Altritaliani

Francesca Vitelli: un libro e il progetto EnterprisinGirls

Alla scoperta di imprenditrici vulcaniche, tra lava e acciaio
martedì 8 settembre 2015 di Donatella Gallone

Un po’ Renoir, un po’ Agatha Christie. Francesca Vitelli danza con le parole, come il maestro (impressionista) francese accarezzava i colori, catturando le vibrazioni della vita. Acciuffa, però, allo stesso tempo, con il piglio della giallista fuoriclasse, le variazioni dell’anima, cullando il ritmo della scrittura con l’ardore di Miss Marple e la logica eleganza dell’ispettore Poirot, creature (letterarie) predilette dalla britannica lady del crimine.

Delicate sfumature coccolano la lettura e si armonizzano con l’incessante ricerca dell’identità di chi ha di fronte: ottanta imprenditrici vulcaniche di cui raccoglie le storie in un volume di oltre 300 pagine con un titolo che ne sintetizza la personalità, “Di lava e d’acciaio”. La prefazione è affidata a Simonetta Buttò, direttrice della Biblioteca nazionale di Napoli. Tutte donne, tranne uno, l’editore, Raimondo Di Maio, che lo ha pubblicato con il (suo) marchio Libreria Dante & Descartes.

Tra Napoli e Caserta, le protagoniste le danno appuntamento quasi sempre nei luoghi dove si vestono di tenacia ogni giorno per far marciare le loro aziende. Dalla A alla U, Francesca, che di testi sull’altra metà del cielo (e della terra) ne ha firmati un mucchio, si immerge nell’impresa femminile senza rinunciare alle emozioni, afferrando del loro racconto aneddoti e passioni.
In visita nel giardino di Alfonso a Sant’Agata sui due golfi, nel salottino di fronte all’entrata del ristorante, non le sfugge la fotografia di un Vesuvio costruito con pasta e pomodori fiammanti: Livia Addario Iaccarino le dice che Maria Orsini, indimenticabile autrice del romanzo “Francesca e Nunziata” su una patriarcale famiglia di pastai, le chiede di dedicarglielo.

E puntualmente registra anche il suono incessante dei telefonini che spesso intesse il sottofondo delle conversazioni raccolte. O, ancora, in descrizioni ricamate di dettagli, restituisce l’atmosfera dell’incontro come, quello con Pina Mengano Amarelli, che, in un antico palazzo partenopeo, in piazza Vittoria, sovrana del lungomare, le svela il fascino della liquerizia. «Prime per diritto di nascita vengono incontro le classiche spezzatine con i rombetti nelle scatoline metalliche, accanto diritti come soldatini, i sassolini dello Ionio. Ricordano i ciottoli che da bambini si raccoglievano in riva al mare, quelli lucenti e levigati con cui riempire secchielli di plastica colorata».

Osservatrice attenta, annota sentimenti, stati d’animo, umori, ma anche fisionomie di persone che si dividono tra impegni familiari e lavorativi, lottano, soffrono, amano, conquistano traguardi, li perdono, risollevandosi dalle sconfitte, scommettendo su sogni e ignoto.

La bionda e sorridente Daniela Chiariello dagli occhi verdissimi, con orgoglio le apre lo spazio creativo della Activart communication che tra i suoi gioielli allinea videogiochi multidisciplinari didattici ideati per i piccoli studenti delle elementari. Celeste Condorelli, elegante e minuta, le spiega, da amministratore delegato della Clinica Mediterranea, dopo la scomparsa della mamma Paola Chiariello che a lungo ricoprì il medesimo incarico, come abbia organizzato l’unica realtà italiana del centrosud dove si partorisce in acqua, accolte in una camera con letto a due piazze e vasca, tra luci soffuse e discreto background musicale. Alta, lunghi capelli castani, Silvana Di Giovanni l’accoglie nel suo spazio di via Domenico Morelli, abitato da foulard di seta, nel quartiere Chiaia, confessandole di essere stata sedotta fin da bambina dall’incanto di stoffa tra ritagli che trasformava in abiti da bambola.

Non trascura generazioni, Francesca: dalle ventenni alle ottantenni, tutte le rivelano incertezze, dubbi e vittorie in ciascun settore, dall’enogastronomia a prodotti artigianali raffinati come coralli e cammei, dall’edilizia all’arte contemporanea, connubio riassunto in tre signore di una stessa famiglia: Maria Pia Incutti, presidente della Fondazione Plart, residenza del design in plastica, mamma di Rossella Paliotto (concentrata sull’ospitalità attraverso il recupero di dimore storiche) e sorella di Lia Rumma, audace e nota gallerista con raggio d’azione tra Napoli e Milano.

Dall’operazione editoriale prende forma il progetto di rete al femminile. Incoraggiata da alcune delle intervistate, Francesca, dal novembre del 2014, guida l’associazione “EnterprisinGirls” (nome che strizza l’occhio alla duplicità, tra radice e significato, ragazze intraprendenti o che fanno impresa?) con un obiettivo preciso: farla crescere e promuovere i prodotti delle associate, puntando su talento, made in Italy, qualità. Ad alcune delle protagoniste del libro si sono aggiunte nuove professioniste e imprenditrici. Una squadra pronta ad allargarsi con un’importante tappa: l’expo di Milano.

Il 26 settembre le egirls saranno nel Padiglione Italia per confrontarsi con altre donne (chi desidera partecipare può inviare una mail a info@enterprisingirls.it

entro il 16 settembre 2015: verranno selezionate 25 candidature).

Nel frattempo, le egirls hanno messo faccia e zampe sul loro sito per promuovere una campagna contro l’abbandono degli animali domestici in piena estate e combattere quella incosciente tentazione di disfarsene, prima delle vacanze. Dando voce a dignità e diritti per tutti.

Donatella Gallone
direttrice e editrice de ilmondodisuk


L’autrice:
Francesca Vitelli, classe 1968, da 20 anni si occupa di mercato del lavoro e di cultura di genere. Si è laureata in scienze politiche con una tesi sulla Fao e le donne nel processo di sviluppo. Consulente della Camera di Commercio di Napoli per l’imprenditoria femminile, di associazioni di categoria e di enti di formazione e ricerca, progetta interventi complessi e percorsi formativi per l’autoimprenditorialità e il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro. Per molti anni direttore di un ente di formazione e ricerca, ha firmato diverse pubblicazioni su donne e evoluzione del mercato del lavoro, precariato femminile, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, evoluzione del ruolo femminile nell’economia e nella società. È attualmente impegnata in azioni previste dagli Accordi territoriali di genere, coordinatrice degli stati generali delle donne e presidente dell’associazione EnterprisinGirls.

Per saperne di più:

www.enterprisingirls.com

Facebook EnterprisinGirls


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