Altritaliani

Referendum: Voti dall’Aldilà!

lunedì 28 novembre 2016 di Maurizio Puppo

Vi sono varie stupidate che si possono fare quando si discute, ad esempio, del referendum costituzionale ormai imminente. Tra le più imperdonabili : annettere alla propria causa persone che non hanno più la possibilità di confermare o di smentire. Del tipo : « Che Guevara avrebbe votato NO ! ». (È solo un esempio. Non inalberatevi subito. Ma che caratteraccio però). Che Guevara è morto, mica puoi sapere cosa ne penserebbe della riforma. Tutto lì. Lo diceva anche Ungaretti : cessate di uccidere i morti. Accidenti. (Accidenti l’ho aggiunto io. Ungaretti non ce l’ha messo. A meno che non esista una lectio facilior : « cessate di uccidere i morti, e che cazzo ! »).

Tutto questo è chiaro. Ora però, pochissimi minuti fa, è accaduta una cosa clamorosa. Dio Onnipotente si è reso conto dell’eccezionale importanza del referendum costituzionale italiano. E ha « deciso di estendere il diritto di voto anche alle persone che hanno già terminato la loro esistenza terrena e più in generale a ogni tipo di personaggio presente nell’immaginario del popolo italiano ». La prima osservazione di Beppe Grillo è stata « quelle merde schifose fanno votare anche i morti perché tra cadaveri putrefatti ci si intende », espressa nella rubrica « Al di là della polemica : lo spazio delle analisi pacate e costruttive ». In ogni caso, poche carabattole : Dio ha deciso.

Eccovi quindi un primo quadro delle principali posizioni emerse dopo la clamorosa decisione. Alcide De Gasperi vota NO (come disse in un comizio del 1946) « a una Repubblica dominata da una sola assemblea, il che vuol dire quasi sempre dagli uomini più audaci e senza scrupoli». Berlusconi ha sottoscritto la dichiarazione. Vota SÌ Palmiro Togliatti, per superare (come disse all’Assemblea Costituente nel 1947) « questo sistema di inciampi, di impossibilità, di voti di fiducia, di seconde camere » .

Vota SÌ Enrico Berlinguer, perché « il bicameralismo appare come un ostacolo e come un appesantimento dei lavori parlamentari ». Vota NO Aldo Moro. Il suo intervento sulla questione è durato 14 ore e mezza e ha provocato malori e forti crisi di isteria tra i giornalisti presenti, piuttosto giovani e abituati a uno stile di comunicazione, come dire, più rapido.

Vota SÌ Alberto Moravia; vota NO Pier Paolo Pasolini, la cui ultima provocazione ha suscitato qualche polemica : meglio sarebbe, dice Pier Paolo, abolire del tutto Costituzione, parlamenti, elezioni e governi, e tornare alla sana cultura orale tradizionale, basata su sanguinose guerre tribali. Interminabili le discussioni sulla macchina di Moravia, nel tragitto verso Sabaudia. Elsa Morante dice che l’unica cosa certa è che lei con quei due al mare non ci va più.

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Pasolini e Moravia

Vota NO Antonio Gramsci, ma SÌ Piero Gobetti. O forse è il contrario ? Interessante la posizione di Sandro Pertini, che ha urlato in faccia ai cronisti : « cosa vuole che voti ? Come mi si può (non è vero) anche solo fare la domanda ? È evidente ! È chiaro ! Io (non è vero) voto come vota il popolo, come decide il popolo, (non è vero) come il popolo mi chiede ».

Di fronte ai cronisti che gli chiedevano di essere più preciso, e di fare uno sforzo per limitare un pochettino l’uso dell’intercalare « non è vero », Pertini ha detto di avere preparato due foto di se stesso sorridente con la pipa, una accanto a un SÌ e l’altra accanto a un NO. La decisione su quale fotografia diffondere sarà fatta, molto semplicemente, in funzione del risultato del referendum.

Vota SÌ Topolino, da sempre di tendenza filo-governativa (tipo Corriere della Sera, per capirci) ; NO Paperino. Vota SÌ Pippo, il cui stralunato e talvolta irragionevole ottimismo può in effetti ricordare, in qualche misura, quello di Renzi. Vota NO Paperoga, di tendenza anarchica. Vota SÌ Superman, da « super-uomo delle istituzioni », dichiara. E aggiunge : « oggi, per far approvare una legge in Parlamento senza usare la decretazione d’urgenza, nemmeno i miei super-poteri sono sufficienti ». Vota NO Batman, tendenza anarchico–di-destra.

Il fronte del SÌ incassa il voto dell’Uomo Ragno, ma i sostenitori del NO replicano: ecco l’ennesimo arrampicatore renziano, eccone un altro che per sostenere la riforma si arrampica sugli specchi. Catwoman resta invece su posizioni fortemente critiche. Titti, (e non è una sorpresa) si è schierata per il SÌ e per il sostegno critico a Renzi. Gatto Silvestro voterà NO : avrebbe preferito l’abolizione tout court del Senato. Vota NO Toro Seduto, per il SÌ Buffalo Bill. Vota NO Tex, il che rischia di portare a una scissione dello storico duo con Kit Carson, schierato per il SÌ. Bob Rock del gruppo TNT è per il NO, Alan Ford si schiera per il SÌ in virtù del suo sorriso chiaramente renziano. Hermann Melville dice: preferirei di no. Vota NO Almirante, in difesa della Costituzione « più bella del mondo »: quando ha ricordato che « bisogna votare NO per difendere la Costituzione voluta da tutti quei partigiani che ho fatto fucilare », i camerati di Casa Pound hanno applaudito entusiasti (la Costituzione o le fucilazioni ?).

Vota NO Piero Ingrao, indimenticabile leader comunista, nonostante alcune sue vecchie dichiarazioni contrarie al bicameralismo. Ingrao ha però richiamato tutti, con severo monito, a uno forzo unitario, ricordando « come sia necessario ora, all’interno e non fuori dal partito, uno sforzo di unità e di rinnovato dialogo, nel reciproco rispetto, tra noi valorosi difensori della costituzione repubblicana nata dall’antifascismo, e quegli schifosi traditori pezzi di merda, voltagabbana, luridi servi del capitalismo cripto-fascista che votano sì ».

Vota NO Edoardo Sanguineti, che ci tiene però a distinguere il suo voto da quello dei sostenitori dell’anti-politica con questi versi : « odio i politici odiosi: (..) ma, (…) amo, così, quella grande politica / che è viva nei gesti della vita quotidiana, nelle parole quotidiane / (come ciao, pane, fica, grazie mille) ». « Ciao pane fica grazie mille » è stato subito adottato come slogan dei sostenitori del NO. La posizione di Marco Pannella : « rivelerò la mia intenzione di voto solo alla fine del mio discorso ». Nessun giornalista è tuttavia riuscito a sopravvivere all’interminabile litania di definizioni di se stesso, « radicale liberale liberista socialista referendario non violento gandhiano antiproibizionista » che ha dapprima saturato la disponibilità lessicale delle principali lingue moderne, e poi stroncato, uno dopo l’altro, i cronisti presenti.

Vota SÌ Norberto Bobbio, subito accusato da tutti i fronti contemporaneamente di essere comunista e fascista allo stesso tempo (grama, come sempre, la vita dei liberalsocialisti). Vota SÌ Montanelli, che ha detto che la riforma è una schifezza fatta da persone di scarsissimo livello, indegne, ma che altro si dovrebbe fare se non votare SÌ turandosi non solo il naso ma proprio ogni tipo di orifizio e avvolgendosi in una speciale membrana protettrice che elimina ogni contatto con l’esterno?

Alla notizia del voto favorevole del vecchio Cilindro, Travaglio ha scritto un editoriale violentissimo, « MORTANELLI (sic – è un epiteto ingiurioso) mi ha sempre fatto schifo» , tirando fuori un formidabile dossier di accuse spaventose. « Temevo di non poterlo mai usare! », ha chiosato sorridente il direttore del Fatto Quotidiano. « Ora l’unico dossier di accuse orribili e ingiuriose che ancora non ho potuto usare è quello contro me stesso : confido in un mio passo falso ».

Vota NO Luciano Bianciardi : « di qualunque cosa si tratti, io sono contro », ha detto chiosando il vecchio Groucho Marx. Vota SÌ Domenico Modugno : l’alternativa, secondo il popolare cantante, sarebbe uno stallo delle riforme per molto tempo. Il comitato del No denuncia il vergognoso messaggio subliminale di propaganda contenuto nel verso « penso che un sogno così non ritorni mai più ». Vota SÌ Federico Fellini. Vota SÌ anche Marcello Mastroianni. Hanno sempre fatto tutto assieme. Ennio Flaiano è parso inizialmente orientato per il NO: « sarà il modo segreto di contarci. Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì. I quali si chiederanno che cosa non viene apprezzato nel loro ottimismo ». Anche se lo stesso Flaiano ha così commentato certe intemperanze dell’ANPI verso i sostenitori della riforma : « in Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti ».

Compatti per il NO Benito Mussolini, Adolf Hitler e Giuseppe Stalin, che denunciano, in un documento congiunto « il pericolo di una deriva autoritaria ». L’ANPI ha offerto loro la tessera onoraria.

Vota SÌ Alessandro Manzoni. Prevedibile il NO di Giacomo Leopardi, che ricorda ai promotori del referendum « l’infinita vanità del tutto ». Un po’ più a sorpresa quello di Foscolo, che afferma di sentirsi « tradito » dal governo Renzi, in cui aveva riposto tante speranze. Karl Marx vota NO ma Nietzsche SÌ. Vota NO Bettino Craxi. Per due ragioni : la prima è che la riforma non l’ha fatta lui. La seconda la si conoscerà dopo la lunga pausa, così caratteristica del parlare craxiano. Vota SÌ Fausto Coppi, NO Gino Bartali. Vota SÌ la Santa Vergine Maria : « sono favorevole alla riforma e apprezzo il lavoro da quella brava ragazza che, diciamolo, non vorrei apparire vanitosa ma… Mi somiglia un po’, ecco, Elena Boschi ». Vota NO Gesù Cristo. Dio Onnipotente non si pronuncia, ma fonti bene informate lo danno per il SÌ. Scissione trinitaria in vista, o Spirito Santo nuovo ago della bilancia ?

Infine, mentre dal cielo ormai buio ricomincia a piovere, resta indeciso Luigi Pirandello : forse che sì, forse che no.

Maurizio Puppo


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