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Viaggio in Campania

La festa del Pasto della Salamandra a Grottolella in Irpinia. Una curiosità.

lunedì 31 agosto 2015 di Nicola Guarino, Remo d’Acierno

Dal 3 al 5 settembre 2015 il “Pasto della Salamandra” a Grottolella in Provincia d’Avellino. Un Festival di arte, spettacolo e sapori nella terra delle “Fate del fuoco” per far riscoprire un territorio ricco di tradizioni come il Partenio e l’Irpinia. Una festa popolare che ha conquistato sempre più pubblico e notorietà ed i cui prodromi discendono dalla presenza francese in Campania agli inizi dell’Ottocento.

Grottolella, uno dei borghi medioevali più belli della Valle del Partenio, in Irpinia. Arroccato sul colle più alto, di fronte al Santuario di Montevergine, ospiterà nei giorni 3, 4 e 5 settembre prossimi la decima edizione del Pasto della Salamandra, rassegna di arte, teatro, spettacolo e gastronomia che quest’anno propone anche dei momenti di riflessione sull’integrazione.

Grottolella è rinomata anche per le sue sorgenti di acqua salsoiodica, nella frazione di Tropeani e Pozzo del Sale, un tempo di proprietà della casa Reale Napoletana che ne poteva sfruttare l’estrazione e la commercializzazione del sale. Fu Giuseppe Bonaparte a espropriare le Saline alla famiglia Macedonio feudataria di Grottolella e a difenderle e sorvegliarle con un’apposita guarnigione di 22 soldati che si stabilirono nella frazione di Tropeani. Ancora oggi i residenti della frazione vengono chiamati “i francesi”.

Quando nel 1817 i Macedonio ritornarono proprietari delle Saline fu ripristinata anche l’usanza della “Festa delle Fate del Fuoco”, così erano soprannominate le Salamandre (questi piccoli rettili che resistono alle alte temperature [1]) della Valle del Partenio. Nel corso dei secoli questa festa è diventata il “Pasto della Salamandra”, ripristinata dal Forum dei Giovani di Grottolella. E’ un festival di arte e sapori che originariamente serviva ai feudatari per ringraziare i coloni quando ad inizio di settembre incassavano i proventi del raccolto.

Oggi il borgo antico di Grottolella rivive questa tradizione e si propone come attrattiva turistica di grande spessore. Il Pasto della Salamandra è un vero e proprio ricettario di prodotto e pietanze tipiche della valle del Partenio dove vive e si ciba la Salamandra.

Tra le pietanze tradizionali proposte c’è proprio la merenda del Francese, una ricetta che i soldati a guardia delle Saline importarono durante la loro residenza a Grottolella. E’ in pratica la pizza Cenerella, quell’impasto lievitato che in genere serve a testare la temperatura del forno prima di infornarvi il pane. Una prassi quotidiana che i soldati di Bonaparte trasformarono nella loro colazione giornaliera. In genere questo impasto veniva accompagnato da formaggio locale. I francesi variarono il condimento con olio extravergine, pancetta e pomodorini e la gustavano a mo’ di colazione. Questa pietanza semplice nel corso degli anni è diventata una prelibatezza e viene preparata da quelle famiglie contadine che ancora oggi preparano in proprio il pane. La merenda del Francese è solo una delle tante pietanze tipiche che si possono gustare durante Il Pasto della Salamandra,

C’è anche la tradizionale Minestra Maritata, un mix di verdure rigorosamente coltivate in zona accompagnate con carni di maiale o bovino, a secondo dei gusti.
Altro piatto tipico è la carne di maiale con patate e peperoni sotto aceto. Ci sono poi i primi piatti tutti a base di pasta fatta a mano con farine locali preparata dalle massaie grottolellese, dai tradizionali fusilli ed orecchiette in salsa di cotechino, ai cecatielli e fagioli con i peperoncini locali, fino agli “strangolapreti” ed ancora le tradizionali zeppole con fiori di zucca.

Immancabili i dolci della trazione locale con le crostate di Mela Champagne (anche questa una pianta importata dai soldati francesi), ai tipici pan di spagna farciti e rivestiti che in dialetto locale chiamano “il Pizzipalumbo”, come la castagna del prete, il torrone, le nocciole, il miele, il vino fiano.

“E’un festival del gusto e dei sapori tipici della nostra terra – ci spiega il presidente del Forum Giovani Alfonso d’Acierno. Pietanze preparate per l’occasione che vengono assaporati in allegria con una miriade di spettacoli a sfondo popolare in ogni angolo del centro storico, attrazioni ed artisti di strada, ma soprattutto la riscoperta di scorci storici e paesaggistici che grazie ad iniziative come queste vengono riscoperti e valorizzati. Il Pasto della Salamandra ha visto svilupparsi un processo di accoglienza che lascia soddisfatti i circa diecimila visitatori di tutta Europa che in media abbiamo registrato in ogni edizione”.

Non manca la tematica sociale sviluppata in questa manifestazione, quest’anno si parlerà di integrazione e di immigrazione. “L’antica strada di accesso al nostro centro sarà dedicata all’accoglienza ed all’integrazione – continua d’Acierno – E’ una lunga rampa in scalini di pietra bianca d’Irpina che porta al castello Macedonio dove abbiamo sistemato un barcone ed una mostra fotografica sull’immigrazione, alla sommità di questa strada Idiakietè, un gruppo di percussionisti algerini e tunisini proporrà musica etnica mentre uno stand gastronomico preparerà uno speciale Cous Cous Food. Integrarsi con la musica, con i sapori e con le occasioni di incontro”.

Remo D’Acierno, giornalista e fotografo irpino,
e Nicola Guarino da Avellino

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Questo il programma completo degli spettacoli della manifestazione:

GIOVEDI’ 3 SETTEMBRE:
Dalle ore 21,00:
1) Kiepò
2) E’ Faticuni
3) Tarantella di Volturara
4) I Fantasmi del Casale
5) Quebradeira Independente
Ore 23,00 :
Palco Centrale: MOLTOV D’IRPINIA- After: Vinyl Gianpy

VENERDI’ 4 SETTEMBRE:
Dalle ore 21,00:
1) Tammurriarè
2) E’ Faticuni
3) Tarantella di Volturara
4) I Fantasmi del Casale
5) Quebradeira Independente
Ore 23,00:
Palco Centrale: ETNIKANTARO

SABATO 5 SETTEMBRE:
Dalle ore 21,00:
1) E’ Faticuni
2) Tarantella di Volturara
3) I Fantasmi del Casale
4) Quebradeira Independente
Ore 23,00:
Palco Centrale: TAMMURRIARE’

IL CASTELLO MACEDONIA A GROTTOLELLA

[1n.d.r. Secondo un’antica leggenda le salamandre erano capaci di attraversare le fiamme rimanendo illese ed è forse per questo motivo che la mitologia celtica le ha inserite nella categoria delle “Fate del Fuoco” ed una cultura, a noi molto più vicina, le ha chiamate le “belle mbriane”.


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