Altritaliani

La brutta politica addormentata nel bosco.

lunedì 11 gennaio 2010 di Veleno

Io lo sapevo, sapevo che se Bersani avesse vinto le primarie del PD, la politica si sarebbe definitivamente addormentata.

Così è stato.

Il popolo contribuente (due euro a voto) aveva partecipato alle primarie dimostrando di esserci, reclamando la volontà di partecipare e di non essere limitato più al ruolo di spettatore. Grandi speranze ed un brusco risveglio rappresentato dalle manovre “inciuciste” del solito D’Alema e soprattutto da quanto sta avvenendo per le prossime regionali di Marzo. Quello che avviene è la riprova che l’opposizione non esiste più.

Francamente non credo che alla politica basti “l’urlatore” Di Pietro, ne che siano sufficienti operazioni estemporanee, valide, ma non “cavalcate” da chi la politica dovrebbe dirigerla raccogliendo gli impulsi che arrivano dal paese reale, penso al “Popolo Viola” che chiede le dimissioni di Berlusconi. Anche a destra si vede che la politica dorme, malgrado Fini faccia di tutto per risvegliarla dal suo coma profondo, scuotendola ed agitandola con i suoi interventi saggi che in questo contesto, finiscono per apparire addirittura provocatori. Berlusconi è un potente imprenditore, un grande comunicatore, ma non è certo un politico, non ha il senso dello Stato, e se tutta la destra si prostra al “pensiero” di Berlusconi, il coma diverrà irreversibile.

Le regionali sono la cartina di torna sole di quanto il vostro Veleno sostiene. Vediamo il partito di governo PDL e il suo alleato Lega Nord. Nello scambio di favori tra le leadership dei due partiti è stato sacrificato il governatore Galan della Regione Veneto, lo stesso sarà ripagato con un ministero, e la regione passa sotto una presidenza leghista, come il Piemonte dove il candidato imposto nella trattativa tra i vertici politici, sarà sempre la lega.

Tutto ciò per garantire a livello nazionale il sostegno leghista a quelle leggi ad personam che permetteranno all’attuale premier di sfuggire alla sue responsabilità penali (si vede che dagli anni novanta la Lega è cambiata). E i veneti che avevano fiducia in Galan? e che ancora oggi in massa lo sostengono? Contano meno del due di bastoni in una partita di scopa.

Vediamo l’opposizione. Urge, a loro dire, l’alleanza con la UDC di Casini per arginare la più che probabile debacle di Marzo. Allora cosa si fa? Si prende la regione Puglia, che ha un governatore Vendola, gay dichiarato (lo dico perché in una regione del sud sarebbe stato facile luogo comune pensare che uno così non era proponibile, e invece, i pugliesi si dimostrarono più intelligenti dei loro sottovalutatori, eleggendolo), che ha rotto gli schemi della vecchia politica, che è stato capace di grandi innovazioni, sul piano energetico (eolico, solare), che ha sostenuto la scuola in un periodo in cui l’attuale governo ne riduce le risorse, che ha prodotto in proporzioni più richezza della regione Lombardia, che nella tempesta dello scandalo sulla sanità, non ha esitato ad estromettere assessori, compiendo un repulisti ben raro nel nostro Paese.

E’, infatti, sostenutissimo dai pugliesi, ma…. non è gradito all’UDC di Casini e allora va sacrificato. Via Vendola, che era divenuto governatore, dopo una serrata primaria, e largo a Boccia, colui che quelle primarie le perse. E i pugliesi? Evidentemente, contano come i veneti. Ancora peggio in Calabria, l’amministrazione più inquisita d’Italia per le sue collusioni con la ‘Ndrangheta. Pare sarà riconfermato come candidato l’attuale governatore Agazio Loriero del Partito Democratico, mentre i suoi “fedelissimi”, spesso collusi con la mafia locale si affrettano a lasciare la barca che affonda per passare con i loro carichi di voti (voti mafiosi sia chiaro) al PDL di Berlusconi (circostanza denunciata dall’On. Napolitano, Presidente commissione antimafia del PDL stesso).

Infatti, i facili sondaggi della ‘ndrangheta dicono che il PDL conquisterà la regione Calabria e si sa la mafia va sempre con i vincenti. E i calabresi? E i loro giovani che sfidarono la mafia uscendo in strada con gli striscioni con su scritto “Ora uccideteci tutti”? Evidentemente, contano come i pugliesi.

Allora una domanda: E’ questa la nuova stagione del PD? Caro Bersani? E’ questa la politica che vogliono i cittadini? Caro Berlusconi? A forza di pensare solo ai numeri e alle addizioni di voti e schieramenti, a forza di pensare solo all’emergenza e ai propri interessi di casta e di Potere, la politica sta finendo di conoscere ed interpretare la realtà. Gli attuali politici vivono in un mondo di fate, ingolositi solo dai propri tornaconti personali e di lobby. Bisognerebbe praticare quel termine “neopolitichese” che è la discontinuità.

Non cesserò mai di ripeterlo: “La politica è anche e soprattutto metodo!” Se tutti praticano lo stesso metodo, allora quale è la differenza?

VELENO


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