Altritaliani

Unioni Civili senza adozioni per coppie gay.

sabato 27 febbraio 2016 di Nicola Guarino

Come al solito in Italia, nell’opinione pubblica e tra i media, ci si divide sulle riforme che toccano temi etici e lo stesso costume del paese, un costume che se anche formalmente laico è nella sostanza intriso di contenuti cattolici, siamo pur sempre il cuore del cattolicesimo “ospitando” il Papa.

E’ cosi anche ora che al Senato è passata la legge “Cirinnà”, che di fatto apre finalmente in modo serio a quelle unioni civili tra coppie omossessuali, andando a colmare un vuoto legislativo anacronistico e non europeo, dando risposte ad una realtà presente nel nostro paese come in tutti i paesi e verso la quale, volenti o nolenti, la politica fino ad oggi (fosse essa di destra, centro o sinistra) aveva mostrato cecità ed insensibilità.

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La senatrice Cirinnà

Il paese finalmente scopre che esistono famiglie diverse, che i matrimoni religiosi o meglio concordatari, per mille motivi, sono sempre più in crisi, che le coppie di fatto e le famiglie allargate sono un dato dell’Italia di oggi ineludibile e con i quale bisogna fare i conti sul terreno dei diritti.

Il paese scopre questo e la politica, forte di uno dei governi più giovani e con grande componente femminile, si ricorda anche della nostra Costituzione che all’art. 3 (tra i principi fondamentali) pone il problema dell’eguaglianza tra i cittadini senza vincoli nemmeno di genere o di gusto sessuale.

Un bel passo avanti. Finalmente, si tacciono le solite litanie e alibi per cui il tema non è interessante, gli italiani hanno ben altro a cui pensare, ecc. ecc.. Tutte ipocrisie che nascondevano il fatto che la politica questo tema non voleva affrontarlo.

Nella seconda repubblica, si è fatto spesso poco e male, naturalmente glissando su questo tema ritenuto, a torto o a ragione, scomodo. Ci è voluto un parlamento composto da molti giovani e un governo votato alle riforme come ad una missione sacra, per affrontare e dare risposta all’annosa questione della disparità di trattamento tra coppie etero ed omo, o meglio tra coppie sposate ed unioni di diverso genere.

Il PD, nella sua attuale gestione, avrebbe voluto fare di più, arrivando anche a prevedere la possibilità di adozione per coppie gay, specie pensando a quelle coppie in cui uno dei partner aveva già un figlio frutto di una precedente relazione. Un tema questo, come si è visto nei numerosi sondaggi di questi mesi, molto più sensibile per l’opinione pubblica, con una maggioranza di cittadini che non sembra favorevole a questa ipotesi(continuando a considerare necessario per i bambini che vi fossero due genitori ben distinguibili, un padre ed una madre).

La recente giurisprudenza della Corte Costituzionale sembra orientata, viceversa, a prediligere l’unità familiare e ad aprire a queste adozioni che nel nome dell’amore e della protezione per l’infante appaiono preferibili ad una condizione di fatto di isolamento e di disorientamento educativo del fanciullo.

Il Pd oggi, per bocca della stessa senatrice Cirinnà che ha fatto la legge e che si è battuta a lungo e gargliardamente per essa, oggi si dichiara non pienamente soddisfatto, perché alla fine le adozioni per le coppie gay non sono arrivate. Ancora una voltà ha prevalso la polemica politica, hanno inciso anacronistici fattori ideologici che hanno impedito una legge che “osasse” di più.

Ad un certo punto queste adozioni sembravano ad un passo dall’approvazione (il famoso articolo 5 di questa legge), con il M5S che si dichiarava favorevole e con una larga maggioranza che raccoglieva anche tutta la sinistra e parte del mondo laico, finendo finanche per fare proseliti nella stessa Forza Italia”, poi i grillini hanno mostrato una certa doppiezza e la solita inconcludenza.

Prima Grillo, che avrebbe dovuto tornare ai teatrini veri e non quelli della politica, se n’esce con un fuor d’opera annunciando libertà di coscienza sul voto. Sussurri e grida a quel punto hanno agitato i parlamentari e la stessa base grillina, poi arrivati al dunque, quando pur di accellerare per l’approvazione di una legge, è bene ricordarlo, non del governo ma frutto, finalmente, del lavoro parlamentare, si è proposto il super emendamento che eliminava tutti gli altri emendamenti, approvando cosi la legge con l’art. 5 incluso. Dietrofront dei grillini che annunciano di non votarlo perché sminuirebbe il dibattito parlamentare ed effettivamente la Lega e le altre opposizioni avevano ridotto i loro emendamenti da 5000 a poco più di 500.

Va pero’ aggiunto che i 500 emendamenti di Lega e Forza Italia erano francamente ridicoli ed improponibili e tesi comunque solo ad impantanare la legge nella giungla di continui voti segreti con il rischio che qualche agguato, in politica sempre possibile, facesse venire meno in parti salienti lo stesso provvedimento.

E’ evidente che il Parlamento (privo di maggioranze certe, frutto di una sciagurata elezione senza vincitori, c’era il “Porcellum”, con la famosa boutade di Bersani, allora segretario del PD che sostenne senza ridere: “Il Pd non ha vinto, ma non ha perso”) ha bruciato un’altra occasione di essere utile ed infine, innanzi al rischio dell’ennesimo nulla di fatto, il governo ha fatto proprio il testo Cirinnà, eliminando l’adozione, per garantirsi il voto degli alfaniani (questione di numeri), ed è andato al voto di fiducia che si è conseguito a maggioranza assoluta anche grazie al concorso dei vituperati ma coerenti Verdiniani

Si è detto ha vinto l’amore, ma i soliti “benaltristi” di professione già mugugnano, parlano di vergogna, di legge dimezzata, monca. Sarà, ma intanto si tratta di una legge che equipara i diritti, in materia di assegni familiari, di diritto all’assistenza, alla successione ereditaria, ad acquisire la pensione di riversabilità ed altro ancora. Oggi, prima di giudicare, chi fa le pulci al governo e al nuovo PD, dovrebbe chiedersi se in passato avesse fatto di meglio.

Oggi queste Unioni sono celebrate davanti al Comune, con testimoni, ed anche se i cattolici più retrivi hanno preteso che dalle unioni civili sia stralciato l’obbligo di fedeltà, per distinguerle nettamente dal matrimonio, queste unioni sono di fatto come un matrimonio (personalmente l’obbligo di fedeltà è una cosa che mi fa sorridere; è come imporre la democrazia con le armi, non ha senso, è un fatto privato, lo toglierei anche per i matrimoni).
Infuriate le avanguardie del mondo gay, ed è comprensibile. Si era ad un passo anche dalle adozioni, se si fossero fatti meno giochini politici la legge sarebbe completa. Infuriata la Chiesa e i partiti di maggiore ispirazione cattolica, puo’ apparire una contraddizione che il diavolo e l’angelo siano allo stesso tempo contrariati, ma si tratta della fotografia di questa legge. Personalmente, credo che il bicchiere sia mezzo pieno e che il tempo sarà cavaliere, mentre la Cirinnà già si sta muovendo per un decreto legge che riporti le adozioni per tutte le coppie.

Certamente, darà una mano la giurisprudenza che con questa legge troverà ancora più argomenti per appianare una disparità sul piano dei diritti dei bambini, che appare oggi ancora iniqua.

Nicola Guarino


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