Altritaliani
Fino al 2 aprile 2017

Liberty in Italia. Artisti alla ricerca del moderno.

Recensione con portfolio
giovedì 2 febbraio 2017 di Maria Cristina Nascosi Sandri

A Palazzo Magnani di Reggio Emilia si tiene l’esposizione, appena prolungata da metà febbraio al 2 aprile prossimo, “Liberty in Italia. Artisti alla ricerca del moderno”. Ogni sezione della mostra – dedicata al dialogo tra le diverse arti – mette in luce l’alternanza tra le due “anime” del Liberty italiano: quella propriamente floreale, decorativa, e quella “modernista”, più giovane, inquieta e stilizzata. Uno “stile” nonché un modo di sentire e di intendere la vita tra il 1895 e il 1915.

Una mostra che si aggiunge alle molte, tutte di eccellente fattura e di grande impatto estetico - emotivo, che da alcuni anni si son tenute su uno degli ultimi -ismi artistici a tutto tondo che la vecchia Europa abbia regalato ai suoi...abitanti.

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Enrico Lionne, L’attesa, 1919

Brevemente si ricorderà almeno quella notevolissima, e per pezzi esposti e per importanza, che si tenne a Forlì giusto 3 anni fa ai Musei di San Domenico - quest’anno si proseguirà in una sorta di consecutio temporum artis con l’Art Déco-Gli anni ruggenti in Italia - e per correttezza filologica si citerà la splendida Aemilia Ars, un evento di gran livello che si tenne a Bologna, sulle Arts and Crafts appunto del Floreale, circa 16 anni fa.

In realtà, nella mostra di Reggio son mèta-citate anche queste ultime due, un omaggio nell’omaggio a quel periodo artistico che trovò spazio, con vari nomi, in tutto il vecchio continente: Jugendstil, Art Nouveau e, per l’appunto, Liberty, e Floreale.
Ma nella sua ricchezza essa esagera, un po’, probabilmente, per inappropriatezza di collocazione. Forse Palazzo Magnani non si presta ’giustamente’ alla presentazione dei troppi pezzi esposti: per dirla banalmente, il troppo...stroppia e quella moltitudine di piccoli grandi capolavori rischia di procurare, al visivo fruitore, una sindrome di Stendhal da eccesso di bellezza.
Anche l’illuminazione non è delle migliori, fatto salvo per alcuni pezzi e le didascalie son quasi occultate dietro l’opera o raccolte ’a mucchio’ tanto da non riuscire a riferirle correntemente, a volte.

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Emma Bonazzi, Salomé

Dispiace iniziare a scrivere così di tutta una serie di opere bellissime, curate con autentica competenza da Francesco Parisi e Anna Villari, con il Patrocinio ed il Contributo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ma un po’ di rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere, al meglio, rimane.
A parte ciò, si conferma un dato di fatto: è comunque da vedere, in un momento di silenzio e di scarsa presenza di classi, per poterla gustare.

E’ composta da sette sezioni che vedono riunite quasi 300 opere: dipinti, sculture, illustrazioni, progetti architettonici, manifesti, ceramiche, incisioni, grazie a prestiti provenienti da Musei italiani e da Collezioni private, come quella Cavallini-Sgarbi di Ferrara; molti di essi vengono presentati al pubblico per la prima volta.

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A.-Bonzagni, All’uscita-dalla-Scala, 1910, particolare

ll fil rouge collante di tutte le sezioni è l’incessante dialogo tra opera e processo creativo che si manifesta attraverso la pratica del disegno e l’esercizio sulla linea grafica: alle pitture, sculture, ceramiche, ai progetti decorativi ed ai manifesti sono stati infatti accostati - filologia artistica in diretta - bozzetti preparatori, cartoni, i disegni relativi a vasi, piatti e oggetti, in un continuo scambio tra arti e campi di ricerca. Risale dunque proprio al Liberty la ricerca di una bellezza ’applicata’ a tutte le forme del vivere quotidiano, come si diceva più sopra.

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Giornalino della Domenica n°33, 1908, copertina di Lorenzo Viani, Foto di Franco Sandri AIRF

Tre ampie sale son dedicate interamente alla Pittura, una pittura che si differenzia, pur tutta italiana, regionalmente e, al tempo stesso, influenzata dalle esperienze d’oltralpe, tra Preraffaelitismo e Simbolismo.
Presenti autori come Plinio Nomellini, il ferrarese Gaetano Previati, il re della Biennale di Venezia dei primi del Novecento, e poi Giulio Bargellini, Giovanni Costetti, Domenico Baccarini, giovane ’caro agli dei’ che morì a 25 soli anni, emergendo sia in pittura che in grafica che in scultura, sempre immortalando Bitta, l’amore-icona della sua vita.

Il Liberty in Scultura è focalizzato dalle opere di artisti come Domenico Trentacoste o Pietro Canonica. Anche per gli scultori italiani era iniziata, già attorno agli ultimi decenni dell’Ottocento, l’influenza del Simbolismo.

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Francesco Nonni, Fonte Meo

Last but not least, nelle ultime sale riguardanti la sezione Affiches, i manifesti, si trovano artisti come Adolfo De Carolis, Adolfo Hohenstein, di cui fu allievo il grande Marcello Dudovich, pure presente in mostra, Aleardo Terzi, Plinio Nomellini, Galileo Chini, il superbo illustratore mosaicista delle Terme di Montecatini, e poi Leonardo Bistolfi, Vittorio Grassi, Umberto Boccioni, illustratore per uno dei primi ’giornalini’ per bimbi, il glorioso Corriere dei Piccoli, lui basilare Futurista.
La loro specialità, la nuova ’arte del manifesto’ che fu anche di due capiscuola come Mucha e Toulouse-Lautrec, diverrà Arte Applicata in senso moderno ed imprenditoriale: sarà, col tempo, la pubblicità, il sèguito dei benefici allora prodotti, ancora positivamente, dalla rivoluzione industriale.

Maria Cristina Nascosi Sandri
Da Ferrara

Liberty in Italia. Artisti alla ricerca del Moderno
Palazzo Magnani

Corso Garibaldi, 29
42121 Reggio Emilia
Orari: dal martedì al giovedì 10.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00
venerdì, sabato e festivi 10.00 - 19.00
Info: 0522- 444446 – 0522/ 444436 info@palazzomagnani.it


Portfolio

Plinio Nomellini, Plenilunio, 1893. Foto Franco Sandri, AIRF Giuseppe Amisani, Nudo femminile Affiches, foto Bartoli Cornici Giuseppe Disertori, L'edera B. Benvenuti, Villa al mare
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