Altritaliani

Oltre le colonne di Ercole, Verdi e Wagner alla mia maniera, di Alessandro Pierfederici

domenica 28 maggio 2017 di Carla Cristofoli

“Un altro libro su Verdi e Wagner? Che bisogno c’era?” si chiederà qualcuno. La domanda è legittima, considerando l’enorme bibliografia su questi due maestri, tanto più che pare che Wagner, con circa cinquantamila titoli, sia, assieme a Gesù di Nazareth e Napoleone Bonaparte, il personaggio storico cui è stato dedicato il maggior numero di libri.

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Verdi e Wagner

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A domanda legittima, risposta doverosa: infiniti possono essere i modi di cucinare un cibo poiché è sempre possibile modificare qualcosa, sfumare un sentore o rafforzare un aroma, variando ora la dose degli ingredienti ora l’ordine del loro incorporamento. Spesso, nei ricettari, queste novità che l’autore ha appositamente creato vengono definite “alla mia maniera”.

Inizia cosi questo saggio narrativo, a dirlo è lo stesso autore Alessandro Pierfederici a presentazione del suo lavoro.
Un lavoro originale che Altritaliani vi presenta attraverso una selezione di recensioni ed estratti. Buon ’ascolto’ a voi!

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Oltre le colonne d’Ercole - Verdi e Wagner alla mia maniera
un saggio narrativo di Alessandro Pierfederici.

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Immagine di copertina: Michalis Dolapsakis, “L’ingresso dell’Orfeo”, 2009

Le colonne d’Ercole: dove finiva il mondo conosciuto e oltre le quali era temerario tentare il passaggio verso l’ignoto. Durante l’Ottocento, due grandi maestri, sempre contrapposti e che il destino ha fatto nascere nello stesso anno, hanno varcato quella soglia, ognuno per proprio conto, schiudendo all’arte musicale e al teatro d’opera una via senza ritorno.

Da una parte fu la musica che fece la storia, quella di Verdi, a superare quei limiti. Essa toccò le corde del patriottismo come nessun’altra prima, cantò la compassione per i dolori e le vane ambizioni degli uomini, esaltò in ogni opera quella paternità che gli riservò immensi dolori in vita, meditò sul senso della morte in quell’inarrivabile capolavoro che è il Requiem per giungere infine ad un saggio, sorridente umorismo. Fu una musica vicina alla comune sensibilità della gente e al senso più profondo di umanità.

Dall’altra parte, un altro maestro, Wagner, prese le mosse dall’antica tragedia greca, dal mistero del Graal, dal mito nordico, esplorando attraverso la musica i segreti della mente prima ancora della scienza, cercando una via spirituale mista di umanità ed esoterismo, finendo, oltre cent’anni dopo, per ispirare la musica per film. Wagner: un mondo intero di emozioni, suggestioni, pensieri, dall’amore con Mathilde e la sua proiezione nel “Tristan und Isolde”, ai ricordi giovanili dell’autore - musicista - alla conoscenza del grande compositore.

Tutto questo è “Oltre le colonne d’Ercole” : non solo un saggio, ma un’opera di narrativa (...).
Un libro composito, vario, dove la musica si interseca con la letteratura, il mito, la storia, la filosofia, le religioni, l’esoterismo, la psicologia, e insieme a tutto questo penetra nella vita del lettore.

(Alessandro Pierfederici, ’Oltre le colonne d’ercole - Verdi e Wagner alla mia maniera’, Estratto dalla Presentazione).

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Di Alessandro Pierfederici, musicista e insegnante, conosciamo già il talento narrativo e la propensione verso l’analisi degli aspetti retrostanti la musica, siano essi biografici, esperienziali o filosofici. Abbiamo infatti apprezzato la prova del romanzo in ’Ascesa al regno degli immortali’, in cui il protagonista affronta l’inquietudine di una scelta esistenziale di dedizione assoluta all’arte protetta da Euterpe.

In questo saggio Pierfederici non abbandona la scrittura narrativa, dal momento che a interventi più “teorici” e specifici interpone brevi racconti, in alcuni casi tratti da episodi reali, in altri casi tratti dalla sua immaginazione, sebbene verosimili, e che in ogni modo fanno emergere i diversi geni e caratteri dei due protagonisti del melodramma ottocentesco: Wagner e Verdi.
Il primo viene affrontato dal nostro autore attraverso lo spettro delle grandi passioni che ne influenzarono l’opera, dal mito alla filosofia, e che contribuirono a far maturare nella mente del compositore tedesco la concezione dell’opera totale. Il compositore piacentino viene invece “letto” attraverso la partecipazione al grande afflato risorgimentale, ma anche nelle più significative evoluzioni o varianti del suo estro, dall’innovativa incursione nel comico, che riscosse enorme successo, ma allo stesso tempo lasciò sbigottiti i più fedeli e ortodossi ammiratori, alla riflessione sul tragico, la cui massima espressione si sostanzia nel celebre Requiem.
In entrambi i casi, quindi, si legittima il titolo assegnato al libro, a significare il superamento del perimetro allora frequentato e noto del genere melodrammatico, che l’uno e l’altro compositore, in diversa maniera e con differenti motivazioni, operarono nel loro percorso creativo.

Tuttavia la distinzione di genere tra i vari capitoli che compongono il volume non è poi così netta. Negli scritti di stampo saggistico, infatti, Pierfederici lascia trapelare il fattore biografico, tanto quanto negli scritti narrativi emerge tutta la perizia musicale dell’autore-musicista. Questa commistione fa sì che l’attenzione del lettore sia sempre e diversamente sollecitata, alimentata da una voce che anziché essere monotonale si modula sulle diverse frequenze in cui le note musicali e biografiche dei due maestri vengono trasmesse dall’abile e consapevole direzione di Pierfederici.

A chiudere il volume una sorta di divertissement che dimostra come l’indiscusso valore dei due compositori, pur nella loro distanza esistenziale e compositiva, era tale da giustificare un’ipotetica reciproca stima (in realtà mai manifestata in vita).
Chiude, infatti, il volume un epistolario impossibile tra Wagner e Verdi in cui la finzione storica vela (e svela) ulteriormente sfumature dei caratteri dei due compositori e conferma la sensibilità e l’estro di Pierfederici.

(Recensione di Ginevra Grisi, pubblicata su Literary, Gennaio 2017).

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Alessandro Pierfederici dirige l’orchestra del Bassano Opera Festival per il V Concorso Internazionale di canto "Tito Gobbi". 2004, Bassano del Grappa.

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[...] L’eccezionale saggio Oltre le colonne d’Ercole” – Verdi e Wagner alla mia maniera del musicista e scrittore Alessandro Pierfederici è un’opera che scaturisce dai convegni tenuti dall’autore in occasione del bicentenario dalla nascita dei due illustri musicisti. Già il titolo e l’immagine di copertina evocano quel confine estremo del mondo reale che si fa metafora espressiva di un transito verso l’ignoto.

Verdi e Wagner, grandi maestri entrambi nati nel 1813, rispettivamente a Le Roncole nel parmense e a Lipsia, hanno vissuto esistenze simili e antitetiche al contempo: l’uno, ispirato dalla visione risorgimentale di una madrepatria unificata e dal grande amore per la musica, la cui eredità rimane nell’intensa potenza emozionale di opere liriche che hanno segnato un nuovo corso; l’altro, pervaso dai magnetismi degli antichi modelli greci e nordici, da cui desunse la creatività e i personaggi per la maggior parte delle sue opere teatrali. _ Il saggio di Alessandro Pierfederici, con un implicante approccio letterario, sa appassionare anche coloro che non hanno una conoscenza tecnica della musica, perché interpreta profondamente i tormenti dell’essere dei due protagonisti. La scrittura si dipana dal Verdi giovanile al suo profondo senso di humanitas per la sensibilità della gente comune, fino alla grande meditazione sulla morte rappresentata dal Requiem; e dal mito al dramma musicale di Wagner, un universo di emozioni intrise di sapienza arcaica e fiabesca, dalla leggenda del Graal al “Tristan und Isolde”, tra ricordi della giovinezza e suggestioni storiche.

Oltre le colonne d’Ercole” è un saggio ma anche un’opera di narrativa in quanto presenta aspetti biografici e contiene alcuni racconti e un originale Epistolario impossibile che riverbera immagini umane e stimolanti dei due maestri, insieme a un rinnovato sfondo della loro ambientazione storica e genialità proiettate nell’attuale millennio, quali il rapporto tra artista e politica, la distanza tra artista e pubblico e il suo ruolo nel contesto sociale.
Pierfederici offre “alla sua maniera” un viaggio appassionato attraverso la musica che s’interseca con la letteratura, il mito, la storia, la filosofia, le religioni, l’esoterismo, la psicologia e, insieme a tutto questo, penetra nella vita del lettore.

(Recensione di Daniela Quieti, scrittrice, poetessa, saggista, pubblicata su Thema L’informazione, Aprile 2016)

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IL LIBRO:

’Oltre le colonne d’ercole - Verdi e Wagner alla mia maniera’
di Alessandro Pierfederici,
Editore: CSI Publishing Platform, 2016.

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L’AUTORE: Alessandro Pierfederici

Nato a Treviso, musicista e scrittore, svolge attività internazionale di docente, pianista accompagnatore di cantanti lirici e direttore d’orchestra. Si è esibito in Francia, Irlanda, Isole Canarie, Grecia, Stati Uniti, Giappone e Brasile, nonché in molte città d’Italia, ed ha lavorato presso numerosi teatri lirici, festival, concorsi e corsi di perfezionamento nazionali ed internazionali. La sua passione per la letteratura inizia dai tempi della scuola e continua negli anni con la creazione di opere poetiche, narrative (fiabe e racconti) e saggistiche (di argomento prevalentemente musicale).
Nel 2011 ha pubblicato il suo primo romanzo “Ritorno al tempo che non fu (Edizioni del Leone), molto apprezzato dalla critica, la cui prima edizione è andata esaurita, e da allora affianca all’attività musicale quella letteraria, con opere narrative, saggi, conferenze di argomento musicale, e recensioni ed articoli pubblicati su vari portali on line. Nel dicembre 2013 è uscito il romanzo “Ascesa al regno degli immortali (LCE edizioni), anch’esso accolto molto bene dalla critica. Nel 2016 il Saggio narrativo “Oltre le colonne d’Ercole”.
La sua più recente pubblicazione, del novembre 2016, è Racconti e memorie di isole e mari (Create Space Independent Publishing Platform), raccolta di sedici racconti la cui matrice comune è la suggestione dei paesaggi marini.

Contemporaneamente a queste sue due ultime pubblicazioni, decide di lasciare la pubblicazione con le case editrici tradizionali, scegliendo per le sue opere il self-publishing con la formula print-on-demand, essendo un fervente sostenitore dell’ecologia e della libertà creativa dell’autore. Tutti i libri sono stati presentati con concerti ed eventi musicali per continuare ad esprimere la sua doppia natura di musicista e scrittore.

Per chi fosse interessato ad approfondire, ecco un’intervista ad Alessandro Pierfederici apparsa su ’Libri, scrittori e lettori’.

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Indice dell’opera

Giuseppe Verdi

"La musica che ha fatto la storia" - Tre saggi biografici:


"Il Verdi giovanile e risorgimentale" (dal debutto al 1850)
"La Trilogia Popolare e l’opera della maturità verdiana" (da “Rigoletto” a “La Forza del destino)
"L’ultima fase creativa e l’eredità verdiana" (dal 1870 alla morte)

Tre saggi monografici:

"Verdi e l’opera comica: ricevere e lasciare un’eredità" (su “Un giorno di regno” e “Falstaff”).
"Nel nome del padre" (La realizzazione musicale delle figure paterne verdiane)
"La grande meditazione sulla morte" (Storia e interpretazione musicale della Messa di requiem)

Tre Racconti: (episodi di pura fantasia su base storica)

"Il segreto di uno strano insuccesso" (l’opera buffa “Un giorno di regno”, un clamoroso insuccesso di Verdi, a cui l’autore cerca una giustificazione fantasiosa e un po’ “esoterica” a questo episodio storico).

"Le due Margherite" (la prima moglie di Verdi, morta giovanissima, si chiamava Margherita; la protagonista de “La dame aux camélias “ di A. Dumas figlio si chiama Marguerite; quando Verdi decide di musicare questo soggetto, trasformando Marguerite in Violetta ne “La Traviata”, il suo pensiero torna alla prima moglie, come a colei che, alla pari della protagonista, che con il proprio sacrificio salva l’onore dell’amato, con la propria morte permette al maestro di spiccare il volo verso la gloria, ispirandogli le sublimi pagine del dolore umano).

"Sensuali profumi di terre lontane" (un episodio inventato ma significativo durante la preparazione della prima italiana dell’opera Aida, sulla presunta relazione, mai veramente chiarita, fra Verdi e la cantante Teresa Stolz).

Richard Wagner.

"Dal mito al dramma musicale" - Tre saggi monografici:

"Wagner e la leggenda del Graal" (dai precedenti letterari e mitologici a “Lohengrin” e “Parsifal”).
"Tristan und Isolde" - Dal mito alla storia della musica.
"Sapienza arcaica e tradizione fiabesca nella Tetralogia" (Come gli elementi archetipi e fiabeschi trovano interpretazione musicale nelle quattro opere della grandiosa saga).

"Tre saggi tematici tra storia, arte e passioni":

"Richard Wagner - Da dove viene, chi è, dove va".
"Meistersinger e Minnesänger tra ricordi giovanili e suggestioni storiche".
"Viaggio attraverso una passione - I Wesendonck Lieder".

Tre Racconti (episodi di pura fantasia su base storica):

"Incontro nella tempesta"
Premessa storica: il viaggio compiuto da Wagner da Riga a Londra a bordo della nave Thetis, colta da una lunga e spaventosa tempesta, che ispirò la creazione di “Der fliegende Holländer”; durante il viaggio reale, impressionato dai racconti dei vecchi marinai, il giovane maestro incontra, o crede d’incontrare, qualcuno che gli chiederà di mettere la sua arte al servizio della memoria e della redenzione d’amore, che saranno i capisaldi della sua opera. Chi è?).

"Il Re Marke a Zurigo"
Racconto sulla tormentata gelosia di Otto Wesendonck: durante la creazione del “Tristan und Isolde”, Wagner viveva a casa dei coniugi Wesendonck ed ebbe una profonda, appassionata relazione estetico-amorosa con Mathilde.

"Tra Inferno e Paradiso"
La prima esecuzione parigina del “Tannhäuser” nel 1861 ebbe un esito contestatissimo e fu uno scandalo passato nella storia della musica: ma durante i concerti diretti l’anno prima a Parigi, Wagner aveva conosciuto ed intrecciato due relazioni amorose, una sensuale e appassionata, l’altra purissima e platonica, con due donne diverse che incarnano i volti delle due protagoniste femminili dell’opera: Venus ed Elisabeth.

"Epistolario Impossibile":

(Dal testo originale)

Verdi e Wagner non si sono mai incontrati, né si sono mai scritti: troppo lontane - si dice - erano le loro concezioni, troppo diverse le loro storie, l’eredità musicale che avevano ricevuto, le tradizioni su cui si erano formati.
Eppure, resterà sempre il dubbio su cosa si sarebbero detti, se il destino li avesse fatti incontrare [...].
Ed allora è nata l’idea di un impossibile epistolario, impossibile per i luoghi e per i tempi ma non per le tematiche, un epistolario segreto che i due musicisti, sovrani solitari e tormentati dal loro ruolo, si sarebbero potuti scambiare fra gli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, con le loro idee e i loro pensieri, certi di trovare l’uno nell’altro la comprensione e la discrezione che non avevano trovato nei loro seguaci né nei loro avversari.
E si può facilmente immaginare che la riservatezza di tale corrispondenza fu tanta e tale, che dopo la loro morte nulla rimase, così che possiamo solo fantasticare, con un’ombra di rimpianto, su ciò che non è mai avvenuto.

Ecco a voi alcuni estratti dall’opera che potete scaricare in PDF:

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Estratti da ’Oltre le colonne di Ercole’ di Alessandro Pierfederici

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