Altritaliani

In memoria di Mario Masala, poeta improvvisatore sardo

martedì 17 novembre 2015 di Francesco Masala

Mario Masala non c’è più, era un poeta improvvisatore, fra i più importanti della Sardegna. La sua voce e la sua straordinaria vena poetica non canteranno più le storie della sua terra. Esordendo in pubblico a soli 16 anni ha collezionato nel corso dei decenni il maggior numero di presenze sul palco tra tutti i poeti professionisti.

In Africa, quando un vecchio muore, è una biblioteca che brucia
(Amadou Hampâté Bâ)

I poeti improvvisatori sono diffusi in tutto il mondo, ma li conoscono in pochi. Sono i poeti che sanno tenere attenti per ore un pubblico in estinzione, come i poeti, da quando, per centinaia di anni, o anche millenni, raccontano storie, giocano con le parole, appassionano il pubblico.

C’è stato un tempo nel quale la televisione non esisteva, si usciva di casa, quando c’era la festa del paese non si invitava il gruppetto che faceva cover, non si invitava lo scemotto che aveva fatto qualche comparsata alla tv, come succede oggi.
Si invitavano i poeti, e si spendeva (poco, per carità) per fare arrivare i migliori. Si contavano i giorni che mancavano alla gara poetica, nella quale i poeti si sfidavano (anche ora, ma sempre meno) su temi sorteggiati fra le proposte del pubblico. E la sera la piazza era piena, ci si portava la sedia da casa, nelle serate e notti fresche d’estate.
I bambini correvano qui e là, quando il bambino era bambino, andavano venivano ogni tanto si fermavano, e quando chiedevi loro cosa vuoi fare da grande alcuni rispondevano il poeta, non il tronista, non il paramedico, non il consigliere di circoscrizione, proprio il poeta.
Quando i bambini vogliono diventare poeti, ecco, quella è una civiltà superiore.

Intanto c’è stata una trasformazione anche antropologica (si legga una poesia di Francesco Masala, QUI, per intuire qualcosa), ma questo è un altra storia, o forse no.

QUI, Mario Masala racconta la sua vita, da quando era bambino, in sardo con i sottotitoli in italiano.
È’ una bellezza ascoltare il suo racconto, provateci.

Ed ecco un piccolo ricordo uscito sulla stampa sarda:

Una vita sui palchi di tutta l’Isola (e non solo) per cantare le storie della sua terra: Mario Masala, “Masaleddu”, ha passato ben 64 anni davanti a un microfono come poeta improvvisatore. La sua voce e la sua straordinaria vena poetica non canteranno più: si è spento ieri a 80 anni nella sua casa di Silanus lasciando un grande vuoto nella poesia sarda.
Ha iniziato a cantare a 16 anni: nella sua prima gara si trovò subito davanti i grandi nomi come Cicciu Piga, Andria Nìnniri e Remundu Piras. Fu proprio quest’ultimo che intuì il suo straordinario talento e lo spinse al canto. Masala ha girato le piazze della Sardegna ed è stato poi sui palchi di tutto il mondo come ospite dei circoli sardi. Tre anni fa, in occasione del Premio Funtana Elighe a Silanus, aveva composto una poesia dedicata all’amico Toni Manca appena scomparso.
Oggi riportiamo le sue stesse parole per ricordarlo: “Pro nois tottus sos paesanos issu est biu et est cantende ancora“ (Per noi compaesani lui è vivo e sta cantando ancora).

Lo potete sentire qui:

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e cantare qui:

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Anche Mario Masala appare in questo bel documentario di Giovanni Columbu:

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Francesco Masala

P.S.: Il poeta è Mario Masala, io sono Francesco Masala.... solo coincidenza il nostro cognome comune.


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