Altritaliani

Il 2017 sia giovane

domenica 1 gennaio 2017 di Armando Lostaglio

Nel finale del film Crimini e misfatti, Woody Allen fa dire al filosofo Levy, come in un testamento: “Per tutta la vita siamo messi di fronte a decisioni angosciose, a delle scelte morali, alcune di esse importantissime, altre meno importanti. E noi siamo determinati dalle scelte che abbiamo fatto, siamo in effetti la somma totale delle nostre scelte. Gli avvenimenti si snodano così imprevedibilmente, così ingiustamente. La felicità umana non sembra fosse inclusa nel disegno della Creazione; siamo solo noi, con la nostra capacità di amare che diamo significato all’universo intero,indifferente. Eppure, la maggior parte degli esseri umani sembra avere la forza di insistere e perfino di trovare gioia nelle cose semplici, nel lavoro, nella loro famiglia e nella speranza che le generazioni future possano capire di più.

Certo, le generazioni future hanno sempre avuto qualcosa in più delle precedenti: lo slancio, la passione, talvolta la ricchezza, l’entusiasmo per l’arte che alle precedenti esistenze era precluso. Apprendono sempre di più per via dei mezzi di comunicazione e, oggi, di tecnologie sempre più affinate e perfettibili. Poi però qualcosa si inceppa nel processo di evoluzione, qualcosa di imprecisato che chiamano crisi economiche e, si scopre quindi, che esse sono dovute a decadimenti etici, preponderanti di poteri egemoni.

Spieghiamo alle giovani generazioni con la poesie e la letteratura che “I sogni richiedono fatica, amare è disponibilità all’incontro. Amare gli alberi, il tram che sferraglia gioioso sotto casa, le anatre del lago, il freddo, la neve che cade abbondante, la luce dei lampioni che illumina la notte, uscire e mescolarsi tra la folla quando torna primavera …” Lo scrive Paulo Coelho (Sulla sponda del fiume) e sebbene gli attacchi siano all’ordine del giorno, i ragazzi prediligono disarmarsi per credere nel divenire, nonostante la precarietà di una esistenza spesso soggiogata ad interessi altri. Interessi supremi che fanno di noi piccoli invisibili spettatori.

E’ dunque la ricerca di arte, di bellezza che rende consapevoli in un senso di appartenenza, al Creato come alla vita collettiva. Ancora la poesia ci sussurra echi di fratellanza fra generazioni: “Ascolta, figlio, il silenzio. / E’ un silenzio ondulato, / un silenzio, dove scivolano valli ed echi / e che piega le fronti al suolo”. Sono versi di Federico Garcia Lorca, poeta sagace della fratellanza fra gli uomini.

Una orazione laica è quella che negli anni ‘70 cantava Claudio Lolli (in “Dita”) : … Ci sono le dita di Dio stamattina nel cielo / e ti stanno disegnando una buona giornata in cui ci sarò, ci sarai, ci saremo / e ci potremo toccare chiedendo: com’è andata?

Un secolo fa, un giovane studente, Antonio Gramsci, scriveva sul Capodanno: "Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. …. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno... E ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallaciandosi a quelle trascorse." ("Capodanno", Avanti! 1° gennaio 1916).

Buon Anno a tutti e tanti auguri! Quest’anno le cose andranno meglio, per forza o per ragione.

Armando Lostaglio


Home | Contatti | Mappa del sito | | Statistiche del sito | Visitatori : 296 / 3939200

Monitorare l’attività del sito it  Monitorare l’attività del sito culture et CULTURE   ?

Sito realizzato con SPIP 3.0.21 + AHUNTSIC

-->