Borletti. Queste donazioni sono il risultato di intense relazioni culturali e diplomatiche tra la Francia e l’Italia nel momento in cui il regime fascista si apre alla politica estera. Mussolini, dopo aver consolidato il potere interno, dal 1929 decise di dirigere le sue azioni di propaganda verso la Francia, facendosi promotore dell’idea di un’Europa latina e mediterranea di cui il fascismo si proclamava il legittimo fondatore. L’avvicinamento franco-italiano culminò nel 1935 nella firma del Patto tra il Ministro degli Esteri francesi Laval e Mussolini.

L’allestimento dello spazio porta un’attenzione particolare alla storia : alcune citazioni, tratte dai cataloghi delle esposizioni dell’epoca, sono stampate al suolo per permettere al visitatore di prendere una distanza fisica e concettuale davanti alle immagini, mentre un dispositivo sonoro ripercorre le tappe fondamentali dei rapporti artistici e diplomatici italo-francesi. Non si tratta di semplici elementi di decoro ma di una presa di posizione metodologica destinata a contestualizzare storicamente le immagini per comprenderne il messaggio politico. Davanti al mare di Carlo Carrà, Solitudine di Mario Tozzi, il Granchio di Filippo de Pisis o ancora il Grande X della futurista Benedetta non sono quadri che raffigurano esplicitamente la retorica fascista. Per capire il legame di queste opere con la nozione di propaganda che dà il titolo all’esposizione, si deve fare riferimento al contesto politico incentrato sull’idea di un’Europa latina. I testi critici che accompagnavano le molteplici esposizioni del gruppo degli Italiens de Paris - scritti principalmente dal pittore Mario Tozzi, fondatore del gruppo, da Antonio Maraini, Segretario della Biennale di Venezia, da Cipriano Efisio Oppo, Segretario del Sindacato Nazionale degi Artisti e dal critico francese Waldemar George - ci permettono di capire che la celebrazione degli Italiani di Parigi come difensori della latinità e della mediterraneità non é senza rapporti con il contesto politico contemporaneo. L’arte degli Italiens de Paris doveva incarnare i valori dell’italianità, della latinità e della mediterranità come ancore di salvezza nella decadenza dell’arte moderna, in vista di una Europa riunita sotto i valori fascisti della latinità. In questo contesto, la Francia definita « sorella latina » era chiamata a ritrovare le comuni radici di una scuola « pro-latina » di cui l’arte della nuova era fascista avrebbe dovuto essere l’iniziatrice.

Lucia Piccioni

Pour accéder au site de l’Ecole nationale supérieure d’art de Bourges et en savoir plus.


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