Altritaliani
Pittura e rap

Intervista a Simon Clavière-Schiele in occasione della sua mostra parigina+video

Espace Stillmuzik, 5 rue Dante, Paris 5e jusqu’au dimanche 29 novembre
venerdì 20 novembre 2009 di Francesco Raiola

Simon Clavière-Schiele è un artista a tutto tondo. Musicista e pittore nonché amante dell’Italia e di Napoli in particolare. Simon parla perfettamente l’italiano, anzi più precisamente il napoletano avendoci vissuto qualche anno. Sempre a Napoli ha conosciuto le difficoltà e le contraddizioni della città partenopea e ha cominciato la sua collaborazione con uno dei gruppi rap più stimati d’Italia: i Co’Sang, col quale ha collaborato nel loro ultimo album.

Ma Simon è parigino, la patria del rap europeo, l’unico paese europeo, la Francia, in cui il mercato del rap locale è maggiore di quello degli Usa. E proprio qui Simon crea la sua musica e le sue rime. Ma oggi parleremo più della sua pittura che della sua musica .

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“Duelité” è la mostra che sarà in esposizione fino a domenica 29 novembre all’Espace Stillmuzik, 5 Rue Dante, Paris 5e.

Perché “Duelité” ?

La dualità astrattazione/figurazione imposta dai baroni della storia dell’arte non mi sembra valida, non esiste una frontiera chiara tra queste due nozioni... sopratutto oggi con la dematerializzazione dell’immagine. Per me è un duello. Cosi ho immaginato il concetto di "duellità": un dittico formato da due parti, una cosidetta astratta, l’altra cosiddetta figurativa.

Come nasce questa esposizione?

Dipingo sia figurativo che astratto. Oggi per esistere, un pittore deve scegliere una via, uno stile, e produrre delle serie riconoscibili. Non volendo abbandonare una forma di espressione, ho deciso di iniziare questa ricerca. Sono contento di esporre. Inoltre ci sarà un’altra mostra che partirà dal 22 Maggio alla Galeria "La Jonquière“, 75017 Paris.

Corpi, visi, astrazioni. Se dovessi spiegare cos’è per te la pittura...

Invento tutto, non ho ne modelli, non uso né fotografie, né disegni preparatori... per me oggi con l’esplosione delle immagini non ha senso copiare all’infinito... anzi la pittura riprende la sua importanza adesso. Per me i visi, i corpi, triangoli sono elementi pittorici sensibili che mi danno uguale soddisfazione quando si crea l’armonia

Tu sei un musicista, quanto queste tue due anime lavorano assieme? Hanno influenza l’una sull’altra, e se sì, in che modo?

Sono due bisogni quotidiani, ma non esiste un influenza chiara. La mia musica, l’hip-hop, è naturalmente legata all’arte urbana dei graffiti. Io mi esprimo con la pittura "classica". Quando dipingo ascolto Jazz o Classica.

È appena uscito l’album dei Co’Sang al quale hai collaborato. Come nasce questa collaborazione?

Ci frequentiamo e lavoriamo insieme da 10 anni, però è il primo nostro pezzo inciso su disco.

Hai vissuto a Napoli, a Secondigliano, però il tuo hip hop, mi hai detto una volta, non è proprio sociale (nel senso Co’Sang etc...). Quanta Napoli e quale Napoli c’è nella tua musica?

Sono un pittore parigino del quartiere latino, il massimo dell’artità borghese, ne sono consapevole forse un po’ orgoglioso. Sono capitato a Secondigliano nel 1998 quando sono andato per studiare all’Accademia di Belle Arti; lì vivevo da cugini che mi hanno ospitato, poi ci sono tornato spesso per lavorare con i Co’Sang. Certo ho vissuto via Bakù, via Stella, dei posti veramente popolari e spesso diciamolo degradati... ma per me sono momenti, esperienze. Influenza la mia scrittura ma non la condiziona. I napoletani sono greci, i greci considerano barbaro chi non parla greco, i napoletani ti battezzano napoletano quando parli dialetto. L’ho imparato con i miei amici della periferia nord. Sono napoletano di lingua e di cuore, ma non parlo in nome della gente, lascio questo ai professionali del rap sociale.

A quando il tuo album? Puoi anticiparci qualcosa?

Vogliamo farlo uscire nell’anno 2010...esiste un singolo anticipato


Monsi le recycleur
envoyé par kitamuo. - Clip, interview et concert.

Lessi che la Francia è l’unico paese in cui il mercato rap locale è superiore a quello statunitense. Come mai secondo te? È solo il fattore banlieue o c’è dell’altro?

C’è una creatività fenomenale nelle banlieues, ma esiste pure una vera tradizione di black music; nel quartiere latino, à Saint- Germain-des-Prés, dal 1950, giravano i più grandi Jazzmen. Per me esiste un legame storico tra la musica afro-america e la Francia e più precisamente nel mio quartiere.

Qualche nome da mettere nell’ipod?

Troppi... quindi vi consiglio un buon vecchio Piero Ciampi " la tua assenza è una assedio".

Francesco Raiola


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