Altritaliani

Si è spenta Aida Ribero, da oltre 50 anni in difesa delle donne

sabato 25 novembre 2017 di Carla Cristofoli

Si è spenta Aida Ribero, da oltre 50 anni protagonista delle battaglie per i diritti delle donne. Non è forse un caso che i funerali di Aida Ribero si terranno proprio il 25 novembre, la giornata dedicata alle manifestazioni contro la violenza alle donne. Un segno del destino che suggella un’intera vita dedicata alla lotta in difesa delle donne.

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La relazione e l’affidamento è un dato costitutivo del modo di procedere nel mondo delle donne: una forza che, per ciò che mi riguarda, mi autorizza a pensare, progettare, realizzare.

Così scriveva Aida Ribero, che si è spenta a Torino all’età di 82 anni, dopo una lunga malattia che non le ha mai impedito di continuare a impegnarsi a favore delle donne.

Docente, giornalista, saggista ha partecipato negli anni Sessanta alle lotte per i diritti civili e negli anni Settanta ha fatto parte dei primi gruppi di autocoscienza ispirati al pensiero di Carla Lonzi.

Ha collaborato a La Stampa, La Repubblica, Noi Donne. Ha partecipato al Coordinamento Giornaliste del Piemonte, alla Casa delle Donne di Torino, al Gruppo di studio del Concorso Lingua Madre. Ha concorso a fondare il Coordinamento contro la Violenza, ha fondato il Telefono Rosa di Torino e il Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile di cui è stata presidente per otto anni e quindi anima ispiratrice di fini e di metodi. Proprio qui ha dato vita a tanti incontri, laboratori, convegni, progetti, prima fra tutte la collana "Donne del Piemonte" (Seb27) dedicata alla storia e all’attività culturale, sociale, artistica e sportiva delle donne nella regione.

Altrettanto importante la sua produzione saggistica.
A lei si deve la prima preziosa ricostruzione del femminismo degli anni Settanta con il volume "Una questione di libertà" (Rosemberg & Sellier, 1999), un quadro complessivo e unitario dove le immagini delle differenti correnti e posizioni all’interno del movimento trovano spazio e danno luogo a una sintesi inedita.
Tra i suoi libri più noti, anche "Glossario. Lessico della differenza" (CRPO, 2007), "Procreare la vita, filosofare la morte. Maternità e femminismo" (Il Poligrafo, 2011). Profondo e suggestivo insieme di scrittura e immagini sono poi state le splendide mostre "Con forza e intelligenza" e "Dall’uguaglianza alla differenza", dedicate al movimento femminile in Italia; così come "Il corpo imprigionato" sulle costrizioni e le violenze inferte alle donne nelle diverse epoche storiche, culture e paesi.

Da non dimenticare l’impegno politico a fianco del compagno Pietro Chiodi, celebre filoso e partigiano (nel libro "Il partigiano Johnny", Beppe Fenoglio si ispirò proprio a Chiodi per tratteggiare la figura del patriota Monti), e il lavoro svolto – dopo la sua morte prematura – per la divulgazione dell’opera di Chiodi su Heidegger e della sua figura di militante antifascista.

Nei libri di Aida Ribero, come lei stessa spiegava, si può leggere in controluce anche il percorso di una donna cresciuta nella profonda provincia piemontese (la famiglia era originaria di Caraglio) che grazie all’impegno politico (nel PCI, che lasciò dopo i fatti d’Ungheria) è sfuggita ad un ambiente ristretto, un po’ bigotto, privo di slanci ideali e che poi ha realizzato la sua autentica vocazione attraverso il femminismo, lottando per l’emancipazione, ma soprattutto la liberazione della donna.

Profondo il suo desiderio di comunicare questa esperienza alle nuove generazioni. “Temo la smemoratezza – scriveva Aida – e voglio che le mie figlie e le loro amiche sappiano perché e per chi sono così diverse dalle loro madri.”

Grazie Aida!

Articolo estratto dal sito "Concorso Lingua Madre", con il quale Aida Ribero collaborava.

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Il Concorso letterario nazionale "Lingua Madre", ideato da Daniela Finocchi, giornalista da sempre interessata ai temi inerenti il pensiero femminile, nasce nel 2005 e trova subito l’approvazione e il sostegno della Regione Piemonte e del Salone Internazionale del Libro di Torino. Dopo l’avvio nell’ambito del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile, diventa progetto permanente della Regione Piemonte.
Il Concorso è il primo ad essere espressamente dedicato alle donne straniere – anche di seconda o terza generazione – residenti in Italia che, utilizzando la nuova lingua d’arrivo (cioè l’italiano), vogliono approfondire il rapporto fra identità, radici e mondo “altro”.
Una sezione speciale è riservata alle donne italiane che vogliano raccontare storie di donne straniere che hanno conosciuto, amato, incontrato e che hanno saputo trasmettere loro “altre” identità. Il concorso letterario vuole essere un’opportunità per dar voce a chi abitualmente non ce l’ha, cioè gli stranieri, in particolare le donne che nel dramma dell’emigrazione/immigrazione sono discriminate due volte. Un’opportunità di incontro e confronto, perché il bando non solo ammette ma incoraggia la collaborazione fra le donne straniere e italiane nel caso l’uso della lingua italiana scritta presenti delle difficoltà. Tutto questo nello spirito della valorizzazione dell’intreccio culturale che è prima di tutto intreccio relazionale: assistenza non è affatto perdita sul piano identitario, al contrario è proprio nella relazione che l’identità si afferma in modo positivo e non preclusivo. Nel rispetto della differenza e delle differenze, dove il singolare sta a significare la differenza di genere, altro fondamentale presupposto che caratterizza il progetto.

Per approfondire : Concorso Lingua Madre.


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