Altritaliani

Nuove iniziative per il Museo di Capodimonte a Napoli

venerdì 15 aprile 2016 di Mario Carillo

Con la nomina del nuovo direttore, Sylvain Bellenger, proveniente dall’Institut National d’Histoire de l’Art di Parigi, il Museo di Capodimonte di Napoli, spera di ritornare l’affascinante meta scelta dai viaggiatori del “Grand Tour”. Un patrimonio d’inestimabile valore con la ricca Pinacoteca, gli appartamenti storici dei Borboni e il grande parco barocco.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in compagnia del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, giunto in città per partecipare agli Stati Generali del Turismo, si è recato alla Reggia estiva dei Borboni, soffermandosi a lungo sulle opere d’arte, dichiarandosi tuttavia sorpreso per la scarsa affluenza di visitatori.

Il neo direttore Bellenger, a sua volta, ha dichiarato che il museo, secondo in Italia, decimo nel mondo dopo gli Uffizi di Firenze, si avvale della risibile cifra di 140 mila presenze l’anno mentre, secondo stime approssimative, dovrebbe contarne almeno un milione per la sua bellezza e per la sua importanza.

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Il Museo di Capodimonte

Per il ministro Franceschini, la nomina di Bellenger e di altri diciannove direttori nei nostri maggiori siti d’arte rappresenta “un passo storico per l’Italia e i suoi musei e colma anni di ritardi. I risultati di quest’anno delle nuove politiche di apertura e l’investimento sulla valorizzazione dimostrano il grande contributo che si può dare alla crescita del Paese con scelte coraggiose sia per una migliore tutela del patrimonio sia per una sua valorizzazione”.
Con la nuova gestione le grandi sale di Capodimonte ospiteranno eventi e nuova accoglienza ai visitatori con vari punti di ristoro.

Concludendo la visita il premier ha dichiarato che Napoli è una città che ha potenzialmente tutto e che si conferma, proprio come Firenze, tra le più belle d’Italia.

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Il premier Matteo Renzi a Capodimonte con Sylvain Bellenger

Dopo anni di oblio, per rendere accessibile e fruibile il sito distante dal centro cittadino, sarà prossimamente attivata una “navetta culturale” compresa nel costo del ticket museale, disponibile in vari punti della città (San Carlo, Piazza Dante, Museo Archeologico), predisposta una migliore segnaletica turistica, un ostello all’interno del parco, un ristorante, un ampio parcheggio e nel periodo estivo concerti di musica classica.

Uno dei motivi principali della scarsa affluenza è rappresentato dal traffico cittadino.
Da anni si parla di una funivia che colleghi la residenza estiva dei Borboni con il Museo Nazionale Archeologico e gli altri sette musei di via Duomo [1], impianto progettato e finanziato nel 2000 per iniziativa dell’Amministrazione comunale, tre chilometri sopra la città per il trasporto di 3000 persone l’ora, progetto approvato e, purtroppo, rimasto nei cassetti della Regione di Via Santa Lucia. Il progetto di funivia prevede due piloni intermedi, una torre in stile Eiffel a valle ed una cabina con la ruota che si riavvolge all’inizio del percorso. Il nuovo collegamento consentirebbe di servire i rioni della Sanità, Dante, Bellini, Port’alba, Pignasecca con i Colli Aminei e Capodimonte. Per il Comune, l’intervento rispetterebbe le “politiche di scorrimento sostenibile attraverso sistemi alternativi di trasporto pubblico al centro della città”.

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Parte della collezione Farnese foto Giuseppe Salviati

Alla fine dell’Ottocento, Johann Joachim Wickelmann, archeologo tedesco, dopo la visita al Palazzo Reale di Capodimonte, dichiarava che ad esso si arriva dopo aver superato la salita erta e scoscesa, con un palmo di lingua da fuori e per questo motivo i paesani non se ne pigliano tanto fastidio. Gli appartamenti storici dei Borbone, dei Bonaparte, Murat e dei Savoia e lo stesso Museo, inaugurato in seguito con opere di grandi artisti come Raffaello, Tiziano, Parmigianino, Bruegel il Vecchio, El Greco, Carracci, Guido Reni, Simone Martini, Colantonio, Caravaggio, Ribera, Luca Giordano, Francesco Solimena, per citarne solo alcuni…, restano ancora difficili da raggiungere per le migliaia di turisti e per i cittadini sollecitati anche dall’ingresso gratuito della prima domenica del mese. A distanza di secoli la salita di Santa Teresa che porta alla Reggia di Capodimonte e alla Pinacoteca più importante dell’Italia meridionale, se non proprio scoscesa, come sosteneva Winckelmann, è certamente poco agevole per mancanza di mezzi pubblici.

Spesso si parla di impianti all’avanguardia in altri Paesi europei, vedi Barcellona, ma Napoli sotto questo profilo mostra limiti di tenuta in questo settore, pur vantando nel passato primati passati alla Storia, come la prima Ferrovia Napoli-Portici, la Fuorigrotta-Posillipo con vista panoramica su Nisida e Coroglio, a poca distanza dalla Mostra d’Oltremare e in linea d’aria a pochi passi dalla Grotta di Seiano, della Gaiola e Marechiaro. Oggi risulta chiusa. Ed infine l’impianto di risalita della funicolare del Vesuvio datato 1880, sospesa a causa dell’eruzione del 1944.

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Museo e Real Bosco di Capodimonte

Napoli necessita di nuovi collegamenti che, se realizzati, riuscirebbero a snellire il caotico traffico cittadino, consentendo di raggiungere facilmente l’Osservatorio Astronomico, frequentato da sempre da studiosi e facilitare a tutti i napoletani e turisti l’accesso al Museo e al lussureggiante Real Bosco di Capodimonte, testimonianza della passione per la caccia e per la botanica dei Borbone. Vincitore nel 2014 della XII edizione del premio “Il Parco più bello d’Italia”, il Bosco è aperto al pubblico gratuitamente tutti i giorni e rappresenta uno dei più grandi polmoni verdi per i napoletani, amato per l’aria fresca e pulita e per le tante passeggiate.

Mario Carillo

Link:

http://www.museocapodimonte.beniculturali.it/

http://www.boscodicapodimonte.it/

[1Lungo il percorso di via Duomo è da non perdere l’incanto del Museo civico Gaetano Filangieri, del complesso di San Severo al Pendino, del Pio Monte della Misericordia, del Monumento nazionale dei Girolamini, del Museo del Tesoro di san Gennaro un tutt’uno con quello Diocesano di Donnaregina fino alla modernità del Madre.


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