Altritaliani

25 anni fa Tangentopoli. Il ricordo di Gherardo Colombo.

domenica 26 febbraio 2017 di Gabriele De Masi

Le regole aiutano ad essere liberi e a diventare cittadini. Venticinque anni fa scoppiava “Tangentopoli” per l’impegno decisivo della magistratura milanese. La scuola irpina, sempre attenta, ne discute oggi. Gherardo Colombo: “Rispettare le regole per essere cittadini liberi”. L’ex magistrato di “Mani pulite” dialoga con gli studenti del “Publio Virgilio Marone”.

Gherardo Colombo non si siede in cattedra, ma parla di legalità, giustizia e democrazia, pilastri indiscussi per essere cittadini liberi, mescolandosi tra gli studenti del Liceo Statale “Publio Virgilio Marone” di Avellino.

L’ex magistrato di Mani Pulite, delle inchieste sulla Loggia P2 e del delitto Ambrosoli, microfono alla mano, gira continuamente tra i ragazzi che ascoltano, fanno domande e propongono analisi, nella palestra del noto plesso scolastico avellinese. Tutto ruota attorno al concetto fondamentale di “regola”.

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Gherardo Colombo ad Avellino

Emerge una simpatica e intensa chiacchierata tra un autentico e coraggioso paladino della legge e giovani che hanno voglia di imparare e capire i veri meccanismi per approdare a una società formata da uomini uguali e liberi. Gherardo Colombo lascia fuori dalla porta quella patina di severità tipica del docente e dialoga tirando in ballo videogiochi e dolci. “Attenzione ragazzi: libertà vuol dire anche rinuncia. Ma è anche scelta e se a scuola si viene per sapere, si viene, quindi, per essere liberi. E se si viene a scuola per essere liberi, molto probabilmente c’è una relazione tra la libertà e le regole. Qualcuno di voi gioca con la Playstation? Esiste qualche relazione tra la console per videogiochi e le regole perché se voglio vincere, debbo necessariamente rispettare tutte quelle contenute nell’apparecchio elettronico. Ma anche per fare una ottima torta di mele bisogna seguire la ricetta, ecco perché vale la pena di riflettere su che cosa sia una regola. Le regole sono delle indicazioni per mettere in moto qualcosa. Se voglio prendere il treno debbo rispettare gli orari. Se voglio entrare in relazione con altri, debbo seguire delle regole. Regole, quindi, che mettono in ordine. E quelle dello stare insieme si distaccano dalle cosiddette regole oggettive quanto più si arriva al cuore delle relazioni. La Costituzione dice che tutti noi siamo importanti quanto gli altri e le regole dello stare insieme possono essere molto diverse, ma è un problema capire quando l’indicazione è quella che serve davvero. Per quanto riguarda le leggi razziali, ad esempio, gli italiani avrebbero dovuto violarle. Le regole debbono avere uno scopo: costruire una società in cui tutti debbono avere le stesse possibilità degli altri. In Italia, molti pensano che invece le regole debbano organizzare lo Stato in modo che uno possa e uno debba. Regole che mettono la società in verticale. Qualcuno può, qualcuno deve”.

Gherardo Colombo , storica figura di Mani Pulite. L’ex magistrato, sulla scorta delle suo forte impegno civile, pone l’accento su una aspetto: “La cittadinanza sceglie i propri rappresentanti secondo i propri interessi. Interessi che, però, spesso sono indirizzati verso la trasgressione. Per quanto riguarda la scuola, se oggi i ragazzi scaricano le versioni da internet è, secondo me, perché gli insegnanti lo permettono. E chi scarica si danneggia. Non traducendo, mette degli ostacoli sulla strada delle libertà. La liberta e la democrazia richiedono attività”.

Un appuntamento che si inserisce nel solco già tracciato di un percorso didattico fecondo che il “Publio Virgilio Marone” intende portare avanti. Grande soddisfazione per il vicepreside, nonché fine romanziere, Domenico Pisano: “E’ da tempo che abbiamo allacciato questo rapporto con Gherardo Colombo, per quanto concerne l’analisi sul tema della legalità. Colombo rappresenta una testimonianza storica della ben nota vicenda Tangentopoli. Il suo, come quello di tanti come lui, è stato un vero atto di coraggio. Bisogna credere nella giustizia e nella legalità, guai ad allontanarsi da queste strade. La regola è un veicolo per la libertà e non una obbedienza cieca, come spesso la considerano i ragazzi. Scegliere oggi in un società di vigliacchi non è facile. Ma se la scelta è conoscenza ci porta all’identificazione dell’io. La scuola deve essere libera e deve condurre al rispetto della democrazia”.

Gabriele De Masi


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