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Cinema

Un grande ottantenne del cinema europeo Ken Loach riceve la Palma d’oro a Cannes 2016

lunedì 23 maggio 2016 di Maria Cristina Nascosi Sandri

Senza film italiani in concorso, ma con l’apprezzamento per le opere presentate in altre sezioni, si è concluso il Festival di Cannes che premia il cinema sociale di Ken Loach il quale dopo dieci anni conquista una nuova Palma d’oro. Ancora una volta il successo non ha arriso ad Almodovar mentre gli altri premi sono andati al cinema canadese, iraniano ed ai paesi considerati ’minori’ tra le potenze produttive. Naturalmente premi anche alla Francia.

Dopo 10 anni dall’ultima Palma d’oro ricevuta, Ken Loach, regista anglosassone caro alle generazioni dei sessantottini ed oltre si è visto riattribuire il prestigioso riconoscimento a Cannes 2016.

Grande nel suo impegno politico e sociale, sempre profuso nei suoi film, Kenneth - questo il suo nome per intero - è a tutto diritto entrato a far parte della Storia del Cinema, da tempo.
Una delle sue prime pellicole che lo fecero conoscere è l’incredibile Family Life , del 1971, un affresco della vita dentro le mura di casa ancor oggi davvero straniante.

Come i grandi dimenticati Lindsay Anderson, Joseph Losey, Karel Reisz è cresciuto alla scuola degli Angry young men, George Osborne ed Harold Pinter, scrittori di razza che han dato vita, negli anni Cinquanta, al Free Cinema inglese, quello da cui attinse anche il nostro Michelangelo Antonioni, ancora a livello di performances teatrali con una giovanissima Monica Vitti.

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Ken Loach

Così, con il suo pugno alzato - ’retaggio’ che si era portato anche alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, nel 1994 quando ottenne il Leone d’Oro alla Carriera - anche a Cannes Loach, commosso, ricevendo il premio per il suo I, Daniel Blake, ha rilanciato il suo impegno a tutto tondo, che sa molto di speranza in un mondo migliore che non cesserà, con l’affermazione chiara: Un altro mondo è possibile, urlato al pubblico presente.

Il Gran Prix Speciale della Giuria è andato al giovanissimo canadese Xavier Dolan, con Juste la fin du monde, del 2016 da lui stesso scritto e diretto. Il film è basato sull’omonima piéce teatrale di Jean-Luc Lagarce, un mélo reality ’tra urla e silenzi’ - è stato detto. Il cast della pellicola è semplicemente stellare: Gaspard Ulliel, Nathalie Baye, Vincent Cassel, Marion Cotillard e Léa Seydoux.

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Xavier Dolan

Uscirà a settembre in Québec ed in Italia, probabilmente, a fine anno.

Dolan par essere davvero l’enfant prodige del cinema francofono nordamericano: ha iniziato, infatti la sua carriera a 19 anni e la sta proseguendo, con innumerevoli premiazioni internazionali, in maniera davvero smagliante.

E’ spesso protagonista delle sue incredibili pellicole, che sceneggia, monta e di cui costruisce i dialoghi, intrise di cinefilia - molteplici le sue citazioni da Antonioni, a Fellini, ad Hitchcock, un po’ ’alla maniera di Almodovar’ - cultura a tutto tondo comprendente la musica e la letteratura classica, e piene di visionarietà e di pathos, perché come da lui stesso affermato, molto di autobiografico è sempre e comunque ben presente nei suoi plots.

A breve girerà il suo primo film in lingua inglese e molto ci sarà ancora da aspettarsi da questo giovane talento che ha ancora il coraggio di emozionarsi - nonostante a Cannes abbia vinto lo stesso premio anche due anni fa con uno dei suoi migliori film, Mommy - come un vero e sensibile enfant.

La Palma d’oro quale miglior attrice del Festival è andata alla star filippina Jaclyn Jose, protagonista del film “Ma’ Rosa” di Brillante Mendoza.

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Jaclyn Jose

Maria Cristina Nascosi Sandri


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