Altritaliani

Il programma completo e i film italiani della 73a Mostra del cinema di Venezia

mercoledì 31 agosto 2016 di Andrea Curcione

Tra continuità e innovazione si apre oggi la 73a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Rassegne, film, attori e registi. Il programma completo con Andrea Curcione.

Mancano poche ore all’apertura della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica del Lido di Venezia, edizione numero 73, poi la madrina di quest’anno, l’attrice Sonia Bergamasco, che esordì alla Mostra nel 2001 nel film “L’amore probabilmente” di Giuseppe Bertolucci, darà inizio alla kermesse cinematografica. La mostra di quest’anno sarà segnata dal rigore e dalla sobrietà. Infatti la cittadella del cinema del Lido vedrà maggiori controlli di sicurezza antiterrorismo dopo i recenti attentati che hanno colpito il Belgio e la Francia. Inoltre alcuni eventi mondani, come la classica cena d’inaugurazione presso la spiaggia dell’hotel Excelsior non si svolgeranno per rispetto delle vittime del terremoto del 24 agosto scorso che ha colpito alcune zone del centro Italia.

La mostra di quest’anno, ancora diretta da Alberto Barbera, ha una preapertura il 30 agosto alle 20.30 alla Sala Darsena con la proiezione del film “Tutti a casa” diretto da Luigi Comencini, pellicola del 1960, sceneggiato dallo stesso Comencini insieme a Age, Scarpelli e Marcello Fondato. La pellicola, a sfondo bellico, interpretata da Alberto Sordi attorniato da un cast di attori importanti, come Serge Reggiani, Martin Balsam, Edoardo De Filippo, Nino Castelnuovo, è stata restaurata dalla Cineteca di Bologna e presentata a tutta la cittadinanza veneziana in occasione del centenario della nascita del regista (nato a Salò l’8 giugno del 1916 e deceduto a Roma il 6 aprile del 2007).

La pellicola sarà preceduta da un documento storico: nove “vedute” veneziane realizzate oltre un secolo fa dai fratelli Lumière. Di queste vedute in pellicola, si potranno ammirare alcuni momenti di vita come “Approdo di una gondola ai Santi Giovanni e Paolo”, “I vaporetti a Rialto” e “I leggendari piccioni di San Marco”, come vennero proposte dalla Cinematographe Lumière la prima volta nel Teatro Minerva che si trovava a San Moisè. Le “vedute” saranno commentate in sala dal Direttore dell’Institut Lumière di Lione, Thierry Fremaux.

Per il quinto anno di seguito il manifesto ufficiale della 73.Mostra è stato realizzato dal disegnatore Simone Massi. In primo piano, una figura maschile non riconoscibile, che potrebbe essere lo stesso autore, ma anche un qualsiasi spettatore, afferra dall’alto un manifesto/sipario e inizia a svelare ciò che potrebbe essere lo schermo dove verranno proiettati, per undici giorni, i film della Mostra. Viene così evocata la curiosità che alimenta, nel pubblico degli appassionati, l’attesa di ogni proiezione d’autore in un festival cinematografico.

La Mostra del Cinema avrà 21 film in concorso, 18 fuori concorso, 19 nella sezione Orizzonti, 20 Classici e 10 documentari sul cinema. Ma ci sarà anche spazio per due doverosi omaggi a due registi che ci hanno appena lasciato: Abbas Kiarostami e Michael Cimino. Del primo si vedrà un film di montaggio inedito di 76’ (un minuto per ogni anno vissuto) visto che stava lavorando ad una serie di corti prima di morire. Del secondo ci sarà la proiezione de “L’anno del dragone” (1985).

Tra le pellicole in concorso ben sette titoli sono provenienti dagli Usa, mentre 3 sono i film italiani (in ribasso, rispetto ai 4 dell’anno scorso) che sono: “Spira mirabilis” dei coniugi registi Massimo Adinolfi e Martina Parenti che presentano la loro seconda opera dopo “L’infinta fabbrica del Duomo” (2015); “Piuma” dell’anglo-pisano Roan Johnson, al suo terzo lavoro dopo “I primi della lista” e “Fino a qui tutto bene”, e dopo la regia delle tre serie targate Sky “I delitti del Barlume”. Infine “Questi giorni” di Giuseppe Piccioni, che ritorna in concorso a Venezia dopo 15 anni da “Luce dei miei occhi”, che fece ottenere la Coppa Volpi per la migliore interpretazione a Luigi Lo Cascio e a Sandra Ceccarelli.

“Spira mirabilis” di Adinolfi-Parenti è un film documentario che racconta l’immortalità attraverso i quattro elementi della natura: l’acqua, l’aria, la terra e il fuoco. Prodotto da Montmorency Film, Rai Cinema la spirale meravigliosa è una sinfonia visiva, girata in quattro diversi luoghi del mondo e con quattro diverse storie protagoniste che raccontano e mostrano la tensione verso l’immortalità.

“Piuma” di Roan Johnson è una storia di ragazzi, anzi una coppia che dovrebbe studiare per gli esami di maturità e invece si ritrova alle prese con una gravidanza inattesa e con il mondo che inizia ad andare contromano. Prodotto da Palomar e Sky Cinema, con il contributo del MiBACT il film è distribuito da Lucky Red.

“Questi giorni” di Guseppe Piccioni racconta la storia di un gruppo di ragazze di provincia in età universitaria, l’età in cui le scelte sul futuro si fanno pressanti, difficilmente rinviabili. Nel cast Margherita Buy, Maria Roveran, Marta Gastini, Caterina Le Caselle, Laura Adriani, Filippo Timi, Alessandro Averone, Mina Djukic. Tratto dal romanzo inedito "Color betulla giovane" di Marta Bertini, il film è prodotto da 11 marzo, Publispei, Rai Cinema e distribuito da Bim.

Film d’apertura sarà “La la land” del regista statunitense premio Oscar Damien Chazelle (classe 1985) che ha riscosso un successo di pubblico e di critica con il suo precedente lavoro “Whiplash” (2014). “La la land” è una storia d’amore musicale ambientata a Los Angeles tra un pianista Jazz, interpetato da Ryan Gosling e un’aspirante attrice, (Emma Stone) entrambi in cerca di fortuna.

Il film di chiusura sarà invece il remake del western “I magnifici sette” diretto da Antoine Fuqua, e sceneggiato da Nic Pizzolatto (già autore della serie tv di successo “True Detective”) mentre nel ruolo dei pistoleri che proteggono un villaggio di messicani ci sono gli attori Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Vincentt d’Onofrio, Peter Sarsgaard. Si preannunciano sparatorie a non finire.

Tra i divi che dovrebbero sbarcare al Lido oltre agli attori sopracitati, arriveranno anche Michael Fassbender, Jake Gyllenhaal, Amy Adams, Michael Shannon, Natalie Portman (che interpreta il ruolo di Jackie Kennedy nell’atteso film in concorso “Jackie” del cileno Pablo Larrain), e ancora Brad Pitt, Mel Gibson e Cate Blanchett e il regista Wim Wenders.

La giuria di Venezia 73 è così composta: Sam Mendes (Presidente) regista e produttore cinematografico britannico, la musicista e scrittrice americana Laurie Anderson, l’attrice britannica Gemma Arterton, lo scrittore e sceneggiatore pugliese Giancarlo De Cataldo, l’attrice tedesca Nina Hoss, l’attrice Chiara Mastroianni, il regista statunitense Joshua Oppenheimer, il regista, sceneggiatore e produttore venezuelano Lorenzo Vigas, l’attrice cinese Zhao Wei.

Nella sezione Orizzonti, il concorso internazionale dedicato a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche ed espressive, tra i 35 titoli troviamo 6 titoli italiani. Il corto “Stanza 52” di Maurizio Braucci, “Molly Bloom” di Chiara Caselli, il documentario “Liberami” di Federica Di Giacomo (Ita/Fra), “Colombi” di Luca Ferri, “Good News” di Giovanni Fumu (Corea del Sud/Ita) e “Il più grande sogno” di Michele Vannucci.

Per la giuria di Orizzonti sono stati chiamati: il regista, sceneggiatore e produttore francese Robert Guédiguian (Presidente), il critico cinematografico statunitense Jim Hoberman, l’attrice egiziana Nelly Karim, l’attrice italiana Valentina Lodovini, l’attrice sud coreana Moon So-ri, il critico cinematografico Josè Marìa (Chema) Prado, il regista indiano Chaitanya Tamhane.

Quest’anno vi saranno inoltre una serie di proiezioni per il pubblico e degli incontri con dei maestri del cinema nella nuova sala chiamata “Sala Giardino” nello spazio rimasto vuoto per molti anni, dove si doveva edificare il nuovo palazzo del cinema. La tensostruttura smontabile a forma di cubo edificata in breve tempo, dalle pareti esterne di colore rosso, contiene una sala tecnologicamente avanzata costata oltre 500 mila euro, di cui 150 mila di primo impianto ha una dimensione di 35 x 25 metri e un’altezza totale di 11 metri, ospita 446 posti, con uno schermo di 6x14 metri ed è dotata dell’impianto sonoro Dolby 7.1, possibilità di proiezioni in 3D, e in pellicola e cinema digitale. Rivestita all’interno con pannelli fonoassorbenti e all’esterno isolanti, la struttura dispone inoltre di luci di sala con sistema motorizzato per illuminazione di eventi e delegazioni, sistema di amplificazione e traduzione simultanea. Qui si potranno assistere le proiezioni serali con i registi di film come “L’estata addosso”, l’ultima pellicola di Gabriele Muccino, “In dubious battle”di James Franco, tratto da un testo di William Faulkner, “Geumul (The Net)” del coreano Kim Ki-Duk e il documentario “Franca – Chaos and Cration” di Francesco Carrozzini, un ritratto intimo di sua madre, Franca Sozzani, che è stata per molti anni direttrice di Vogue Italia.

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La sala giardino - La nuova sala smontabile


Tra le 18 pellicole fuori concorso segnaliamo i lavori italiani: il documentario “Assalto al cielo” di Francesco Munzi sugli anni di piombo in Italia, “Monte” di Amir Naderi (Ita/Usa/Fra) una storia medioevale ambientata tra i monti dell’Alto Adige, sul gruppo montano del Latemar e in Friuli Venezia Giulia; “Tommaso” di Kim Rossi Stuart, incentrato su un giovane (lo stesso Rossi Stuart) incapace di mantenere le proprie relazioni sentimentali, con Jasmine Trinca e Cristina Capotondi, e infine i primi due episodi della serie “The Young Pope” diretti da Paolo Sorrentino (Ita/Fra/Spa/Usa) che si vedrà su Sky Italia questo autunno.

I film selezionati come opere prime hanno una giuria, composta dall’attore e regista Kim Rossi Stuart (Presidente), la produttrice catalana Rosa Bosch, l’attore e sceneggiatore statunitense Brady Corbet, l’attrice spagnola Pilar López de Ayala e il critico cinematografico francese Serge Toubiana.

Per le Giornate degli Autori segnaliamo tra le 12 pellicole della selezione ufficiale, i film italiani: “La ragazza del mondo – Worldly Girl” di Marco Danieli su di una ragazza, Giulia (Sara Serraiocco) che entra nel mondo dei Testimoni di Geova, “Indivisibili” di Edoardo De Angelis, la storia di due gemelle siamesi che vivono il loro indissolubile legame e “Ombre dal fondo – The War Within” di Paola Piacenza, film di chiusura, che racconta la tragica esperienza del reporter de “La Stampa” Domenico Quirico, rapito in Siria l’8 aprile del 2013 e liberato dopo 152 giorni di prigionia.

Tra i 7 film in concorso per la Settimana Internazionale della Critica segnaliamo il film “Le ultime cose” di Irene Dionisio (Ita/Sviz/Fran). Tre storie si intrecciano per raccontare chi, per necessità porta in pegno i propri averi, in attesa del riscatto o dell’asta finale. C’è Sandra (Christina Rosamilia) una giovane trans che porta la propria pelliccia; Stefano (Fabrizio Falco) un giovane impiegato appena entrato in servizio al banco dei pegni; infine Michele (Alfonso Santagata) un ex facchino in pensione, che ha urgenza di un prestito e si rivolgerà alla persona sbagliata.

Per ultimo segnaliamo le proiezioni speciali, con la riscoperta dei grandi Classici, e alcune novità come il documentario “E venne l’uomo – Un dialogo con Ermanno Olmi” di Alessandro Bignami, al “Bozzetto non troppo” di Marco Bonfanti sul celebre disegnatore, “Perché sono un genio!” di Stefano Della Casa e Francesco Frisari, i documentari “Acqua e Zucchero. Carlo di Palma, i colori della vita” di Fariborz Kamkari, e poi le pellicole “Break Up. L’uomo dei cinque palloni” (1965) di Marco Ferreri, “La battaglia di Algeri” (1966) di Gillo Pontecorvo, il documentario “1848” (1948) di Dino Risi oltre a “Profumo di donna” (1974) e “Processo alla città” (1952) di Luigi Zampa. Sarà il regista Roberto Andò, in veste di presidente della giuria a selezionare il miglior lavoro restaurato.

Sarà una mostra di qualità, come hanno ribadito il presidente della Biennale Paolo Baratta e il direttore Alberto Barbera alla presentazione alla stampa lo scorso luglio. E ha aggiunto Baratta:

“Non siamo un’emanazione fieristica, ma culturale. Siamo e resteremo fedeli a un modello, a un tipo di Mostra che guarda alla qualità. Restiamo il punto di riferimento come trampolino per le grandi produzioni. Siamo e resteremo attenti ai mutamenti sociali e culturali. Siamo certi che anche quest’anno la Mostra del cinema non deluderà nelle aspettative”.

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Andrea Curcione


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