Altritaliani
Musica italiana

In concerto a Parigi la cantante NADA con Fausto Mesolella - Intervista

mercoledì 15 giugno 2016 di Evolena, Rambaldo degli Azzoni

Un’intervista Altritaliani. Venerdi 17 giugno alle 20.30 nella Sala delle feste della Mairie del 13° arrondissement, place d’Italie, la cantante italiana Nada terrà il suo primo concerto a Parigi, accompagnata alla chitarra da Fausto Mesolella. Lei è la voce culto della canzone italiana. Poco più che bambina vinceva il Festival di San Remo nel 1971, ha inciso 24 albums e ha tenuto migliaia di concerti. Lui è il chitarrista ’colto’ degli ’Avion travel’.

Insieme amalgamano gli stili: dal rock al pop, attraverso jazz e new age.
La voce, cosi personale, di Nada, calda e roca allo stesso tempo, si accorda splendidamente con la chitarra di Fausto Mesolella.
Questo concerto rappresenta un avvenimento, poiché è la prima volta che Nada, una delle cantanti e autrici più popolari degli ultimi quarant’anni della musica italiana, si esibisce sulla scena parigina.

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Un concerto organizzato da Musica italiana (Rambaldo degli Azzoni)
Sarà in vendita la sera del concerto il CD “NADA TRIO”

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INTERVISTA A NADA

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In occasione di questo evento significativo che è il suo primo concerto parigino, sono d’obbligo alcune domande per far conoscere meglio al pubblico d’oltralpe una grande artista conosciuta soprattutto, nell’immaginario collettivo, per i trionfi di teen-ager a Sanremo e per alcuni grandi successi discografici. E invece, nel passato, nel presente e nel futuro di Nada ci sono tantissime vicende artistiche di rilievo, non soltanto nella musica.
Cominciamo però dall’inizio.

Altritaliani : Come è arrivato «Il pulcino di Gabbro» sulla scena del Festival di Sanremo? (Gabbro è il villaggio natale di Nada in provincia di Livorno)
E come è stata l’esperienza di ritrovarsi catapultata giovanissima nel «tempio» della canzone italiana ?

Nada : Per essere a quindici anni su un palco come Sanremo e non avere poi traumi incurabili serve una bella incoscienza, cosa che fortunosamente io avevo e ancora ringrazio non so chi di essere stata così incosciente, anche perchè in quel posto ci ero arrivata malgrado la mia non volontà di esserci e di fare questo bel mestiere che adesso amo ma che allora vedevo solo come un qualcosa che rubava la mia adolescenza. E me l’ha rubata, avevo ragione !!

A.I. : Molto presto c’è stato però anche l’incontro col «poeta maledetto» livornese Piero Ciampi, scoperto e divenuto personaggio di culto solo dopo la sua morte.
Come è avvenuto questo incontro e che effetto ha avuto sulla vicenda umana e artistica?

Nada : A diciotto anni mi ero gia stancata di quello che facevo e che i miei discografici volevano che io rappresentassi, non mi piaceva quel mondo di plastica e mi ribellai decisa a smettere di cantare per andare a New York all’Actors Studio, a studiare. Se dovevo stare su un palco dovevo farlo con capacità e seriamente. Proprio in quel periodo incontrai Piero Ciampi e capii che lui poteva rappresentare al meglio la mia ribellione, la mia America. Il suo modo crudo e poetico di scrivere per raccontare la vita era il mio e così non partii più e cominciai a stare e lavorare con lui. Stavamo insieme giorno e notte a parlare, raccontarci e scrivere. Da quell’incontro nacque un primo disco bellissimo che si chiama : « Ho scoperto che esisto anch’io ». Un fallimento, non vendette nulla e non fu considerato da nessuno, tantomeno dalla critica, che non c’aveva capito niente. Poi altri dischi sempre di scarsissimo successo, fino a che lui malato se ne andò. Ma dopo anni tutti si sono ricreduti, e devo dire che ancora oggi quando scrivo lui è sempre presente ed è la mia più forte ispirazione, anche se poi quello che faccio sembra non c’entri nulla con lui, invece c’entra.

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Come faceva freddo scritta da Piero Ciampi per NADA (uscita nell’album Ho scoperto che esisto anch’io del 1973). Qui nella versione di NADA TRIO con Fausto Mesolella alla chitarra e Ferruccio Spinetti al contrabbasso.

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A.I. : In seguito, fra diversi brani di successo, come «Ti stringerò», «Amore disperato», «Come faceva freddo» e alcuni momenti di pausa, c’è stato un’altro incontro molto importante, quello del 1994 con due esponenti degli Avion Travel, il chitarrista Fausto Mesolella e il contrabbassista Ferruccio Spinetti, che ha dato vita al celebre Nada Trio.
Ce ne può parlare e spiegarci qual è il segreto di una collaborazione così riuscita fra la sua voce inconfondibile e due eccellenti strumentisti acustici, al punto che ancor oggi il duo con Fausto Mesolella, che potremo apprezzare a Parigi, è richiestissimo in Italia e non solo e continua ad aggiornare il suo repertorio?

Nada : Fausto è talmente bravo che mi da modo di cantare come piace a me, in massima libertà, e lui con me può improvvisare come gli detta il momento, la massima espressione per un musicista. Insomma ci troviamo bene e ci vogliamo bene, siamo amici.

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Ma che freddo fa nella versione con Fausto Mesolella

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A.I. : Ad un certo punto lei ha cominciato a non essere più «solo» interprete di canzoni scritte da altri ma anche autrice, compositrice e pure arrangiatrice delle sue canzoni. Come è avvenuto questo autentico attraversamento di un guado, come Nada è divenuta cantautrice, oltretutto molto prolifica, creativa e coraggiosa?

Nada : Dopo la morte di Piero Ciampi non trovavo più nulla che mi piacesse cantare, e allora mi sono fermata per qualche anno ed ho iniziato a studiare musica per comporre e più che altro per capire se avessi le capacità di fare quello che avevo in mente ma che non riuscivo a spiegare e spiegarmi. Oggi credo di avere acquisito un mio personale linguaggio poetico per scrivere quello che mi piace raccontare cantando.

A.I. : Nel suo intenso percorso artistico ci sono attività non soltanto musicali. Ad esempio diverse incursioni nel teatro, anche con Dario Fo.
Ci può parlare di questa importante esperienza e di altre che hanno lasciato un segno importante ?

Nada : Ho cominciato a fare teatro, cosa che gia avevo fatto per la televisione con alcune interpretazioni, anche belle mi dicono. Di certo erano belle per Giulio Bosetti che le aveva viste e che mi chiamò per interpretare il Diario di Anna Frank. Per due anni ho girato tutti i teatri d’Italia e poi mettemmo in scena Pigmalione per un altro anno di tour. E con Dario Fo ho interpretato Polly nell’Opera da tre soldi, di Brecht, che lui riadattò chiamandola L’Opera dello Sghignazzo. Con lui quattro mesi di prove, in cui dovevo cantare e recitare, e ballare e saltare e volare appesa ad un gancio a tre metri da terra, tutto questo per dieci ore al giorno. In un anno di tournée stare ogni sera in scena con Dario Fo non è stato facile, lui è molto debordante, più che teatro lui fa jazz con le parole. Ma mi sapevo divertire e difendere bene.

A.I. : Lei ha anche interpretato dei videoclip mai banali, fra cui uno di effetto veramente dirompente per un brano rock come «Gesù», girato dal grande regista Citto Maselli («I delfini», «Gli indifferenti» , «Il sospetto», «Storia d’amore»).
Come è stata quell’esperienza con un maestro del cinema italiano, in cui la vicenda di un «Gesù» moderno e disorientato è stata rappresentata insieme alle immagini sconvolgenti delle violenze del G8 del 2001 a Genova (girate dallo stesso Maselli)?

Nada : Con Citto Maselli è stato un bell’incontro e ne è uscito un video interessante che lui si inventò integrando un mio viaggio in città con quelle sue immagini che aveva girato al G8 di Genova. Veramente duro e toccante. Ma la cosa più bella oltre al video musicale fu la ripresa di una nostra conversazione in un bar di Roma dove io e Citto tra un bicchiere e l’altro ci siamo raccontati parlando di tutto quello che ci veniva in mente. E mi ricordo che ci vennero in mente bei pensieri.

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Videoclip di Gesù girato da Citto Maselli nel 2001

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A.I. : Al suo fianco, nella vita e nell’arte, c’è una figura inseparabile, Gerri Manzoli, componente in passato di un celebre gruppo musicale italiano, «I Camaleonti».
Qual è la sua parte e l’importanza nella realizzazione dei suoi tanti progetti artistici ? Ed è vero che lasciò la sua band di successo per poter stare vicino a lei ?

Nada : Gerri è il mio compagno di vita e padre di nostra figlia.

A.I. : Una quindicina di anni fa, con «Le mie madri» lei ha cominciato anche a scrivere e pubblicare libri, attività diventata ormai un abitudine, con ottimi riscontri di pubblico e critica. Come ha preso il via questo suo nuovo importante percorso artistico e che parte ha ora nella sua vita ?

Nada : La scrittura è sempre stata presente nel mio modo di stare nella musica, io ho usato molto le parole, anche nei miei spettacoli ho sempre cercato di dare senso a fantasie visionarie per creare storie che mi appartenevano o erano di altri ma in qualche modo filtrate da me diventavano parte del mio modo di essere e pensare. Adesso sono al quarto libro e ne sono orgogliosa perchè per me la letteratura è una cosa «importante» e non mi permetterei mai di scrivere se non sapessi che quello che scrivo ha un senso letterario.
Il mio ultimo libro è la bella storia della lunga vita di una grande donna che si chiama Leonida.

A.I. : Anche nel 2016 la sua attività continua con straordinaria vitalità, col nuovo album «L’amore devi seguirlo» (Santeria), uscito in gennaio, e con il libro «Leonida» (Edizioni Atlantide), uscito a fine aprile.
Dopo una carriera così intensa, ricchissima di progetti e di concerti, da cosa trae l’energia e la creatività che le permettono ancora inevitabilmente di coinvolgere e stupire ?

Nada : Continuo ad essere ingenua e credo nelle storie che ancora mi diverto a raccontare. Sono sempre io la più stupita di tutti.

A.I. : Per concludere, in attesa di poterla finalmente apprezzare dal vivo con Fausto Mesolella e sperando di averla molto più spesso in Francia, anche con le ultimissime produzioni e coi suoi libri, solo due parole sulle sue prospettive, ambizioni, speranze per il futuro in un mondo sempre più difficile e drammatico ma affascinante, sperando di avere presto l’occasione per un’intervista molto più approfondita.

Nada : Per adesso mi godo questo viaggio a Parigi, poi in futuro si vedrà. Devo però dire che il domani non mi fa paura, ma il dopodomani sì, fa proprio paura.

Intervista a cura di Evolena con la collaborazione di Musica italiana FR


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