Altritaliani

Festival ed incontri. Laurent Gaudé esplora il tema della sconfitta.

martedì 3 ottobre 2017 di Carmelina Sicari

Chissà quanti di noi come me hanno sognato di vivere nella Repubblica dei filosofi o nella Città del sole di Campanella sempre retta dai filosofi.
Ma un Festival di filosofia, come quello di Modena che si è tenuto dal 15 al 17 settembre, è come una città dei filosofi e una repubblica pur provvisoria e precaria ma intensa, fitta di incontri, meritevole di attenzione e passione.
Certo non si puo’ neppure tentare una cronaca, solo sottolineature.

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Piazza Grande, Modena, Festival di Filosofia

Anche se adesso Zygmunt Bauman, il teorico della società liquida, non c’è più e la sua formula fortunata sembra ormai superata ed anche se Giogio Agamben, il teorico del rapporto tra filosofia e poesia, non è tra i relatori ufficiali a Modena, certo è un’emozione incontrarvi Remo Bodei che ha posto l’inizio della filosofia, la sua nascita emblematicamente coincidente con la morte di Socrate, Massimo Cacciari che ha esplorato le icone della legge e le radici vaganti dell’ebraismo, Marc Augé, il teorico dell’utopia necessaria.
Il programma è particolarmente intenso.

Le sedi di Sassuolo e Carpi, simultaneamente a Modena, hanno ospitato eventi straordinari come l’artigianato con Rose di pietra e di seta, autori come Massimo Recalcati, Carlo Sini, Emanuele Severino..la Vegetti Finzi.
I temi riguardano due grandi settori, la lezione dei classici e le arti e spesso i due temi nelle lezioni magistrali si sono intrecciati a contemplare l’approccio alla poesia di Aristotele, il concetto della tecnica e della lingua in Galilei.

Incontri, incontri. Cosa darei perchè si protraessero.

Laurent Gaudé

Ma c’è un altro incontro all’interno del Festival della Letteratura svoltosi a Mantova dal 5 al 10 settembre, che mi sembra particolarmente interessante, quello con uno scrittore e drammaturgo francese, Laurent Gaudé, l’autore de Gli Scorta (2004) che vinse il premio Goncourt, de La porta degli Inferi (2008), autore anche del romanzo Ascoltate le nostre sconfitte (2016).

A Mantova, Laurent Gaudé parla di Epica contemporanea. Ma stranamente non di vittorie bensi’ di sconfitte. La vittoria, dice, è fonte di grandi incertezze. Di guasti dunque. La sconfitta invece genera davvero un rinascimento.

Mi viene in mente un antico detto: La vittoria è un punto, la sconfitta un continente.
Mi viene in mente la conclusione del carme Dei sepolcri di Foscolo in cui accanto ai vincitori, significativamente, è collocato lo sconfitto Ettore: “e tu onor di pianto, Ettore, avrai.”

Laurent Gaudé, uno scrittore e non un filosofo ma anche uno che si riappropria delle parole e gli dà vigore, forza, magia. Uno che fa rinascere la storia, che la vede in continuità col presente, che non arretra di fronte ad una Europa tutta nuova, meticcia.

Nel suo romanzo “Ascoltate le nostre sconfitte”, gli eroi delle grandi battaglie appaiono in conclusione vinti. E la storia che non insegna più niente, ci comunica l’idea che solo la sconfitta puo’ insegnare, è una grande maestra.

Gli eroi sono scomparsi, l’epica si coniuga col il suo contrario. Il paradosso consiste dunque nel fatto che la storia risorge. Ma non nella vittoria. La parola magica che canta è sconfitta perchè la vita quotidiana si intesse di sconfitte e dunque essa, la sconfitta, è vera.

Laurent Gaudé oltre che al tema della sconfitta si è dedicato all’importanza del Mediterraneo di stringente attualità.

Il Festival della Letteratura con la partecipazione di tanti importanti scrittori italiani e stranieri, tra cui Melania Mazzucco, autrice del recente "Io sono con te. Storia di Brigitte" (2016) e di Paolo Cognetti, premio Strega per il 2017 con Le otto montagne, e la presenza della statunitense Elisabeth Strout, del libico premio Pulitzer, Hisham Matar con Il ritorno ha avuto anche una sezione dedicata alle bambine ed alla letteratura infantile.

I filosofi discettano sul destino e sul futuro ma gli scrittori individuano le parole dell’energia, la parola che canta appunto, parla all’anima e ci insegna lo spirito della danza di cui oggi abbiamo un estremo bisogno.

Carmelina Sicari


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