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Buon compleanno, mitico Paolo Conte! 80 anni di chic e charme

venerdì 6 gennaio 2017 di Armando Lostaglio

Paolo Conte, l’avvocato astigiano, lo chansonnier che ama Parigi e il Sudamerica, il musicista e polistrumentista, il pittore, il poeta elegante dalla voce roca e suadente compie ottanta anni. La sua formazione proviene dal jazz, ed è ritenuto uno dei più rilevanti cantautori italiani: “Azzurro” (che portò al successo Adriano Celentano) è la più popolare canzone italiana nel mondo, cosi come “O’ sole mio” e “Volare”.

Avvocato di professione (e tradizione familiare) nella sua oltre cinquantennale carriera, è stato autore di musiche per altri interpreti, spesso collaborando con autori di testi come Vito Pallavicini ed il fratello Giorgio. Ha firmato brani che sono considerati la colonna sonora dell’Italia. “Azzurro” certo ma anche “Genova per noi” e “Onda su Onda“ (per la voce di Bruno Lauzi), “Vieni via con me” (colonna sonora per il film di Benigni “Tu mi turbi”) e “Bartali” (col naso triste come una salita), brani che rappresentano la vivacità e la poesia in musica del secolo scorso.

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Tanti gli interpreti delle sue canzoni: da Patty Pravo (Tripoli) a Caterina Caselli (Insieme a te non ci sto più) a Dalidà e Giuni Russo. Era il 1979 quando Lucio Dalla e Francesco De Gregori riempivano stadi e piazze con “Banana Repubblic” (eravamo in trentamila al Comunale di Torino), concerto che si apriva proprio con “Un gelato al limon” appena scritto da Conte, di “sensualità di vite disperate”. E’ dunque la sua una folgorante quanto discreta (come la sua personalità) carriera internazionale, che solo dal 1974 prende piede con l’abbandonare la carriera forense per dedicarsi del tutto a quella artistica.

Il cinema d’autore lo adora: Robero Benigni, Lina Wertmuller, Nanni Moretti (ne “La stanza del figlio”) e Jean-Luc Godard che inserisce la struggente “Blue tango” nel film “Nouvelle Vague”. Persino in America si sussurra “Vieni via con me” nel film “French Kiss” di Lawrence Kasdan, mentre la protagonista Meg Ryan passeggia per le strade di Parigi; ed altri brani di Conte si ascoltano in un altro film americano “Mickey occhi blu” di Kelly Makin.

Stimato ed apprezzato dal pubblico francese e da varie platee internazionali, si è cimentato in altri campi espressivi, ricevendo nel 2007 una Laurea honoris causa in Pittura, conferitagli dall’Accademia di belle arti di Catanzaro.

È l’artista con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco di Sanremo, dove “nasce” ufficialmente nel ’76, con sei Targhe e un Premio Tenco. Ha inoltre ricevuto un Premio Chiara nell’apposita sezione Le parole della musica.

Ma è con la capitale francese che Paolo Conte tiene saldo un affetto speciale; “Parigi – asseriva - è stata molto importante per me, il primo rapporto con il pubblico straniero l’ho avuto lì”. É infatti il grande successo conquistato a Parigi al Théâtre de la Ville nel 1985 che gli conferirà accoglienze colte ed emotive in tutta Europa, da lì alla Germania, ai Paesi Bassi, all’Inghilterra, fino all’America. E il Sudamerica con la sua Milonga che Paolo Conte celebra con una liturgia, esaltando un grande e sconosciuto musicista argentino come Atahualpa Yupanqui (peraltro riscoperto anche da Vinicio Capossela), il cui nome vuol dire arcaicamente “viene da terre lontane per raccontare”.

E’ uno scrigno infinito il mondo poetico e musicale di Paolo Conte, che spazia dall’Europa all’America, non trascurando la nostra tradizione, innamorato di Napoli che celebra con una suadente “Spassiunatamente”.

Buon compleanno maestro, con la tua educata raffinata presenza in un’epoca talvolta arrogante ed insolente. Cantava in “Boogie” “Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti.”

Armando Lostaglio

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