Altritaliani
Mostra del Cinema di Venezia.

Venezia 74: Presentazione tra storia e cronaca.

mercoledì 30 agosto 2017 di Andrea Curcione

Un po’ di storia e di cronaca per ben prepararci alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia che apre oggi. Un itinerario anche per capire e conoscere quelli che saranno i protagonisti del festival e quali i film che arricchiranno la nuova stagione cinematografica che si sta aprendo dopo questa lunga estate.

Nel 1937, alla quinta edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si svolse al Lido sulla terrazza dell’hotel Excelsior dal 10 agosto al 3 settembre, la giuria presieduta del conte Giuseppe Volpi di Misurata, e tra i membri Luigi Chiarini, Sandro De Feo, Luigi Freddi, premiarono con la Coppa delle Nazioni per il miglior film “in prima mondiale” la pellicola “La grande imperatrice” di Herbert Wilcox un film inglese in costume con l’attrice Anna Neagle nei panni della Regina Vittoria. La Coppa Mussolini (erano gli anni del fascismo promotore della cultura) andò al film italiano di Carmine Gallone “Scipione l’Africano”, un “peplum” enfatico sulle gesta del condottiero romano, interpretato da Annibale Ninchi che combatté contro i cartaginesi. Le musiche originali erano del Maestro Ildebrando Pizzetti. Nel cast faceva il suo esordio come comparsa, confuso tra attori importanti quali, Fosco Giachetti, Camillo Pilotto, Isa Miranda, Memo Benassi, anche un diciassettenne Alberto Sordi. Come miglior film straniero si distinse il francese “Carnet da ballo” di Julien Duvivier. Il premio per la migliore regia fu assegnato a Zoltàn Korda e Robert J. Flaherty per “La danza degli elefanti” un altro film britannico, basato su un racconto di Rudyard Kipling. La coppa Volpi per la miglior attrice andò a una giovane Bette Davis che quell’anno interpretò ben due film americani portati alla Mostra (“Le cinque schiave” di Lloyd Bacon, “L’uomo di bronzo” di Michael Curtiz). Ma soprattutto fu presentata in concorso al Lido una pellicola francese che ottenne un riconoscimento marginale - il premio per il miglior complesso artistico - ma che in seguito rimarrà nella Storia del Cinema come un chiaro esempio di manifesto antibellico: “La grande illusione” di Jean Renoir. Con la sceneggiatura del belga Charles Spaak (il padre dell’attrice Catherine) e dello stesso regista, il film, ambientato durante la Prima Guerra Mondiale tra i prigionieri francesi in un campo di detenzione tedesco, aveva tra gli interpreti principali Jean Gabin, Pierre Fresnay ed Erich von Stroheim.

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Alberto Barbera, direttore della Mosta del Cinema.

Ottant’anni dopo, la Mostra del Cinema di Venezia è cambiata come la sua città, ma non nel suo spirito. I presidenti della Biennale che si sono avvicendati nel corso degli anni hanno nominato altrettanti direttori della Mostra che hanno cercato, con le loro scelte, di cogliere l’aria dei cambiamenti e delle tendenze del Mondo attuale attraverso lo sguardo di registi esordienti con le loro pellicole provenienti dai cinque continenti. E le giurie internazionali, varie e più o meno prestigiose dal punto di vista culturale, hanno premiato le opere in concorso secondo il loro giudizio più meritevoli, disattendendo talvolta il gradimento della critica e del pubblico.

Dal 2012 il direttore della Mostra è Alberto Barbera (tornato alla conduzione dopo il triennio 1999-2001) designato dal presidente della Biennale Paolo Baratta per coordinare la squadra che allestisce a porta al Lido il meglio della cinematografia mondiale. La macchina organizzativa della 74. edizione del 2017 che si svolgerà dal 30 agosto al 9 settembre è al lavoro da mesi. Nel manifesto della rassegna, in uno sfondo blu si nota la forma stilizzata in abito scuro e Borsalino del ballerino Gene Kelly in un grande classico del cinema da lui interpretato: “Cantando sotto la pioggia”, diretto da Stanley Donen nel 1952. Il manifesto è stato realizzato dallo studio Designworks, fondato a Udine nel 2002 dall’art director Artemio Croatto. Nel 2014 lo studio ha anche vinto il Compasso d’oro. Ed è pronto anche il promo, realizzato dalla Rai per l’occasione, che verrà messo in onda sulle varie reti e sarà la sigla di apertura e chiusura del Festival. Si vede un anziano artigiano all’interno di uno squero che affida una misteriosa scatola rossa a un giovane gondoliere. Questi inizia una navigazione onirica per i canali di Venezia, dove l’acqua è un cielo stellato. Al termine la misteriosa scatola rossa si aprirà e svelerà il suo magico contenuto.

Le sezioni principali della Mostra di quest’anno sono: Concorso, Fuori Concorso, Documentari, Eventi Speciali, Orizzonti, Cinema nel Giardino. Le sezioni autonome e parallele invece sono quelle dove si presentano le pellicole in Concorso per la Settimana della Critica, gli Eventi speciali fuori concorso, in Concorso per le Giornate degli Autori, Women’s Tales (due corti di registe donne), Eventi Speciali, Proiezioni Speciali e Venezia Classici.

Quest’anno a far parte della Giuria della Selezione Ufficiale sono stati invitati: L’attrice statunitense Annette Benning (quattro nominations agli Oscar) sarà la Presidente; gli altri membri sono l’attrice e sceneggiatrice ungherese Ildikó Enyedi, il regista e produttore messicano Michel Franco, l’attrice inglese Rebecca Hall, l’attrice francese Anna Mouglalis, il critico cinematografico anglo-australiano David Stratton, l’attrice italiana Jasmine Trinca, il regista e sceneggiatore inglese Edgar Wright e il regista produttore taiwanese Yonfan. La neopresidente Benning, moglie del celebre attore Warren Beatty, si è detta entusiasta e impaziente di lavorare per Venezia.

Nella Giuria della sezione Orizzonti, il concorso internazionale dedicato a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche ed espressive, vi fanno parte: Il regista, sceneggiatore e scrittore italiano Gianni Amelio in veste di Presidente; la regista iraniana Rakhshan Bani-Etamad, la regista statunitense Ami Canaan Mann, il regista e sceneggiatore scozzese Mark Cousins, lo sceneggiatore, architetto e curatore artistico argentino Andrés Duprat, la regista e sceneggiatrice belga Fien Troch, la regista e sceneggiatrice francese Rebecca Zlotowski.

I membri della Giuria del “Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis” sono: Il regista e sceneggiatore francese Benoȋt Jacquot, come Presidente; il critico e professore cinematografico inglese Geoff Andrew, il produttore cinematografico di Hong Kong Albert Lee, l’attrice italiana Greta Scarano, il regista greco Yorgo Zois.

Vi sarà anche una Giuria per una innovativa sezione dedicata alla Realtà Virtuale, la “Venice Virtual Reality” alla quale sono stati chiamati a farne parte il regista statunitense John Landis (Presidente); la regista e sceneggiatrice francese Céline Sciamma e l’attore e regista italiano Ricky Tognazzi.

Per la rassegna “Venezia Classici” che attribuirà dei riconoscimenti alle migliori pellicole restaurate, la Giuria invece è composta da studenti di cinema ed è presieduta dal regista italiano Giuseppe Piccioni.

Ventuno sono i film di Venezia.74 in Concorso e venti quelli Fuori Concorso. 19 sono le opere presenti nella sezione Orizzonti, cinque per il Cinema nel giardino, tre nella rassegna Biennale College e tre in proiezioni speciali per un totale di 71 lungometraggi della selezione ufficiale. Sedici invece sono i cortometraggi; saranno presenti anche due serie televisive. I registi che partecipano per la prima volta al concorso per il Leone d’Oro saranno quindici.

I film italiani in questa rassegna sono tanti e, secondo il direttore Barbera anche di alta qualità. Tra produzioni e coproduzioni, le opere presentate saranno 31, come quelle di Stati Uniti e Francia; pellicole in grado di confrontarsi con il cinema internazionale.

Quattro sono le opere italiane in Concorso: “Ammore e Malavita” dei Manetti Bros, un “musical” sulla camorra con Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Claudia Gerini moglie del boss Carlo Buccirosso. “Hannah” di Andrea Pallaoro, con unica protagonista Charlotte Rampling, “Una famiglia” di Sebastiano Riso, con Micaela Ramazzotti e Patrick Bruel incentrato su una coppia che aiuta altre che non possono avere figli e infine “The Leisure Seeker” di Paolo Virzì, il regista livornese alla sua prima trasferta oltreoceano per dirigere due grandi attori come Helen Mirren e Donald Sutherland in un road movie dove una simpatica coppia anziana viaggia a bordo di un camper che dà il nome al film.

Nella sezione dei film Fuori Concorso, tra gli Eventi Speciali, si assisterà a un corto di sedici minuti del regista Gianni Amelio, dal titolo “Casa d’altri”, prodotto dalla Bartleby Film e Rai Cinema dedicato al terremoto che ha colpito Amatrice dove il regista, attraverso la macchina da presa, segue un abitante del paese reatino distrutto.

Tra le fiction invece troviamo il mediometraggio “Il signor Rotpeter” di Antonietta De Lillo con Marina Confalone, ispirato a un racconto di Franz Kafka sulla metamorfosi di una scimmia diventata un umano illustre accademico; e ancora “Diva!” di Francesco Patierno, un omaggio all’attrice Valentina Cortese, interpretata da alcune attrici, tra le quali Isabella Ferrari, Barbara Bobulova, Anita Caprioli. Infine “Il colore nascosto delle cose” di Silvio Soldini con la coppia Valeria Golino e Adriano Giannini (che si ritrovano a lavorare insieme dopo “Per amor vostro” di Giuseppe M. Gaudino, presentato sempre a Venezia nel 2015). La storia è quella di Teo (Giannini) un tipo scanzonato in perenne fuga dalle proprie responsabilità che un giorno incontrerà Emma, un’osteopata non vedente che ha lottato contro il suo handicap ed ha accettato la sua condizione. Un incontro destinato a cambiare le loro percezioni.

Tra le “Non Fiction” troviamo un documentario dal titolo “Piazza Vittorio” che il regista americano Abel Ferrara, ormai di casa in Italia, ha dedicato a questo luogo di Roma. Una giornata trascorsa ad intervistare i suoi abitanti e frequentatori in questo centro di aggregazione multietnico chiamato familiarmente “Chinatown”. Infine il documentario “Happy Winter” di Giovanni Totaro. Girato sulla spiaggia palermitana di Mondello, tra i bagnanti e habitué di ogni ceto di questo luogo affollato di cabine e ombrelloni, per scoprire come si vive l’appuntamento estivo del ferragosto.

Tra le Proiezioni Speciali troviamo tre pellicole italiane. Rai Teche in collaborazione con l’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa, la versione restaurata del film inchiesta diretto da Alessandro Blasetti “La lunga strada del ritorno” che la Rai produsse appositamente per la Mostra del Cinema del 1962. Una pellicola di 136 minuti nella quale il regista raccolse le testimonianze dei reduci italiani della Seconda Guerra Mondiale, coniugando il racconto del conflitto a quello delle vicende degli uomini impegnati al fronte. Per la realizzazione dei testi, Blasetti, si avvalse della collaborazione del poeta Alfonso Gatto. E ancora, “Barbiana ’65. La lezione di Don Milani” di Alessandro G.A. D’Alessandro. Questo film-documentario su don Lorenzo e i suoi ragazzi di Barbiana nasce dal recupero del materiale girato dal regista Angelo D’Alessandro nel dicembre 1965 nella cittadina toscana, ritrovato dal figlio Alessandro dopo la morte del padre. È l’unico documento esistente con don Milani in scena. È lo stesso don Lorenzo che narra, che parla, spiega.

La giornalista Concita De Gregorio e la regista e montatrice Esmeralda Calabria presenteranno invece il docu-film “Lievito madre - Le ragazze del secolo scorso”, che raccoglie le storie di protagoniste celebri e meno celebri del Novecento. Il lavoro nasce da una costola del progetto "Cosa pensano le ragazze", realizzato dalla giornalista De Gregorio su Repubblica e Repubblica.it, ed è composto da mille interviste a donne dai cinque ai cento anni, raccolte in tre anni di lavoro. Una specie di autobiografia collettiva che ha toccato tantissimi aspetti della vita al femminile e che ha preso forma per la prima volta nelle 400 clip pubblicate in un anno sul sito di del quotidiano.

Ultimo Evento Speciale sarà la pellicola “L’ordine delle cose” del veneto Andrea Segre. Il regista di “Io sono Li” e “La prima neve”, questa volta ha affrontato il delicato e attuale tema dell’immigrazione dai paesi del Nord Africa. Nel film si racconta la missione nella Libia post-rivoluzione di un poliziotto italiano cinquantenne, Corrado (l’attore Paolo Pierobon) componente di una task force specializzata nella gestione del sistema di controllo dei flussi migratori. Il poliziotto vivrà tra tensioni psicologiche personali il dramma umano di una donna migrante di colore che conoscerà in un centro di raccolta. Nel cast Giuseppe Battiston, Valentina Carnelutti e Roberto Citran. Il film è stato finanziato anche dalla Regione Veneto.

Tra i 33 film in prima assoluta di Orizzonti, sono presenti 4 film italiani in Concorso: “Nico, 1988” di Susanna Nicchiarelli, con Tryne Dyrholm, John Gordon Sinclair, Anamaria Marinca, Sandor Funtek. La regista di “Cosmonauta” e “La scoperta dell’alba”, fa rivivere l’artista-icona Christa Päffgen, in arte Nico attraverso l’interpretazione dell’attrice danese Trine Dyrholm (Orso d’argento per la migliore attrice a Berlino nel 2016 per “La comune” di Thomas Vinterberg) . Musa di Warhol, cantante dei Velvet Underground e donna dalla bellezza leggendaria, Nico vivrà una seconda vita dopo la storia che tutti conoscono, quando inizia la sua carriera da solista. La sua musica è tra le più originali degli anni ‘70 e ‘80 ed ha influenzato tutta la produzione musicale successiva. Il film racconta gli ultimi tour della “sacerdotessa delle tenebre” – così era stata definita - e della sua band che l’accompagnava in giro per l’Europa degli anni ’80. “Brutti e cattivi” di Cosimo Gomez, con Claudio Santamaria, Marco D’Amore, Sara Serraiocco. Una pellicola di genere, dove un gruppo di improvvisati rapinatori, “freaks” di borgata studieranno il colpo che dovrà cambiare la loro vita. Ma ogni componente avrà un progetto tutto suo per tenersi il malloppo. Cercheranno così di fregarsi a vicenda, senza nessuna pietà, in una girandola di inseguimenti, cruente vendette, esecuzioni sanguinose e tradimenti incrociati. Gomez è al suo esordio registico.

Gatta Cenerentola” è invece un film d’animazione di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone. Dai creatori de “L’arte della felicità” (presentato a Venezia nel 2014 e premiato con gli Efa, gli Oscar europei) qui gli autori coordinati da Rak firmano una personalissima versione della favola di Cenerentola, ispirata però a uno dei racconti di Giambattista Basile. Nella pellicola, di genere gotico-inquietante, vi è una principessa assetata di vendetta che vive a bordo di un’enorme nave da crociera: un mostro galleggiante, la cui sagoma si staglia su un cielo infuocato dal quale cade incessante la cenere del Vesuvio, attraccato a Napoli da più di 15 anni e ormai trasformato in un bordello.

“La vita in comune” del leccese Edoardo Winspeare chiude il gruppo dei lungometraggi. La sceneggiatura del film, prodotto da Saietta Film con Rai Cinema, è stata scritta dallo stesso regista con Alessandro Valenti e porta lo stesso team e quasi lo stesso cast che hanno decretato il successo di “In grazia di dio” al Festival di Berlino 2014, segnale forte dell’attaccamento del cinquantaduenne regista alla sua terra e alle sue radici da cui trae forza il suo lavoro. La storia si svolge nel comune immaginario di Disperata, dove un sindaco malinconico trova consolazione dagli attacchi dei suoi consiglieri nella poesia, che l’uomo insegna in un carcere dove fa volontariato. Una storia tra dimensione reale e fiabesca nella quale si intrecciano amore, poesia e boss mafiosi locali.

Tra i cortometraggi in Concorso citiamo “L’ombra della sposa” (11’) di Alessandra Pescetta. Gli ultimi istanti di vita di alcuni soldati nelle profondità del Mediterraneo durante la Seconda Guerra Mondiale. Mentre sprofondano inesorabilmente nel mare, si consumano i loro ultimi pensieri. l’amore risuona nelle lettere di un marito in guerra alla sua sposa. “Mon amour, mon ami” (15’) di Adriano Valerio. Daniela e Fouad vivono a Gubbio, barese lei, marocchino lui. Si sono incontrati per caso, accomunati da una vita difficile e fuori dalle regole, prendendosi cura l’uno dell’altra. Fouad però non ha il permesso di soggiorno, e la soluzione più semplice sembra il matrimonio. Ma a un passo dalle nozze, l’ambiguità dei sentimenti di lui comincerà a turbare Daniela. “Futuro prossimo” (17’) del regista nuorese Salvatore Mereu. La storia di Rachel e Mojo, due ragazzi di colore che durante il giorno vagano per la città alla ricerca di un lavoro che non si trova. Di notte trovano riparo in uno dei casotti di uno stabilimento balneare del litorale. Una mattina Basilio, che ne è il custode, durante il suo giro di ricognizione scopre che qualcuno ha passato la notte in una delle cabine...

Nella retrospettiva Venezia Classici si potranno rivedere diversi capolavori restaurati come “Novecento” di Bernardo Bertolucci (1976), “Deserto rosso” di Michelangelo Antonioni (1964, Leone d’oro alla Mostra di Venezia), “Gli amanti crocifissi” (1954) e “L’intendente Sansho” (1954, Leone d’argento alla Mostra di Venezia) di Kenji Mizoguchi, “I figli delle mille e una notte” di Nacer Khemir (1984), “Femmina ribelle” di Raoul Walsh (1956), “L’occhio del maligno” di Claude Chabrol (1962), “L’asso di picche” di Miloš Forman (1963), “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Steven Spielberg (1977), “Batch ’81” di Mike De Leon (1982) e “Tutto in una notte” di John Landis (1985).

Nella sezione Venezia Classici – Documentari, citiamo la pellicola di Marco di Castri, Paolo Favaro, Daniele Pianciola: “L’enigma di Jean Rouch a Torino – Cronaca di un film raté”e della pellicola che ne è derivata. Un documentario che racconta la storia di quello che fu un vero “laboratorio di idee”, e la nascita del film "Enigma” (1988) pellicola diretta da Alberto Chiantaretto, Marco Di Castri, Daniele Pianciola e lo stesso Rouch. La trama del film era incentrata se un misterioso personaggio che commissionava a un falsario di dipingere un quadro che l’artista Giorgio de Chirico durante il suo soggiorno a Torino nel 1911 non riuscì a realizzare. L’atmosfera del film intendeva ricreare le suggestioni dell’arte metafisica di De Chirico insistendo sull’aspetto architettonico della città e sul pensiero di Friedrich Nietzsche che risiedette in questa città quando fu colto dalla pazzia. Il documentario presentato a Venezia ricostruisce i due anni che intercorsero tra l’arrivo di Jean Rouch, etnologo, antropologo regista francese (1917-2004) e la conclusione del progetto, attraverso la voce dei suoi protagonisti in dialogo con un materiale straordinario: con oltre 20 ore di “making of”.

Nella Settimana Internazionale della Critica, sezione parallela alla Mostra del Cinema, organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, che si svolge dal 1984 in collaborazione con la Biennale di Venezia, sono presenti nove film di cui sei Concorso e due Eventi Speciali Fuori Concorso e poi 9 cortometraggi italiani per la rassegna “Sic@Sic”.

Tra le pellicole in Concorso, c’è “Il cratere” primo lungometraggio di Luca Bellino e Silvia Luzi, coproduzione Rai Cinema. Il film è ambientato in una terra indefinita, con protagonista una ragazzina, Sharon (Sharon Caroccia) figlia di un ambulante gitano, che allieta con il suo canto le piazze di periferia. Una vita vissuta di espedienti dove il talento alla fine rischierà di diventare una maledizione.

Evento speciale Fuori Concorso è “Veleno” di Diego Olivares. Al suo secondo lungometraggio dopo “I cinghiali di Portici” (2003), il regista ci porta in una storia che si svolge nell’inquinato territorio campano chiamato “Terra dei Fuochi”. Cosimo, è un allevatore di bufale, che rifiuta di svendere la sua terra alla famiglia del giovane candidato sindaco del suo paese. Quando scopre di essere malato di tumore, provocato dai rifiuti tossici smaltiti illegalmente nelle campagne della zona, la moglie porterà avanti la sua battaglia. Nel cast Luisa Ranieri, Massimiliano Gallo, Salvatore Esposito, Nando Paone.

Questi invece sono i cortometraggi della rassegna “Sic@Sic”: “Nausicaa – L’altra Odissea” (20’) di Bepi Vigna è l’Evento Speciale d’apertura, un corto d’animazione. La storia di Nausicaa, principessa, figlia di Alcinoo, re dei Feaci, e il suo incontro con Ulisse. La giovane resterà affascinata dai suoi racconti. Dopo averla sedotta, l’uomo l’abbandonerà. Nausicaa deciderà di cercarlo ripercorrendo i luoghi del suo peregrinare, scoprendo verità spesso meschine, nascoste nelle sue incredibili storie. “Adavede” (20’) di Alain Parroni con una ragazza della borgata romana che vaga in un bosco dopo un “rave party”. “Due” (17’) documentario di Riccardo Giacconi, L’idea di “Milano 2”, quartiere residenziale alla periferia di Milano, costruito tra il 1970 e il 1979 come una città utopica, è stato il primo ambizioso progetto urbanistico di Silvio Berlusconi. “Les fantômes de la veille” (Fr./Ita, 20’) di Manuel Billi. Una ragazza dai capelli biondi che ha una missione: guarire le ferite degli altri, aiutare gli amanti perduti a dimenticare o sparire. “Il legionario” (13’) di Hleb Papou. Daniel, figlio di genitori africani nato a Roma, è un agente del reparto mobile della Polizia di Stato. Un giorno scopre che la sua squadra dovrà sgomberare il palazzo occupato dove vivono la madre e il fratello. Sarà costretto a scegliere da che parte stare e andare fino in fondo.

“MalaMènti” (13’) di Francesco di Leva Ciccio “O’ Pazz” e Ciruzzo “Pesce Bello” sono due sanguinari assassini che esercitano violenza sui più deboli. Spinta dall’alienazione del luogo, la coppia di malavitosi svilupperà una paranoia anche nei confronti di due animali inermi: Severino l’asinello e Piero il cinghiale. La resa dei conti però sarà vicina. “Piccole italiane” (18’) di Letizia Lamartire. Nel 1943 il regime fascista vieta la produzione e la vendita di giocattoli ma Italia, bambina cresciuta secondo i principi del regime, decide di ribellarsi all’editto scatenando un putiferio. “Le visite” (15’) di Elio Di Pace. Nunzia ha un figlio in carcere. Lei e la cognata Franca vanno sempre a fargli visita ogni settimana. Gaetano, marito di Nunzia, non può tollerare di avere il ragazzo in galera; allora penserà di collaborare con la giustizia mettendo però in crisi la moglie.

“L’ultimo miracolo” (20’) del cagliaritano Enrico Pau sarà l’Evento Speciale di chiusura. Rimasto sulla terra con Pietro dopo la resurrezione, Cristo è ormai anziano. Per le strade di Cagliari incontrerà un giovane fischiatore che ha perso l’intonazione. Vorrebbe aiutarlo ma non ricorda più come fare miracoli, si affiderà quindi a un ciarlatano a pagamento. L’ultimo miracolo avverrà davanti al mare: il fischio tornerà intonato, ma niente sarà più come prima.

Le “Giornate degli Autori – Venice Days”, rassegna autonoma nata nel 2004 all’interno della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia sul modello della “Quinzaine des Réalisateurs” di Cannes quest’anno propongono cinque sezioni: la Selezione Ufficiale con 12 pellicole, 6 Eventi Speciali, 2 corti per “Miu Miu Women’s Tales”, 4 Proiezioni Speciali e 3 opere per il Premio Lux.

Tra i film in Concorso le pellicole italiane sono: “Il contagio” di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini. Dall’omonimo romanzo dello scrittore Walter Siti (Mondadori, 2008), la storia di alcune persone che vivono in una palazzina di borgata. Marcello, Chiara, Simona, Mauro che fa lo spacciatore e poi Carmine, il boss del quartiere. In questo scenario di umanità mutevole, perennemente sospesa tra il tragico e il comico, s’inserisce anche il professor Walter, scrittore di estrazione borghese, il quale ha da tempo una relazione con Marcello, ex culturista dalla sessualità incerta. Tra gli interpreti Vinicio Marchioni, Anna Foglietta, Vincenzo Salemme.

“L’equilibrio” di Vincenzo Marra, che ne è anche lo sceneggiatore. Giuseppe, un sacerdote campano già missionario in Africa, da Roma chiede di essere trasferito nella parrocchia di un piccolo paesino del napoletano. Laggiù verrà a conoscenza delle discariche illegali di rifiuti tossici. Il sacerdote deciderà di seguire il suo percorso spirituale senza paura e, malgrado la grande tenacia e il coraggio, si scontrerà con un ambiente ostile che lo metterà con le spalle al muro. “Dove cadono le ombre” opera prima di Valentina Pedicini, produzione Fandango e Rai Cinema. Anna e Hans, sono un’infermiera e il suo assistente. Lavorano presso un istituto per anziani, un tempo ex orfanotrofio che li ha visti prigionieri nell’infanzia, nel quale si praticavano esperimenti di eugenetica sui ragazzini. Loro erano tra questi. Dal passato riappare Gertrud, ormai anziana, colei che un tempo era a capo del progetto. Tra i ricordi di un’infanzia dolorosa, Anna vuole sapere la verità su Franziska, l’amica amata di quegli anni, che cerca ovunque e senza sosta.

Tra gli Eventi Speciali invece troviamo: “La legge del numero uno” di Alessandro D’Alatri. Tre uomini, un faccendiere, un malavitoso romano, un cittadino dell’Est specializzato in traffici illeciti attendono in una cella del carcere il colloquio con un magistrato. Essi vivono con la speranza di riottenere per qualche giorno una libertà sognata ogni momento. Sono convinti che solo il primo che andrà al colloquio otterrà il permesso premio, perciò si troveranno coinvolti in una partita senza esclusione di colpi per garantirsi il primo posto al colloquio. Con Marco Palvetti, Andrea Sartoretti, Pietro Bontempo. “Il risoluto” documentario di Giovanni Donfrancesco. Il regista è andato ad incontrare Piero, un signore ormai anziano, che da lungo tempo conduce con la moglie una vita tranquilla in una casa perduta in mezzo ai boschi di abeti del Vermont. Dall’incontro con il cineasta Piero avverte il bisogno di raccontare il proprio passato, sin qui taciuto, di soldato-bambino cresciuto nei ranghi della Decima Mas, una delle più violente milizie fasciste. E una rivelazione inedita e sconvolgente sul destino del tesoro di Mussolini, che lui stesso avrebbe contribuito a occultare.

Degno di interesse, anche se non diretto da un italiano, ma dal statunitense Nick Hooker, il documentario “Agnelli”, dedicato alla storia di Gianni Agnelli. L’ “Avvocato”, il leggendario industriale e playboy, attraverso le voci della famiglia, degli amici, delle amanti, dei collaboratori più stretti, dei rivali e persino del maggiordomo e del cuoco. Una biografia con molti filmati d’epoca, anche inediti, su un uomo che ha innovato l’industria automobilistica ed è stato per molto tempo al centro della Storia italiana e internazionale

Ultimo Evento Speciale sarà “Il tentato suicidio nell’adolescenza (T.S. Giovanile)” (35’) di Ermanno Olmi. Frutto di una ricerca di un archivista dell’Istituto Luce e di un collega della Fondazione Micheletti è avvenuta una scoperta inattesa e importante. Dentro quattro scatole, delle milleduecento contenute nel Fondo, siglate semplicemente T.S., si conservava un mediometraggio documentario inedito, sconosciuto, a firma di Ermanno Olmi. La moviola ne rivelava il titolo: “Il tentato suicidio nell’adolescenza (T.S. Giovanile)”. L’anno, il 1968. Il cartello in testa alla pellicola con il marchio di una multinazionale farmaceutica, la Sandoz, ne indica la probabile natura di commissione su un tema sensibile, in un anno cruciale nella storia dei giovani. Il documentario racconta i primi pionieristici anni di attività di un reparto psichiatrico d’urgenza presso il Policlinico di Milano, una struttura sperimentale per l’epoca diretta da un grande psichiatra, Carlo Lorenzo Cazzullo. Un padiglione dedicato ai casi di emergenza per tentato suicidio, con un’incidenza drammatica di adolescenti. Ci sono interviste, statistiche, storie personali. Ci appare, dalla moviola, come un film nuovo, inedito, ritrovato, soprattutto perché ci si ritrova conservato il suo cinema degli anni Sessanta e Settanta, e il tocco di sempre del suo autore.

Tre invece sono le Proiezioni Speciali, tutte italiane. La prima è “I’m (Endless Like the Space)” di Anne-Riitta Ciccone. Protagonista è Jessica, una ragazza di talento di diciassette anni, che vive in un mondo che sembra assomigliare al nostro; però potremmo anche trovarci in un futuro prossimo o in un’altra dimensione. Il punto è che, qualunque sia la natura del mondo in cui vive, i sentimenti e i problemi che ha Jessica sono gli stessi di quello attuale. Peccato che il pianeta su cui vive rifiuti chiunque provi a cambiare o a migliorare la propria vita. L’isolamento e la sopraffazione possono a volte portare a credere di non avere più niente da perdere.

La seconda opera è il documentario di Wilma Labate “Raccontare Venezia”. Da un testo della giornalista Irene Bignardi e la sceneggiatura della regista. Una giovane attrice in viaggio a Venezia ripercorre i luoghi e le atmosfere di alcuni celebri film girati nella città lagunare. Nel percorso rivive i fasti della classicità, della decadenza e della modernità di un luogo unico al mondo. Con la partecipazione di Silvia D’Amico.

C’è ancora Venezia nella pellicola della sezione, “Aquagranda in crescendo” di Giovanni Pellegrini, con le riprese dell’opera-evento che lo scorso anno ha inaugurato la stagione del Teatro La Fenice con la quale si commemoravano i cinquanta anni dalla terribile alluvione che colpì Venezia il 4 novembre 1966. Attraverso le testimonianze di chi ha vissuto quella tremenda giornata e le interviste ai creatori dell’Opera, le musiche, i lavori di preparazione dello spettacolo, le impressionanti immagini di repertorio dell’archivio RAI e dell’Archivio Montanaro, il documentario narra un momento cruciale della storia della città lagunare.

Ultimo lavoro tra le Proiezioni Speciali è il corto diretto dall’attore Claudio Santamaria (“Lo chiamavano Jeeg Robot”) dal titolo “The Millionairs” (14’), un noir tratto dall’omonima graphic novel del disegnatore svizzero Thomas Ott. Nel corso di una lunga notte, le strade di un bosco di montagna diventano teatro di una serie di efferati omicidi ad opera di diversi personaggi, tutti decisi a impossessarsi di una misteriosa valigetta. Nel cast, Peppe Servillo, Sabrina Impacciatore. Prodotto dal regista Gabriele (“Jeeg Robot”) Mainetti.

Non si può quindi dire che a Venezia.74 sono poche le pellicole italiane. Speriamo tutte all’altezza delle aspettative.

Andrea Curcione

Grande Pre-apertura con: ROSITA (1923) di Ernst Lubitsch (Usa, 97’, intertitoli inglese s/t italiano) Il primo film americano del grande genio del cinema Ernst Lubitsch, del 1923, fornisce alla Mostra di Venezia la ghiotta opportunità di realizzare una pre-apertura di gran lusso. In pratica una assoluta anteprima mondiale di un film restaurato che sembrava essere definitivamente perduto. Come l’80% del patrimonio dei film muti. Una copia intatta , fortunosamente ritrovata in Russia, ha permesso alla sezione cinema del Moma di New York, con il generoso contributo di molti sponsor, di restaurare le immagini. Mentre la partitura musicale è stata ritrovata a New York e rieditata dalla musicologa Gillian Anderson. Che è stata chiamata a dirigere la Mitteleuropa Orchestra , per un prestigioso ed unico commento dal vivo di questa straordinaria (questo volta l’aggettivo non è abusato) proiezione. Il film è un vero capolavoro. Una ennesima dimostrazione che si possono raccontare storie senza bisogno di dialoghi e di fiumi di parole. Ma con il linguaggio del corpo, le espressioni del viso, e, soprattutto , una solida e geniale regia. I divi dell’epoca fanno mostra del loro talento. Ma è il proverbiale “Lubitsch Touch” che fa la differenza tra un buon film ed un capolavoro assoluto. Catello Masullo


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